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L’archivio dell’Opera pia Sodalizio di S. Martino di Perugia
Giovanna Bacoccoli |
in nn. 1-2/2010 |
Nell’ambito degli aggiornamenti dei dati degli archivi delle IPAB dell’Umbria, promosso dalla Soprintendenza archivistica, è stato compilato un elenco di consistenza dell’archivio dell’Opera pia Sodalizio di S. Martino, con sede in Perugia. Nel 1574, alcuni cittadini si unirono per dare vita ad un’istituzione di assistenza per “li poveri infermi e vergognosi” della città, attraverso la raccolta di elemosine, denominta “Compagnia di San Martino” e composta da 50 confratri. Nei sec. XVI e XVII alle elemosine si sostituirono le rendite dei patrimoni lasciati all’Istituto da vari benefattori, costituiti da denaro, beni mobili, immobili rustici ed urbani. Alla fine del XVI sec. la Compagnia istituì una farmacia, tuttora attiva. Nel 1915 l’Ente fondò l’Istituto per il soccorso e la tutela dell’infanzia abbandonata, rimasto in vita fino al 1972.
Il Sodalizio di San Martino, che attraverso i secoli ha consolidato un importante impianto patrimoniale, giunge all’età moderna con la struttura di 400 confratri e si rivolge in particolare agli anziani, anche se sussidi mensili vengono erogati a favore di persone bisognose e di minori in stato di necessità.. L’Ente è proprietario del Tempio di Sant’Ercolano, di un’azienda agraria, di una farmacia e del Centro d’arte Fuseum, museo delle opere dell’artista Brajo Fuso. La parte più antica dell’archivio è versato all’Archivio di Stato di Perugia (aa. 1402-1933), la documentazione più recente è conservata nella sede del Sodalizio (ca. 2400 pezzi dal 1934 al 2010, con alcuni precedenti dal 1892).
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