CANDIDATURA
La lettera inviata ai soci dal Direttivo
regionale uscente rispecchia un’attività valida, articolata, più
intensa e partecipata che nel passato. Noi non possiamo che
costatarne e lodarne gli esiti, approvando e associandoci senza
riserve al programma proposto per il futuro.
In ogni modo, riflettendo su quale potrebbe
essere un nostro eventuale apporto, ci siamo soffermati sul fatto
che la Sezione Lazio ha una specificità tutta sua, unica sul
territorio nazionale: opera nel luogo in cui risiedono le
amministrazioni centrali di tutti gli enti pubblici non
territoriali. Considerato poi che all’interno dell’Associazione è in
atto un processo che potremmo definire di "specializzazione
categoriale", vorremmo proporre alla Sezione Lazio di creare un
nuovo gruppo di lavoro, dedicato al settore degli enti pubblici non
territoriali.
Questo nucleo di colleghi potrebbe affrontare
il tema della formazione e promozione professionale degli archivisti
storici ma anche, e soprattutto, dei gestori della documentazione
recente, magari collegandosi con i gruppi di discussione degli enti
locali.
Noi crediamo di poterci impegnare per favorire
un maggiore collegamento con e fra questi istituti e per raggiungere
questo obiettivo ci ripromettiamo di effettuare una sorta di
censimento degli enti pubblici non territoriali e dei responsabili
della gestione archivistica (ovviamente previa autorizzazione al
trattamento dei dati personali) da mettere a disposizione degli
stessi interessati, di raccogliere dati sulle materie che suscitano
un maggiore interesse e di organizzare un incontro per esaminare gli
effetti dell’applicazione del Testo Unico. Questo tema ci sembra
particolarmente interessante, perché con la nuova disciplina si
enfatizzano notevolmente i vincoli a carico degli archivi degli enti
pubblici e si creano i presupposti per una normativa interna molto
più articolata di quella imposta dalla legge 1409/63 (basta pensare
all’istituzione di regolamenti per la consultazione a fini storici
degli archivi correnti e di deposito).
L’altro campo nel quale pensiamo di poter
esplicare in modo fruttuoso la nostra attività è quello della libera
professione.
La Sezione Lazio dovrà far proprie le linee
tracciate a Bologna, lo scorso 11 ottobre, dedicando una maggiore
attenzione alle problematiche degli ALP e incoraggiare la
partecipazione ai gruppi di lavoro creati per approfondire questioni
come il tariffario, la certificazione dei lavori d’archivio, la
creazione di un albo e più in generale il riconoscimento
professionale.
È nostra intenzione coinvolgere di più i liberi
professionisti che operano nella nostra regione ed offrire loro
maggiori opportunità di formazione e aggiornamento professionale.
Concretamente, noi ci ripromettiamo di favorire
la realizzazione di corsi e seminari adeguati alla richiesta dei
soci e alle possibilità della Sezione, su temi che interessano ampie
fasce di archivisti delle diverse categorie, che offrano
informazione e istruzione di buon livello a prezzi ragionevoli.
Abbiamo anche valutato la possibilità di:
-
realizzare un’indagine tra i soci per capire
quali sono i campi sui quali si manifesta una maggiore richiesta
di formazione;
-
collaborare con altre sezioni per condividere
la fase progettuale e organizzativa di corsi che possono essere
replicati in tempi e luoghi diversi, con le medesime modalità e
gli stessi docenti;
-
riproporre nella nostra regione iniziative
già realizzate in altre realtà, cominciando subito dal protocollo
informatico.
Isabella Cerioni e Fabio Simonelli