Prevenzione, individuazione e spegnimento degli incendi negli archivi
Durante questa conferenza si è affrontato il problema delle forme di prevenzione, individuazione e spegnimento degli incendi negli archivi partendo da un confronto tra i sistemi e le normative richieste in vari paesi per poi riportare direttamente l’esperienza di alcuni sistemi di spegnimento automatici. Lo scopo è quello di fornire delle linee guida generali che possano valere per l’impostazione di nuovi archivi o la ristrutturazione dei vecchi.
Il confronto dei diversi sistemi di prevenzione, individuazione e spegnimento degli incendi utilizzati negli archivi si basa su un campione di otto nazioni diverse che comprende Australia, Francia, Gran Bretagna, Italia, Nuova Zelanda, Spagna, Svezia e Stati Uniti; tutte scelte perché facenti parte del CBTE (Committee on Archival Buildings in Temperate Climates) dell’ICA.
Prevenzione degli incendi
Categorie di resistenza al fuoco
Normalmente la resistenza al fuoco di un materiale viene espressa attraverso il tempo nel quale l’oggetto riesce a mantenere il suo stato, per esempio una porta sopportare un incendio da una parte senza perdere la proprietà di proteggere i beni o le persone dall’altra parte.
Da un’analisi comparativa dei dati richiesti nei diversi paesi si può evidenziare un limite tra 120’ e 240’ per i muri e le pareti divisorie e un’indicazione tra 90’ e 240’ per le porte e gli altri sistemi di chiusura.
In alcuni paesi sono presenti standard più dettagliati e approfonditi, come nel caso della Spagna che individua 4 valori a seconda del tipo di categoria dell’edificio conservatore, in altri, come il caso della Francia, manca un’indicazione specifica nei documenti ufficiali.
Combustibilità dei materiali utilizzati per i mobili e per le finiture
In alcuni casi le norme previste nei vari paesi descrivono anche il tasso di combustibilità richiesto per i materiali usati all’interno degli edifici degli archivi, in Italia ad esempio il tasso di combustibilità previsto varia da un minimo di 0 a un massimo di 5 nella scala apposita, gli standard di prevenzione degli incendi di altri paesi sono privi di indicazioni specifiche ma offrono affermazioni di principio, come in Francia o Svezia, dove si parla semplicemente dell’utilizzazione di materiali non combustibili.
Compartimentazione
Il sistema della compartimentazione dei depositi e della loro separazione dal resto dell’edifici, ad esempio le sale di consultazione o gli uffici, attraverso pareti e porte taglia fuoco è un aspetto della prevenzione degli incendi sottolineato nella maggior parte delle norme nazionali. In Spagna è prevista un’estensione massima di 200 m2 per ogni compartimento, in Italia invece si fa riferimento al concetto del carico di fuoco ossia la quantità massima di calore sviluppata dall’ incendio di tutto il materiale combustibile presente, che non può superare i 50 kg per m2 (l’unità di misura è la quantità di legno bruciato da un dato incendio).
Sistemi di spegnimento degli incendi
Tra i mezzi di spegnimento degli incendi dobbiamo considerare gli estintori, che possono essere di diverse tipologie e, soprattutto, i sistemi di spegnimento automatici.
Questi sistemi di spegnimento automatici possono essere divisi in due tipi principali:
- sistemi ad acqua, a loro volta divisi in
- sprinkler
- sistemi a nebulizzazione
- sistemi a gas
Dal confronto dei dati presentati appare evidente un maggior ricorso ai sistemi ad acqua, in particolar modo agli sprinklers, nei paesi di lingua inglese come gli Stati Uniti d’America, la Gran Bretagna e la Nuova Zelanda. La scelta di questi sistemi, meno moderni, ma già presenti da anni nella maggior parte degli archivi può essere in parte motivata anche dalla volontà di ammortizzare i grossi investimenti antincendio degli anni passati.
Negli altri paesi europei, dove in passato non si era molto investito in questa forma di prevenzione, si preferisce ricorrere ai sistemi ad acqua per nebulizzazione o ai sistemi a gas. Gli sprinklers sono espressamente vietati in Francia.
Un problema connesso all’utilizzazione dei sistemi automatici del quale non si parla particolarmente nelle norme è quello dei falsi allarmi e dei danni che possono essere prodotti sulla documentazione a causa dei materiali di spegnimento, in particolar modo dell’acqua.
Validità dei sistemi di spegnimento con gli sprinklers
Rick Blondo del NARA, che ha parlato in luogo di Patrick Alexander, ha invece sottolineato la validità dell’utilizzazione degli sprinklers come un metodo specifico in determinate situazioni, suggerendo agli archivisti europei di riconsiderare l’ostilità nei confronti di questo sistema. Si tratta di un sistema lungamente sperimentato che permette di circoscrivere rapidamente l’estensione dell’incendio e i danni da intossicazione da fumo. È però certo che l’utilizzazione degli sprinklers deve essere fatta in condizioni di sicurezza, verificando con costanza la presenza d’acqua, il perfetto funzionamento di tutte le apparecchiature, la sicurezza del sistema di approvvigionamento dell’elettricità necessaria per farli funzionare.
In risposta al timore sui possibili danni causati dall’acqua sulla documentazione Blondo ha ricordato che gli sprinklers non causano un’alluvione ed ha comunque consigliato l’utilizzazione di contenitori e faldoni in materiale idrorepellente. Ed infine ha evidenziato invece il problema della compartimentazione e i possibili rischi che questo comporta per le vite umane di coloro che lavorano dentro gli archivi.
Conclusioni
Si possono predisporre i sistemi antincendio più appropriati ma, naturalmente, la prima difesa è la prevenzione che avviene attraverso la formazione e l’educazione degli archivisti e dei vari collaboratori dell’archivio, attraverso il corretto e continuo mantenimento e controllo degli impianti e un attento housekeeping.
a cura di Carla Cioglia
