Archivi e musei, un caso francese
di Ariane James Sarazin
Archivi&Società, giovedì 26 agosto
Un museo per archivio e un archivio per museo: il caso del Musée de l’histoire de France presso il Centre historique des Archives nationales a Parigi. Ariane James Sarazin, dall'anno 2000 responsabile del centro, ha illustrato le tappe fondamentali dello sviluppo del museo di storia francese.
Fu il marchese de Laborde a intraprendere nella Ville Lumière un progetto unico nel suo genere: fare di un archivio, o meglio di "pezzi" d'archivio, un museo. Era il 1867 e il marchese - appassionato di archeologia e di storia dell'arte, ma soprattutto direttore degli Archivi dell'Impero - battezzò il suo musée des archives, un fortunato luogo destinato a entrare in competizione con Versaille e ricevere verso gli anni Quaranta del Novecento il soprannome di museo della storia di Francia.
Il metodo che regolò la costituzione della raccolta museale oggi appare lontano dall'ortodossia in materia di beni culturali: si pensò a una presentazione per "razza ideologica", prelevando documenti appartenenti a fondi conservati dagli archivi nazionali. Oltre duemila documenti migrarono dai loro contenitori originari verso il musée des archives e costituirono aggregazioni fittizie, ordinate secondo un unico principio, quello cronologico.
Il 1995 pose fine a questa sistemazione. La decisione fu il risultato di un'attenta analisi dei problemi archivistici e museografici, riflessioni che condussero al riordino dei documenti abbandonando la monodimensione temporale per preferire una disposizione in prospettiva, un "approccio plurale alla storia" come spiega Ariane James Sarazin.
Il museo della storia di Francia diviene così il museo delle storie di Francia, un luogo di ricerca, di presentazione. Un cantiere i cui lavori in corso si articolano in tre temi - "tempo e territorio", "miti nazionali" e "fabbrica della storia" - che si alternano in altrettante esposizioni periodiche che espongono documenti originali.
a cura di Paola Ciandrini
