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nn. 2-3/2006
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L' Archivio della Casa editrice Nistri-Lischi 1922-2004
 Fondata nel Settecento, la casa editrice-stamperia di Sebastiano Nistri, da subito attenta alle punte più alte della cultura umanistica e scientifica, ben rappresentate a Pisa dalla vita dell'antico ateneo, vide, fra le altre, le firme di Pilla, Pacinotti, Vaccà, Tommasini fra gli scienziati e di Alfieri, Shelley, Rapisardi, Guadagnoli fra i letterati.
Famosa e rarissima (ma riproposta provvidenzialmente in ristampa anastatica nel 1990) l'edizione della Divina Commedia commentata da Francesco da Buti, e memorabile la condanna subìta in periodo risorgimentale dal Nistri per aver stampato e diffuso clandestinamente Le mie prigioni di Silvio Pellico. Molto note anche le collaborazioni di Carducci, Pascoli, Dini, Toscanelli. L'antica stamperia fu rilevata da Vincenzo Lischi nel 1921 - mantenendo il prestigioso nome del Nistri accanto a quello del nuovo editore - fondendosi con altre tipografie locali: la nuova produzione ha mantennuto l'antica e stretta collaborazione col mondo accademico, aprendosi però alla scoperta e alla valorizzazione di una letteratura locale anche "minore" e meno conosciuta. La documentazione acquisita, prodotta nel corso dell’attività della Casa editrice dal 1922 al 2004, è stata destinata all’Archivio di Stato di Pisa. Sostanzialmente è costituita da corrispondenza con gli autori, contratti, certificati di deposito delle opere e di copyright, contabilità, manoscritti pubblicati e non nelle numerose collane della Casa, cataloghi, registri degli omaggi, raccolta delle recensioni, e ancora dalla cospicua documentazione afferente al periodico “Terme e Riviere”, nato nel 1902 per la promozione delle terme di Casciana.
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