ICA Congress 2004, Vienna 23-29 agosto

I diritti umani e gli archivi delle organizzazioni internazionali

I partecipanti a questa tavola rotonda hanno illustrato gli archivi delle rispettive organizzazioni internazionali sottolineando l’importanza della documentazione da loro conservata per lo studio del problema dei diritti umani ed anche, indirettamente, per la loro stessa difesa.

Il primo problema sottolineato da Bridget Sisk e da Blandine Blukacz è stato quello della restrizione dell’accesso a questo tipo di archivi che contengono informazioni sensibili sia dal punto di vista della sicurezza nazionale, della stabilità economica ma anche della tutela della privacy e in alcuni casi anche dell’incolumità degli interessati. Proprio per questo l’ONU si è data delle linee guida molto dettagliate che si occupano di fornire suggerimenti per l’archivista anche per evenienze pratiche come la trasmissione delle informazioni.

Blandine Blukacz della sede ONU di Ginevra ha ricordato l’importanza della conservazione della memoria dei diritti umani, evidenziando la nascita proprio a Ginevra nel 1974 del Centre of Human Rights e l’elaborazione di un progetto specifico di descrizione degli archivi legati ai diritti umani. Ha sottolineato inoltre come il suo archivio sia frequentato prevalentemente da storici e ricercatori, molto spesso interessati alla dichiarazione di Ginevra per i diritti dei bambini.

Particolare è il caso rappresentato dall’archivio del Comitato internazionale della Croce Rossa. La Croce Rossa nei suoi 150 anni di storia è stata testimone neutrale di molte guerre. Mantenere la memoria significa mantenere gli archivi e renderli accessibili.All’interno del suo archivio è possibile distinguere tra gli archivi personali che contengono informazioni sulla sorte di rifugiati e vittime dei conflitti, ai quali chiedono l’accesso soprattutto le vittime e i loro familiari, egli archivi generali che offrono testimonianze rilevanti per gli storici sulle violazioni dei diritti umani, sulle condizioni di vita in occasione delle guerre, sull’atteggiamento della Croce rossa stessa fornendo reports e materiali di varia tipologia.

Paola Casini, archivista della Comunità europea, ha sottolineato come la recente Costituzione europea preveda espressamente nel capitolo V relativo ai diritti politici anche il riferimento al diritto di accesso ai documenti della Commissione e del Consiglio europeo. E’ necessario quindi modificare le procedure per andare incontro a questa nuova esigenza.

Uno degli interventi più interessanti è stato quello di Anna Svenson. L’archivista svedese ha presentato l’esperienza della Open Society of the Archives di Budapest. L’OSA è un archivio e centro di documentazione internazionale specializzato nell’ambito dei diritti umani, fondato nel 1995 a Budapest dal controverso finanziere internazionale George Soros.

I fondi conservati nell’archivio fanno riferimento a tre settori fondamentali

  1. La storia del Comunismo durante la guerra fredda nei paesi dell’Europa dell’Est. A partire dall’Archivio dell’Istituto di ricerca di Radio Free Europe/Radio Liberty (RFL/RL), primo fondo dell’OSA, con documenti datati dalla fine della 2° Guerra Mondiale.
  2. I diritti umani: il tema è affrontato da numerosi archivi di organizzazioni internazionali non governative come l’International Helsinki Federation for Human Rights (IHF) ma anche il Tribunale Internazionale per i crimini della Ex Jugoslavia. Durante la guerra nei Balcani buona parte del materiale d’archivio venne versato presso l’OSA per tutelarne la conservazione ed evitare la distruzione della documentazione. Sono conservati presso l’OSA numerosi film e documentari di propaganda nonché i videotape delle sessioni del Tribunale stesso.
  3. Gli archivi della Fondazione Soros e delle sue attività.

Gli archivi conservati presso l’OSA contengono diverse tipologie documentarie con una particolare attenzione per la documentazione sonora e audiovisiva. Caratteristico dell’OSA è il dover rapportarsi con la pericolosità del tema dei diritti umani: alcuni archivi vengono depositati, anche in copia, per periodi di tempo limitati e per ragioni di sicurezza e di tutela delle informazioni.

L’OSA si propone anche il compito di tutelare e difendere i diritti umani promuovendo dei programmi educativi attraverso dvd e opuscoli, ma anche mostre e pubblicazioni, ancora più importanti in una realtà come quella di Budapest dove ancora oggi i diritti umani continuano a subire abusi.

a cura di Carla Cioglia

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