ICA Congress 2004, Vienna 23-29 agosto

La pressione politica e i documenti archivistici: rivisitazione della Conferenza di Liverpool

Questo intervento nasce dall’esperienza della Conferenza di Liverpool del giugno 2003. In questa data diversi archivisti provenienti da numerosi paesi, tra gli altri Stati Uniti, Canada, Giappone, Germania, Olanda, Australia, Botswana e Sud Africa, si riunirono a Liverpool su impulso del Centre for Archive Studies dell’Università cittadina (LUCAS) per discutere degli effetti della pressione politica sugli archivi, non soltanto nei paesi di democrazia recente ma anche in Europa o negli Stati Uniti. In occasione del Congresso di Vienna i partecipanti alla conferenza hanno riaggiornato i loro interventi sottoponendo queste tematiche ad un pubblico più ampio.

Michael Cook, dell’Università di Liverpool, ha riassunto le aree di interesse della Conferenza:

  1. rapporto tra guerra, leggi internazionali e archivi: il problema della salvaguardia degli archivi nei paesi in guerra, nonché degli archivi delle strutture militari e il rapporto tra la tutela dei diritti umani e gli archivi
  2. interesse nazionale contro moralità: ad es. il ruolo degli archivi in indagini difficili come la Commissione per la verità e la riconciliazione in Sud Africa
  3. risposte nazionali alla gestione delle informazioni: differenti legislazioni nei diversi paesi
  4. questione dell’accesso
  5. eredità storica: emblematico è il caso della storia coloniale nella quale gli archivi dei popoli oppressi sono stati inclusi in quelli dei colonizzatori
  6. problemi del futuro: la e-democracy e la salvaguardia di archivi privati sensibili.

Michael Cook ha proposto anche la costituzione di un registro internazionale di casi e la creazione di una lista per tenere informati gli archivisti che volessero interessarsi a questo problema.

Gli altri intervenuti hanno affrontato il problema delle pressioni politiche in alcuni paesi, in particolar modo Thomas Connors dell’Università del Maryland, editor della newsletter degli archivisti americani, ha raccontato la loro presa di posizione nei confronti delle restrizioni all’accesso ai documenti governativi volute negli ultimi anni dall’amministrazione Bush. Di queste restrizioni attuate da diversi membri del governo ai massimi livelli, ad esempio il vicepresidente Dick Cheney, Connors ha fornito una “cronologia parziale”. Nonostante le restrizioni all’accesso ai documenti siano state motivate, dopo la tragedia dell’11 settembre, con la necessità di garantire la sicurezza nazionale di fatto non hanno riguardato soltanto gli affari relativi al terrorismo ma anche la politica sociale e scolastica dell’amministrazione repubblicana, ad esempio le leggi contro la discriminazioni sessuali.

Chris Hurley della National State Commonwealth Bank australiana ha posto invece l’accento sul problema della responsabilità degli archivisti, sulla necessità nella definizione di standard che supportino e guidino il giudizio personale del singolo.

Gli interventi dei presenti hanno teso a sottolineare le diverse abitudini e pratiche nell’accesso tra archivi europei e nordamericani e a portare personali esperienze.

A conclusione della conferenza si è deciso di sottoporre all’Assemblea generale una raccomandazione che è stata accolta nei documenti finali del Congresso.

a cura di Carla Cioglia

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