Cambiare la percezione degli archivi
L’immagine degli archivi
Come sono concepiti gli archivi dal pubblico? L’immagine che si è radicata nella mente comune è quella di un luogo polveroso, sporco, popolato da uomini strani e non molto comunicativi. È questa l’immagine che vogliamo avere? La necessità del nostro lavoro è sempre più in crescita e abbiamo bisogno di risorse pubbliche per proteggere i documenti; il nostro nemico siamo noi stessi. Bisogna evitare che l’immagine crei e condizioni il nostro lavoro.
Le istituzioni pubbliche in diversi paesi stanno cambiando la loro faccia e la loro prima missione è promozione. Attività di promozione vengono fatte in Islanda persino dalla polizia e quindi ora tocca agli archivi. Gli archivisti dell’Archivio Municipale di Reykjavik hanno descritto la loro esperienza per la promozione e la valorizzazione della lora attività.
Per verificare di quale immagine godano presso il pubblico e quale sia la reale utilizzazione degli archivi da parte dei cittadini gli archivisti di Reykjavik hanno commissionato un’indagine a campione alla Gallup nel 2000 con successive e periodiche verifiche dei dati. Da questa indagine si è evidenziato che solo il 17% aveva utilizzato un archivio e solo il 22% sapeva dire di che cosa si occupasse. Dopo intensi anni di attività promozionale un nuovo sondaggio del 2003 ha riscontrato un aumento del 40% delle persone che conoscevano la loro attività.
L’attività promozionale si è rivelata strettamente connessa all’aumento della visibilità dell’archivio stesso: nei periodi di mancata attività verso l’esterno la soglia di conoscenza calava con pari rapidità.
La promozione
L’attività di promozione è un’attività continua, che non può svolgersi di tanto in tanto. Bisogna
- utilizzare ogni opportunità per promuovere l’archivio
- presentare continuamente nuove idee
- trovare un’angolazione che renda i documenti più vitali
- pensare le attività rapportate ad un particolare target
Tra le diverse attività di promozione attuate hanno ricordato gli articoli scritti sui quotidiani raccontando vicende che traggono spunto dai documenti e tutte quelle che coinvolgono i bambini e i giovani per cambiare alla radice l’immagine lenta e polverosa del nostro splendido mestiere.
Le mostre
Uno dei modi più semplici e meno costosi di promuovere gli archivi è l’organizzazione di mostre. Alcuni archivisti si oppongono alla realizzazione di mostre di documenti. Ma di che cosa hanno paura? Hanno forse paura che aumenti l’interesse nei confronti del loro lavoro? Perché preferiscono adeguarsi e mantenere un basso profilo professionale? Gli archivi devono essere usati.
Come organizzare una mostra?
Bisogna naturalmente programmare il lavoro con un certo anticipo, operare in team, scegliere il tema e poi i documenti e rivolgersi a un esperto di grafica per realizzare il manifesto e le brochure informative. Molti archivi preferiscono organizzare mostre di fotografie o al limite di pochi documenti, quelli più presentabili. Ma non bisogna aver paura di far vedere cosa c’è davvero dentro un archivio, non bisogna esibire una versione dal look rifatto, bisogna riflettere nella mostra l’inventario dell’Archivio stesso.
È necessario affiancare i documenti a testi di commento che siano brevi e concisi, con tavole descrittive che evidenzino sempre il contesto e i collegamenti. Solo in casi di esposizioni complesse si possono invitare gli storici a scrivere dei testi di presentazione più approfonditi.
E in nome del principio che, se gli uomini non vanno in archivio, saranno gli archivi ad andare dagli uomini a Reykjavik hanno organizzato mostre ed esposizioni in luoghi anomali tra cui una piscina e un centro commerciale, naturalmente adottando in questi casi cautele particolari per la sicurezza dei documenti o presentando solo riproduzioni degli stessi.
Talvolta si possono scegliere mostre, che riflettendo un tema in discussione nel momento, attirino più facilmente l’attenzione del pubblico e della stampa. L’esempio citato è stato quello di una mostra sulla propaganda politica svolta in concomitanza con le elezioni, con i politici e i giornalisti che avevano tutto l’interesse a dare risalto all’iniziativa.
a cura di Carla Cioglia
