Il progetto Ecumene: la diffusione della conoscenza dei beni culturali ecclesiastici in rete
Dal 1996 le diocesi italiane hanno avviato il progetto di inventariazione informatizzata dei beni culturali ecclesiastici, promosso dall’Ufficio nazionale per i bbccee della CEI. Quasi tutte le diocesi hanno aderito al progetto, che dovrebbe terminare per la fine del 2005.
Già circa 1.150.000 schede, complete di immagini, risultano prodotte e andranno a costituire la banca dati nazionale, collegata ai terminali dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. Si prevede che, alla fine dell’inventariazione, la banca dati possa contenere circa 3.000.000 di schede.
Nel dicembre del 2003 è stato presentato il progetto di censimento del patrimonio architettonico delle diocesi italiane. Nel giugno 2004 è stato presentato alle diocesi lo strumento per l’inventariazione informatizzata degli archivi. Entro la fine del 2004 sarà reso disponibile anche un analogo strumento per le biblioteche.
In questo contesto si inserisce il progetto Ecumene, presentato da Samir Musa e Gianni Ceccarelli della Hyperborea scrl di Pisa.
Il progetto si propone l’obiettivo di favorire la fruizione integrata attraverso il web di banche dati relative a beni culturali eterogenei: storico-artistici, architettonici, archivistici e bibliotecari.
I soggetti coinvolti in Ecumene sono:
- Aziende
- IDS Informatica Distribuita e Software s.r.l. – Messina
- UNITEL s.p.a. – Padova
- Iperborea s.c.r.l. – Pisa
- Partner e collaborazioni
- Conferenza Episcopale Italiana
- Dipartimento di Ingegneria e Informatica – Univ. Pisa
- Dipartimento di Matematica – Univ. Messina
- Visual Computing Group –ISTI CNR
L’elemento base del progetto è la multidisciplinarietà: infatti sono coinvolti gruppi di lavoro costituiti da professionalità sia tecniche che umanistiche; inoltre, un corso di formazione, parallelo all’inizio del progetto, ha coinvolto un gruppo di allievi affrontando problematiche relative all’informatica e alle gestione dei beni culturali.
Questo sistema informativo per la fruizione di beni culturali di diversa natura si basa sulla condivisione di elementi comuni. L’insieme di questi elementi costituisce il contesto in cui ogni bene nasce e si colloca (per es. produzione, conservazione, committenza). Ogni singolo bene mantiene elementi e modalità descrittive proprie, vista la profonda differenziazione fra i modelli descrittivi e gli standards disponibili per ciascun ambito disciplinare. In particolare, per i beni archivistici sono stati accolti gli standards ISAD (G) e ISAAR (CPF). Il complesso delle relazioni è fondamentale per il funzionamento del sistema.
Il sistema è strutturato in diversi blocchi funzionali:
- un certo numero di fonti dei dati locali, contenenti i singoli database per la diversetipologie di dati
- un access server, dedicato alla gestione dell’accesso dei dati, che fornisce all’esterno verso altri blocchi funzionali servizi di accesso/ricerca e di esportazione dei dati
- una applicazione web di interfaccia verso gli utenti, che permette alle diverse categorie di utenti di interagire con il sistema informativo.
Per lo scambio dei dati tra le varie parti del sistema si è fatto ricorso a tecnologie della famiglia XML.
Il risultato finale è un unico contesto in cui ogni utente può ricevere informazioni integrate sul patrimonio culturale della Chiesa.
Per garantire a tutti questa importante possibilità sono stati fatti degli sforzi per eliminare le barriere digitali, assimilabile alle barriere architettoniche tradizionali, che possano interporsi tra l’informazione e l’utente.
a cura di Pierpaolo Caputo
