La visita all’Archivio della Famiglia, della Corte e dello Stato austriaco (Haus-, Hof- und Staatsarchiv) ovvero un viaggio nella memoria d’Europa
Una delle tante opportunità che l’organizzazione del Congresso ha messo a disposizione è stata quella delle “professional visits”, cioè visite presso i più importanti archivi e istituti culturali della città di Vienna. Personalmente ho avuto il piacere di partecipare a quella presso l’Archivio della Famiglia, della Corte e dello Stato (Haus-, Hof- und Staatsarchiv).
Situato al n° 1 di Minoritenplatz, nel pieno centro di Vienna, a due passi dal Palazzo imperiale, l’AFCS rappresenta il nucleo della memoria storica austriaca e non.
Già da una prima veloce disamina generale del patrimonio archivistico ci si può ben rendere conto che l’importanza di questo archivio va al di là del confine austriaco e investe gran parte dell’Europa. È questa l’impressione ai miei occhi più evidente che questo archivio mi ha dato.
Il Sacro Romano Impero della Nazione Tedesca e l’Impero asburgico sono state entità politiche e apparati amministrativi presenti in tante regioni europee e che hanno intrattenuto rapporti diplomatici con tutta l’Europa. Le serie della corrispondenza diplomatica nei paesi stranieri e i documenti della Cancelleria statale e del Ministro degli Affari Esteri sono testimoni della posizione di primo piano che lo Stato asburgico occupava all’intero dell’intricato sistema di relazioni internazionali a partire dall’inizio del XVI sec. fino al 1918/20. Non è stato un caso che curiosando tra i depositi dell’archivio mi sia imbattuto in faldoni che riportavano nelle loro segnature nomi di luoghi quali Napoli, Toscana, Lucca, Paesi Bassi etc...
Se poi si considera che la dinastia degli Asburgo, più di ogni altra, ha fatto dei matrimoni il suo migliore strumento di politica estera, allora diventa più chiaro come questo istituto culturale conservi una memoria storica sovranazionale.
Ma se importante è conoscere le dinamiche politiche degli Asburgo che l’archivio famigliare ci suggerisce, altrettanto importanti sono le informazioni di carattere meramente privato. La serie dei “Messaggi privati” , per esempio, ci consente una visione della casa regnante più intima, che va oltre l’affascinante ma fredda diplomazia o le convenzioni di etichetta. Si tratta di documenti testimoni delle esigenze di tutti i giorni e delle emotività di una famiglia attraversata da glorie e drammi. E non è da molto tempo che queste fonti storiche siano state considerate degne di un’attenzione storiografica.
Il più antico documento conservato è un diploma di Ludovico il Pio del 816, che costituisce uno dei “pezzi forti” del Museo annesso all’Archivio. Quest’ultimo, ben allestito e particolarmente ricco, conserva diplomi imperiali, sigilli e documenti particolari che hanno reso ancora più affascinante questo viaggio nella storia austriaca e non solo.
a cura di Pierpaolo Caputo
