ICA Congress 2004, Vienna 23-29 agosto

Un progetto sui documenti dell’Amministrazione militare sovietica in Germania

Dopo la resa incondizionata nel maggio 1945 la Germania venne suddivisa in quattro zone occupate, amministrate dalle principali potenze vincitrici americani, sovietici, inglesi e francesi, questa amministrazione quadripartita fu in vigore dal 1945 al 1949, anno in cui vi fu la costituzione della Repubblica Federale tedesca e della Repubblica democratica. La documentazione relativa all’amministrazione anglo-francese venne messa a disposizione degli storici a partire dagli anni settanta e studiata tra il 1987 e il 1992, gli archivi dell’Amministrazione militare sovietica (d’ora in poi SVAG ) rimasero conservati, senza possibilità di accesso, presso gli archivi russi dei diversi ministeri competenti fino alla caduta del regime comunista. Soltanto nel 1995 un decreto dell’allora presidente Eltsin li rese disponibili alla consultazione degli studiosi interessati soprattutto storici tedeschi che miravano a colmare una lacuna nella storia recente del loro paese.

Proprio per rispondere all’interesse degli storici il Servizio archivistico federale russo e gli Archivi federali tedeschi firmarono il 25/10/1995 un accordo di cooperazione internazionale che prevedeva la creazione di un inventario degli archivi della SVAG, nonché la loro copia per permetterne la consultazione in Russia come in Germania. L’avvio di questo progetto di collaborazione ha reso più rapida la declassificazione dei documenti. Nel corso degli anni si sono aggiunti altri partners e adesso il gruppo di lavoro sugli archivi della SVAG è composto anche dall’Accademia delle Scienze di Russia, dall’Istituto per la storia contemporanea di Monaco, dal Centro per la storia contemporanea di Potsdam e dall’Università del North Carolina.

Dopo un primo progetto pilota svolto dal novembre 2000 al febbraio 2001 hanno avviato l’intervento più consistente: la creazione di un “Electronic archive”.

Sono state realizzate le copie della documentazione, una su microfilm da conservare come copia di sicurezza e una in digitale per l’accesso. La scelta è stata quindi di realizzare anche una copia su microfilm per avere la maggiore garanzia di proteggere i documenti. Per la copia sono state utilizzate macchine speciali con software di scanner in grado di produrre immagini digitali in due formati: formato tif e formato jpg. La parte convenzionale della riproduzione su microfilm è stata più rapida anche perché gli standard sono più definiti, la riproduzione digitale è stata più complessa.

L’immagine digitale dei documenti viene abbinata nell’archivio elettronico (un database di Access) alla descrizione archivistica. Nella scelta tra i due formati in tif e jpg si sono evidenziate possibilità differenti. Il formato tif permette di avere immagini più definite, di qualità migliore, più larghe che però non possono essere connesse una all’altra. Per questo le immagini tif vengono poi trasformate da un software apposito in jpg per creare la connessione.

All’interno dell’inventario elettronico si può procedere a diversi tipi di ricerca, si può cogliere facilmente la struttura ad albero passando da un livello all’altro fino alla scheda del singolo file document. Sono stati creati diversi finding aids con informazioni addizionali: si possono ricercare i documenti per tipologia documentaria (order, ordenance, directive), per data e per intervalli di data, per keywords anche sotto forma distringhe. Esiste anche uno SVAG dizionario che permette di interpretare ed utilizzare queste stringhe. Attualmente si stanno inoltre svolgendo delle analisi statistiche sulle ricerche per migliorarne sempre più la funzionalità. Al singolo documento è poi accessibile la sua immagine.

Questo progetto di collaborazione è stato importante per diverse motivazioni. Da un lato l’incontro di archivisti appartenenti a scuole ed esperienze professionali differenti ha arricchito particolarmente le persone coinvolte e lo spessore culturale del progetto (esistono ad esempio esperienze e abitudini diverse nella creazione degli indici tra i diversi paesi), dall’altro è stato possibile affiancare e dare spazio agli interventi più innovativi (come il progetto di archivio elettronico) ma anche ad interventi più tradizionali. Ad esempio l’inventario darà luogo ad una pubblicazione, tradizionale, dei documenti ritenuti più rappresentativi che verrà edita nelle tre diverse lingue del russo, tedesco e inglese, ad una mostra e, probabilmente, anche un documentary film.

a cura di Carla Cioglia

Su di noi | Come navigare nel sito | ©2004