Roma, 14 maggio 2002, c/o Istituto Luigi Sturzo,
via delle Coppelle, n. 35
L’assemblea si è apre alle ore 15, con il
seguente ordine del giorno:
-
Comunicazioni;
-
Programmazione 2002-2003;
-
Gruppi di lavoro vecchi e nuovi;
-
Varie ed eventuali.
Verbalizza Carlo Di Cave.
Apre i lavori Isabella Cerioni (Presidente
dell’A.N.A.I.-Lazio) comunicando le dimissioni di Fabio Simonelli
dal Consiglio Direttivo dell’A.N.A.I.
Tra le attività in corso, pone l’accento
sull’attuale apertura verso gli archivi d’impresa. È in programma un
progetto di censimento degli archivi economici (banche, ecc.) del
Lazio. Di grande rilievo è la recentissima introduzione delle norme
I.S.O. concernenti la gestione e l’organizzazione degli archivi
d’impresa, delle quali si è data notizia sulla lista di discussione
"Archivi 23".
Si vorrebbe creare una "bacheca virtuale" da
ospitare sul sito A.N.A.I.-Lazio, per diffondere informazioni anche
spicciole e notizie di vita quotidiana (assunzione di archivisti,
mostre, ecc.).
Si prevede anche la creazione di un gruppo di
lavoro sugli archivi ecclesiastici.
Isabella Orefice (Presidente dell’A.N.A.I.
Nazionale) precisa che, a norma dello Statuto e in base ai risultati
delle ultime elezioni, nella carica lasciata vacante da Simonelli
subentra Pier Paolo Avolio.
Interviene Manola Venzo (Archivio di Stato di
Roma), che parla dell’attività dell’Osservatorio sulla Storia delle
Donne, creato due anni fa, e operante grazie a una convenzione tra
A.N.A.I.-Lazio, Istituto Sturzo, Fondazione Basso e IRSIFAR. Per la
fine del 2003 è in programma un convegno sulle donne nell’Antico
Regime, che dovrebbe coinvolgere le sedi A.N.A.I. di Emilia Romagna,
Marche, Umbria, Lazio. Si informa anche sul censimento delle
scritture femminili, in corso presso l’Archivio di Stato di Roma, da
estendere progressivamente agli altri archivi romani.
Interviene Elvira Grantaliano, che riferisce
l’intenzione di organizzare una tavola rotonda o una giornata di
studio sul problema dei diritti d’autore e sulle nuove
professionalità emergenti in ambito archivistico. Un altro progetto,
da definire da qui alla prossima assemblea A.N.A.I., interessa gli
archivi delle famiglie gentilizie romane.
Prende la parola Pier Paolo Avolio (Ufficio
Italiano Cambi, membro del Consiglio direttivo nazionale). Riferisce
sullo stato di avanzamento del progetto di revisione delle norme
ISAAR, riguardo al quale l’Italia si trova in una posizione di
avanguardia nell’ambito del Consiglio Internazionale degli Archivi.
Sottolinea che, per quanto riguarda gli archivi d’impresa, mancano
in Italia non solo scuole apposite, ma anche – quasi totalmente –
archivisti specializzati nel settore. Prossimamente (28 maggio) si
svolgerà a Stoccolma un convegno dedicato al processo di
concentrazione delle imprese e alla sorte dei loro archivi, mentre
sono in programma per l’autunno due giornate di studio, da tenersi a
Napoli e Salerno, dedicate ai regolamenti degli archivi.
Interviene Isabella Orefice che evidenzia
l’attuale impegno del gruppo di lavoro sulla definizione del profilo
degli archivisti degli Enti Locali (Regioni, Province, Comuni,
Camere di Commercio).
In concomitanza con la prossima Assemblea
Nazionale dell’A.N.A.I., che si terrà nel maggio 2003, e in
collaborazione con il Dipartimento dello Spettacolo del Ministero
per i Beni e le Attività Culturali, verrà organizzato un convegno
internazionale sul cinema. Altri programmi riguardano gli archivi
fotografici.
Silvia Trani (archivista libera professionista)
propone momenti e corsi di formazione professionale per archivisti
liberi professionisti, a costi contenuti. Gli argomenti possono
essere tanti e comunque c’è molto interesse per la tutela del
diritto d’autore. Nel corso del dibattito viene sollevato anche il
problema dell’organizzazione di corsi di carattere pratico. Elvira
Grantaliano obietta che è molto complicato organizzare corsi per
tirocinanti all’interno di una struttura archivistica. Isabella
Orefice suggerisce di individuare istituzioni ove lavorino soci
A.N.A.I.-Lazio e che siano disponibili a ospitare degli stagisti.
Lucia Nardi (archivista libera professionista e membro del Consiglio
direttivo nazionale) osserva che si potrebbe cominciare con lo
spiegare come si elabora un progetto: vi sono archivisti che sanno
schedare benissimo, ma che si bloccano di fronte alla redazione di
un progetto e quindi che finiscono per affidarsi alle solite
cooperative. Si potrebbe inoltre organizzare un corso sulla scelta e
l’utilizzo dei softwares applicativi per la descrizione e l’inventariazione.
Anche Vincenzo De Meo (archivista libero
professionista) insiste sulla necessità, per gli ALP, di avere
maggiori occasioni di formazione e di partecipare al dibattito in
ambito normativo (ad es. relativamente alle norme dell’A.I.P.A.), ma
anche in quello metodologico.
Prende la parola Patrizia Cacciani, archivista
che dal 1996 lavora all’informatizzazione dell’archivio storico
dell’Istituto Luce. Fa notare che mentre il programma per
l’informatizzazione dell’archivio è stato messo a punto anche con la
partecipazione di un archivista, la parte applicativa è stata
affidata a un gruppo di collaboratori laureati in storia
contemporanea. Emerge anche il problema della collaborazione tra
esperti di informatica e archivisti e a questo proposito Isabella
Orefice osserva che, anche se la collaborazione è giusta e
necessaria, tuttavia gli informatici non dovrebbero sostituirsi agli
archivisti.
Prende la parola l’avv. Mario De Luca Picione,
rappresentante dell’Istituto San Paolo-I.M.I., accompagnato da un
ricercatore dello stesso Istituto, Filippo Sbrana. Informa che è in
corso il riordinamento dell’archivio storico I.M.I., cui farà
seguito un progetto di valorizzazione della documentazione.
Sottolinea la necessità di accompagnare i lavori archivistici alla
riflessione storica.
Viene invitato a parlare Ferruccio Ferruzzi
(Vice Presidente dell’A.N.A.I. Nazionale), che assieme a Piero
Santoni (Archivio Storico Capitolino) opera nel gruppo di lavoro
degli archivisti degli Enti Locali. Ciò che la legge 445/2000 porta
con sé è il concetto d’unitarietà dell’archivio, dal protocollo
all’archivio storico, con la conseguente organizzazione di aree
organizzative all’interno del processo unitario del flusso
documentale. Questa nozione potrebbe comportare profondi cambiamenti
nella tradizionale distinzione tra il personale addetto agli archivi
correnti e al protocollo e quello addetto agli archivi storici. Il
gruppo ha avanzato una proposta di differenziazione tra
archivista-protocollista (da attribuire alla fascia C) da una parte,
e responsabile della gestione dei flussi documentali e archivista
storico dall’altra (questi ultimi, provvisti di adeguata
specializzazione, da attribuire alla fascia D).
Lucia Nardi coordina un gruppo di lavoro sulla
certificazione, che sta attualmente vagliando le modalità della
certificazione del lavoro dell’archivista all’estero. Si presta
attenzione a un duplice aspetto, quello della formazione e quello
del curriculum dell’archivista. Informa che il 7 giugno 2002
all’Archivio Centrale dello Stato si terrà un incontro sui rapporti
tra libera professione archivistica e pubblica amministrazione e
invita tutti ad essere presenti.
Vengono sollecitati a presentarsi e a prendere
la parola don Enrico Casolari e Giuseppe Lo Bianco, dell’Archivio
Generale Opera "Don Orione". Lo Bianco, diplomato alla Scuola
Vaticana, attualmente sta effettuando il censimento della
documentazione dell’Opera.
Vengono altresì invitati a presentarsi tre
giovani archivisti non soci dell’A.N.A.I. (Simona Luciani, Giovanna
Mattino e Francesco Macchia) che hanno preso parte al presente
incontro per interesse e per aggiornamento. Isabella Orefice ricorda
loro che esiste una formula di associazione, quella dei soci
straordinari, che consente di partecipare, di ricevere le
pubblicazioni e di sostenere l’attività dell’A.N.A.I. con il
versamento di una quota decisamente contenuta.
Viene infine invitato a presentarsi Carlo Di
Cave, archivista presso il Centro Bibliografico dell’Unione delle
Comunità Ebraiche Italiane. Illustra brevemente l’attività del
Centro, che ha recentemente chiesto e ottenuto l’associazione all’A.N.A.I.
Isabella Orefice esprime il desiderio di organizzare una visita
dell’A.N.A.I. al Centro Bibliografico, e offre sostegno per il
progetto del Centro di partecipare alla creazione e allo sviluppo di
un collegamento tra archivi ebraici in Europa, collegamento avviato
in occasione della conferenza internazionale "Preserving Jewish
Archives as Part of the European Cultural Heritage", tenutasi a
Potsdam (Germania) tra l’11 e il 14 luglio 1999, e avente per tema
la conservazione degli archivi ebraici in Europa.
Si chiudono i lavori alle ore 17,00.