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Il nuovo corso di Archivistica contemporanea all’ACS
Nel mese di gennaio 2011 ha preso il via la prima edizione del corso di Archivistica contemporanea organizzato dall'Archivio Centrale dello Stato in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Della durata di 150 ore, divise in 37 moduli, il corso è stato pensato espressamente come occasione di formazione del personale delle amministrazioni centrali e degli enti pubblici impiegato nella gestione degli archivi correnti e di deposito, nonché degli operatori specializzati in questo settore. Al corso sono stati ammessi trenta allievi (20 della Pubblica Amministrazione, 5 appartenenti a società di consulenza, 5 giovani laureati e specializzati in materie archivistiche), a seguito della selezione operata sui 193 curricula pervenuti dal Comitato di gestione, formato da Agostino Attanasio, Soprintendente dell’Archivio Centrale dello Stato, da Roberto Guarasci, ordinario di Documentazione presso l’Università della Calabria e rappresentante del CNR, e da Margherita Martelli, funzionario dell’ACS e responsabile dei corsi.
Un corso, frutto di un’inedita esperienza di collaborazione interistituzionale, che ha potuto realizzarsi in virtù del contenuto di alcuni recenti provvedimenti legislativi: il D.P.R. 26 novembre 2007, n. 233, e il D.M. 7 ottobre 2008, con i quali all’Archivio Centrale dello Stato è stata conferita autonomia scientifica, finanziaria e organizzativa, nonché la possibilità di organizzare “corsi di formazione e tirocini formativi sia in proprio che d’intesa con l’Università e la Scuola superiore della pubblica amministrazione nell’archivistica applicata agli archivi contemporanei con particolare riferimento alla’archivistica informatica”. Peculiarità che risultano fortemente complementari con le prerogative del CNR, per il quale il D.Lgs. 30 gennaio 1999, n. 19 prevede lo svolgimento di “attività di formazione nei corsi universitari di dottorato di ricerca, in attuazione dell'articolo 4, comma 4, della legge 3 luglio 1998, n. 210, attività di alta formazione postuniversitaria, di formazione permanente, continua e ricorrente. Può altresì svolgere attività di formazione superiore non universitaria” fornendo inoltre “supporto tecnico-scientifico alle amministrazioni pubbliche su loro richiesta”. A rafforzare lo spirito collaborativo tra amministrazioni, sotteso all’iniziativa, è intervenuta anche la dichiarazione di interesse da parte di DigitPA, l’ente nazionale per la digitalizzazione della pubblica amministrazione, particolarmente impegnato nel governo dei processi di dematerializzazione della documentazione amministrativa.
Tali presupposti giuridici, che hanno dato origine alla convenzione tra CNR e ACS stipulata il 19 ottobre 2010, hanno permesso di dare vita a questa nuova esperienza didattica, nata con l’intento principale di rispondere alla forte domanda di formazione proveniente dalla Pubblica Amministrazione in ordine alla gestione della documentazione contemporanea.
Un’esigenza che ha origini ormai lontane. Le prime idee ed i primi progetti di una scuola di archivistica vocata ad affrontare queste tematiche presso l’Archivio Centrale dello Stato risalgono alla prima metà degli anni ’90, sotto la direzione di Mario Serio, poi riprese da Paola Carucci. Negli anni successivi molteplici sono state le attività e le iniziative di formazione, organizzate in collaborazione con altre amministrazioni e dedicate a particolari settori ed ambiti archivistici.
A sottolineare il carattere spiccatamente operativo e orientato all’acquisizione di buone prassi di questo percorso formativo, un terzo dei moduli è dedicato ad attività di laboratorio documentale, svolte presso amministrazioni e strutture direttamente impegnate nell’attività di gestione della documentazione amministrativa nelle sue varie fasi di vita.
Come evidenziato dal soprintendente Attanasio all’atto della presentazione dell’iniziativa, questo corso di archivistica contemporanea nasce con un profilo e con modalità didattiche e organizzative contrassegnate da molti elementi di novità e da un carattere fortemente sperimentale.
Lo sviluppo organizzativo e la configurazione complessiva dei corsi è affidata alla prova e alla verifica dei fatti. Questa impostazione impegna a verificare i risultati conseguiti e mira a costruire un rapporto virtuoso con le amministrazioni che producono archivi e che sono tenute a versarli, concependo la nozione e il ruolo dell’archivistica contemporanea come un rapporto diretto con gli archivi in formazione, con le organizzazioni che li producono, con le modalità di lavoro degli uffici.
Attraverso tale impostazione, vengono messi a fuoco e analizzati nella prassi tutti i nodi critici del processo che ha come risultato il versamento delle carte delle amministrazioni centrali agli archivi di Stato. Un meccanismo – sovente delegato in toto all’attività delle commissioni di sorveglianza - che spesso ha mostrato segni scarsa efficienza, e migliorabile soltanto rafforzando i legami con i soggetti produttori di archivi, accrescendo il numero di coloro che presso gli uffici attivi sono chiamati a gestire le carte, e facendo in modo che essi, con l’attività di formazione, siano meglio coordinati da chi fa di mestiere l’archivista.
L’attenzione posta nell’organizzazione dei laboratori documentali ha lo scopo primario di conoscere, affinare e diffondere soluzioni concrete ed economicamente sostenibili già sperimentate presso le amministrazioni per la gestione degli archivi correnti e di deposito, puntando a formare un archivio (si perdoni il gioco di parlo) dei modelli e delle soluzioni concrete, replicabili ed applicabili, con i necessari adattamenti, alle varie situazioni ed esigenze. Consentirà inoltre di confrontarsi con i nuovi scenari e le problematiche connesse alla gestione documentale - in particolare legati all’avvento del digitale e alla nozione stessa di documento introdotta dalla legislazione recente - percepiti “sul campo” e declinati all’interno della prassi amministrativa.
Un modus operandi che comporta il coinvolgimento diretto dei responsabili degli archivi correnti e di deposito e degli operatori (non necessariamente interni alle amministrazioni) che intendono acquisire nozioni ed esperienza nel settore della gestione archivistica. Questi ultimi possono risultare anche i destinatari di un passaggio di competenze professionali e di un flusso formativo che all’interno di molte amministrazioni pubbliche appare spesso interrotto, prefigurando anche qualche sbocco lavorativo, soprattutto nel mondo dell’outsourcing.
IL PROGRAMMA
Lezioni teoriche e teorico-pratiche
A. Contesti e orientamenti (4 moduli):
contesti normativi, orientamenti disciplinari, indicazioni bibliografiche.
B. La creazione della memoria (10 moduli):
le funzioni del protocollo tra passato e presente
registrazioni di protocollo
le finalità del raggruppamento documentale: il fascicolo
modalità e tecniche di formazione del fascicolo
le funzioni della classificazione
titolari di classificazione/1
titolari di classificazione/2
modelli organizzativi
flussi documentali
digitale/cartaceo: come fare?
C. La gestione della memoria (6 moduli)
strategie della conservazione documentale
titolari e piani di conservazione
scartare: come ?
scartare: cosa?
l'archivio di deposito: perché?
strumenti di gestione
D. La conservazione permanente (4 moduli)
le strutture per la conservazione
i documenti digitali
la normativa per la conservazione dei documenti digitali
conservazione digitale: procedure, attività, strumenti.
Laboratori documentali
13 moduli (52 ore) presso strutture esterne suscettibili di sperimentazioni didatticamente significative.
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