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Il Centro studi Libertari/Archivio Giuseppe Pinelli

Domenico Letizia

in n. 2/2011
Mentre si svolgeva il convegno su Michail Bakunin, a Venezia nel 1976, alcuni aderenti ai gruppi “Bandiera nera” di Milano e “Nestor Machno” di Venezia, decidono di dar vita ad un nuovo istituto dedicato a Giuseppe Pinelli, il ferroviere anarchico ucciso in circostanze ancora oggi poco chiare.
Il nuovo Istituto ha sede a Milano e ha diverse finalità sia politiche che di ricerca, dalla costruzione di un archivio storico per la conservazione della memoria dell’anarchismo allo sviluppo di una cultura libertaria capace di affrontare le problematiche della società contemporanea e di confrontarsi con le più avanzate riflessioni e pratiche di matrice antiautoritaria. Il Centro studi nasce grazie all’impegno di alcuni libertari aderenti ai Gruppi Anarchici Federati e al lascito di un anziano militante libertario. La prima sede del Centro Studi Libertari è in viale Monza 255 sempre a Milano, un immobile del comune a cui veniva versato un affitto, ove erano presenti anche il Circolo “Ponte della Ghisolfa” e la sezione milanese della FAI (Federazione Anarchica Italiana). La prima dotazione libraria del Centro si va costruendo con materiali messi a disposizione dagli stessi promotori dell’iniziativa, dal Circolo “Ponte della Ghisolfa”, da altri militanti e da alcune case editrici interne o limitrofe al movimento anarchico tra le quali le Edizioni Antistato, La Fiaccola di Ragusa, Noir di Ginevra, RL di Pistoia, La Salamandra di Milano e Vulcano di Bergamo e altri, a cui si aggiungono le donazioni personali di Giampietro Berti, Amedeo Bertolo, Paolo Finzi, Aline Frigerio, Luciano Lanza, Corrado Perissimo, Luis Tibiletti e Galileo Tobia. Questo materiale si incrementa con due consistenti fondi librari quelli di Michele Damiano verso la fine degli anni ’70 e di Pio Turroni, che lascia al Centro Studi la propria biblioteca costituita da un migliaio di volumi relativi all’anarchismo e ad altre dottrine politiche, raccolti nel secondo dopoguerra. Al materiale librario è stato successivamente affiancato l’archivio privato, comprendente dieci buste per un totale di oltre cento fascicoli che sono stati recentemente riordinati e inventariati da Lorenzo Pezzica tramite l’applicativo Mens, sviluppato a cura della Regione Lombardia per lo specifico utilizzo per gli archivi di persona. Il Centro Studi si rende protagonista e organizzatore anche di numerosi convegni che cambieranno la storia politica, economica e filosofia del movimento anarchico, tra cui un convegno dedicato alla tematica sui “nuovi padroni”, un convegno sull’ “autogestione” e convegni vari su figure come Pëtr Kropotkin ed Errico Malatesta. Verranno trattate tematiche che vanno dai rapporti tra anarchismo e diritto, tra anarchismo ed etica, dall’ecologia sociale all’analisi del totalitarismo, dai fondamenti del pensiero anarchico agli approcci libertari all’antropologia ecc. In occasione del cinquantesimo anniversario della Liberazione, nell’aprile 1995, il Centro studi collabora con la Fondazione “Anna Kuliscioff” nell’organizzare una giornata di riflessioni sul contributo dato da anarchici e libertari alla lotta di Resistenza, incentrata in particolare sull’esperienza delle Brigate “Bruzzi-Malatesta” inquadrate all’interno delle formazioni socialiste “Matteotti”. Le relazioni presentate al pubblico ripercorrono una lotta antifascista che non si apre nel 1943, ma almeno vent’anni prima con la resistenza armata degli Arditi del popolo allo squadrismo, quando il movimento anarchico si ritrovò solo a incoraggiare questa forma di autodifesa proletaria, mentre i partiti politici della sinistra, per svariati motivi, cercavano di frenarne la crescita. Lotta antifascista che continua sotterranea in esilio e al confino, riemerge nella partecipazione di molti volontari alla guerra di Spagna e quindi nella scelta di prendere le armi dopo l’8 settembre 1943: in alcune zone dove il movimento anarchico aveva solide radici, come Carrara, Pistoia, la Lombardia e la Liguria, nascono formazioni partigiane composte esclusivamente, o quasi, da militanti libertari; altrove gli anarchici si aggregano alle Brigate “Garibaldi”, di indirizzo comunista, alle “Matteotti”, socialiste, o a quelle di Giustizia e libertà. Dopo l’attività di ricerca sulla Resistenza i curatori dell’istituto dedicano rinnovate energie al tema della Rivoluzione e della guerra civile spagnola del 1936-’39. La ricostruzione di quegli avvenimenti era infatti andata incontro a un decisivo punto di svolta grazie al film Terra e libertà del regista Ken Loach, in grado di penetrare all’interno dello schieramento antifascista per coglierne contraddizioni e conflitti, facendo in tal modo emergere la rivoluzione sociale in atto, con la sua carica libertaria, contrastata dalla linea politica filo-sovietica del Partito comunista: il Centro studi dedica all’evento una giornata di dibattiti e la riedizione di uno storico video-documentario con immagini girate tra 1936 e 1937 da operatori del Sindacato de la industria del espectaculo di Barcellona (aderente alla CNT). Negli ultimi dieci anni le attività di ricerca e promozione culturale hanno continuato a mantenere il loro ritmo sostenuto e un’elevata qualità degli interventi. Tra gli incontri di studio si possono ricordare la giornata dedicata alle lucide riflessioni di Errico Malatesta, che ne ispirano il titolo: “Il buon senso della rivoluzione”, i seminari di metodologia storiografica sull’utilizzo delle fonti di polizia e delle fonti orali per la ricostruzione della storia dell’anarchismo e sulla tradizione dei grandi incontri di portata internazionale con due convegni sui rapporti tra anarchismo ed ebraismo  e sullo scienziato Élisée Reclus. Un centro studi con un patrimonio vastissimo: libri moderni, periodici, microfilm, fotografie, audiovisivi, fondi archivistici della storia del pensiero e del movimento anarchico. L’archivio è composto dalle seguenti sezioni (non tutte ordinate e inventariate) suddivise in archivi, fondi e fondi speciali: archivio C.S.L., archivio Editrice A, archivio Gruppi anarchici federati, archivio de L’internazionale-Luciano Farinelli, archivio Vincenzina Vanzetti, archivio iconografico-fotografico, archivio registrazioni, fondo Comitato Spagna libertaria, fondo speciale Vincenzo Toccafondo, fondo Pio Turroni, fondo Clelia Fedeli, fondo Giuseppe Mascii, E. Armand, Tito Eschini, fondo Luis Mercier Vega, fondo Agostino Raimo, fondo Otello Menchi, fondo Michele Corsentino, fondo Max Sartin. Quest’anno il Centro Studi Libertari/Archivio Giuseppe Pinelli festeggia i suoi 35 anni di attività, di ricerca e di studio.

Fondazione Ansaldo