ICA Congress 2004, Vienna 23-29 agosto

Conferenze introduttive

Ferdinand Lacina

Scienziato di fama internazionale, è principalmente noto per le sue ricerche sui meccanismi di respirazione. Professore di biochimica alla facoltà di Medicina dell'Università di Vienna dal 1963 al 1994, fra i suoi incarichi si ricordano quello di cancelliere dell'Università di Vienna, di presidente dell'Accademia austriaca delle Scienze e di ministro federale per le Scienze e la Ricerca.

Memoria individuale e memoria collettiva: DNA e società. A cinquant'anni dalla scoperta dell'elica del DNA Hans Tuppy interpreta l'acido desossiribonucleico come un archivio individuale: il patrimonio genetico immagazzina e ordina informazioni sulla nostra storia genetica e la sua struttura, rigorosa e codificata, rende ogni uomo diverso e unico, proprio come le carte e il vincolo archivistico conferiscono unicità ai nuclei documentari. Tuppy presenta l'uomo come insieme di genetica e di esperienza, esperienza singola in contatto con altri individui per generare esperienze collettive: l'apprendimento e la memoria partono da una dimensione individuale e si completano in una dimensione di gruppo, dalla famiglia alla nazione sino al mondo. Secondo questo ragionamento la memoria collettiva appare per Tuppy come l'archivio delle esperienze dell'uomo.

Ferdinand Lacina

Presidente della Lega austriaca per i diritti dell'Uomo, è una personalità di spicco nel dibattito contro la discriminazione. Ministro federale delle Finanze dal 1986 al 1995, dal 1996 è presidente di Giro Credit e dal 2001 è consigliere del direttore della Creditanstralt.

"La verità è la figlia del tempo: gli archivi hanno le notizie, lì la verità deve essere cercata e la ricerca è una nobile missione". Ferdinand Lacina interpreta la ricerca d'archivio come uno spoglio verace di informazioni all'insegna della verità: compito degli archivi è la tutela del vero, scoprendo le falsificazioni ed evitando le manomissioni. Lacina constata a malincuore la timidezza dimostrata nei confronti degli archivi: a suo parere la confidenza e l'approccio dei cittadini verso le fonti documentarie e la storia sono spesso tiepidi, mancanza che genera una scarsa conoscenza dei fatti e rari slanci all'analisi critica degli eventi.

Gerhard Roth

Scrittore, attore drammatico e sceneggiatore, prima di dedicarsi al mondo della letteratura ha studiato medicina ed è stato anche programmatore informatico. Considera "l'amnesia storica" come la malattia autriaca per eccellenza, una delle sue opere più famose si intitola "Gli archivi del silenzio".

Affascinato dalla storia degli uomini raccontata attraverso i documenti, Gerard Roth considera gli antichi archivi dell'Europa centrale come delle "immensità locali, luoghi in cui l'odore di carta ingiallita trasmette sensazioni tra il follemente grandioso e il religioso". La sua riflessione si concentra sugli archivi come fonti primarie per la ricerca biografica e per i grandi eventi di cronaca: la lettura diretta dei documenti per Roth garantisce due livelli di approccio alle notizie, uno strato di notizie oggettive e uno strato di dettagli personali trasmessi dallo scrivente volontariamente o involontariamente. E proprio dal tono entusiastico e appassionato dei racconti delle sue ricerche in archivio, si comprende quanto sia fondamentale per Roth la personalizzazione della notizia, consapevole o meno.

a cura di Paola Ciandrini

Su di noi | Come navigare nel sito | ©2004