Verbale dell’assemblea ordinaria della Sezione regionale dell’Emilia Romagna
dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana
Bologna, 24 gennaio 2002

 

 

Il giorno giovedì 24 gennaio 2002, alle ore 15.00, è convocata in seconda convocazione presso il Centro italiano di documentazione sulla cooperazione e l’economia sociale (Via Mentana n. 2, 40126 Bologna) l’assemblea ordinaria della Sezione regionale dell’Emilia Romagna dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana.

Sono presenti i soci ordinari e i rappresentanti di enti associati: Maria Teresa Alberti, Enrico Angiolini, Lilia Borghi (per la Giunta regionale dell’Emilia Romagna), Francesca Boris, Patrizia Busi, Euride Fregni, Paola Mita (per la Biblioteca Comunale di Imola), Elena Romagnoli (per il Centro italiano di documentazione sulla cooperazione e l’economia sociale), Siriana Suprani (a titolo personale e per l’Istituto Gramsci Emilia Romagna) e Gilberto Zacchè.

Sono inoltre presenti i soci aderenti Eugenio Bartoli ed Antonio Curzi, nonché il socio ordinario della Sezione regionale ANAI per il Friuli Venezia Giulia - in attesta di trasferimento della sua adesione presso la Sezione regionale dell’Emilia Romagna - Luca Juretig.

Hanno inviato la loro delega i soci ordinari: Franca Baldelli (nella persona di Enrico Angiolini), Marina Baruzzi (quale Direttrice della Biblioteca Comunale di Imola, nella persona di Paola Mita), Carmela Binchi (nella persona di Patrizia Busi), Federica Collorafi (nella persona di Enrico Angiolini), Patrizia Cremonini (nella persona di Paola Mita), Gianna Dotti Messori (nella persona di Enrico Angiolini), Laura Guidi (nella persona di Euride Fregni), Nina Maria Liverani (nella persona di Patrizia Busi) e Diana Tura (nella persona di Patrizia Busi).

Non si sono potute considerare valide le deleghe fatte pervenire dai soci aderenti Francesca Bezzi ed Antonella Deiana (perché, in quanto soci aderenti, non aventi diritto di voto), nonché dai soci ordinari Aldo Borsari e Maria Parente (perché le deleghe risultano intestate a membri del Consiglio direttivo uscente).

Hanno giustificato la loro assenza i soci ordinari: Franca Baldelli, Patrizia Cremonini, Ingrid Germani, Laura Guidi, Nina Maria Liverani e Maria Parente.

Alle ore 15.15 il Presidente Gilberto Zacchè dichiara aperta l’assemblea con la designazione, quale segretario verbalizzatore, del socio ordinario Enrico Angiolini. Il Presidente, prima di passare ad illustrare i punti all’ordine del giorno, presenta le candidature per il rinnovo del Consiglio direttivo, per la cui elezione si costituisce l’apposito seggio - nelle persone di Maria Teresa Alberti, Enrico Angiolini ed Elena Romagnoli, con funzione di Presidente - che rimarrà aperto per le operazioni di voto, nello stesso locale in cui si tiene l’assemblea, fino alle ore 17.00.

Al riguardo prende la parola Francesca Boris per esprimere lo stato d’animo di una "rappresentante" della categoria degli archivisti degli Archivi di Stato che conferma la propria disponibilità a continuare a far parte del Consiglio direttivo, come elemento di continuità con un passato in cui gli archivisti di ruolo nella pubblica amministrazione rappresentavano la sostanza dell’Associazione, ma che non può non sottolineare come inevitabilmente la partecipazione degli stessi archivisti statali si sia fortemente ridotta per il crescere dell’età e dei carichi di lavoro affidati ad un ruolo di dipendenti sostanzialmente "in via d’estinzione" per la mancanza di nuove assunzioni. Così il crescente ruolo giocato dagli archivi libero-professionisti si configura come l’unica vera, positiva forma di rinnovamento della professionalità e della partecipazione degli archivisti.

Il Presidente Zacchè coglie allora l’occasione per esortare proprio gli archivisti di Stato a ritornare ad una maggiore partecipazione all’attività della Sezione, e passa quindi ad illustrare la relazione morale sull’attività svolta durante il precedente anno. Innanzitutto è continuata l’attività della Commissione regionale per la definizione degli obiettivi di qualità negli archivi e nelle altre istituzioni culturali, come da legge Regionale 18/2000, a cui prendono parte vari membri dell’Associazione e che è giunta ad un buono stato di avanzamento dei lavori sui propri documenti: ora, però, si sconta il rallentamento dovuto a chi si dovrebbe occupare delle problematiche delle istituzioni museali.

Un documento sulle problematiche degli archivisti degli Enti locali è stato diffuso e discusso durante la giornata nazionale di studio sugli Archivi Storici Comunali tenutasi a Modena il 5 marzo 2001, nell’ambito delle manifestazioni legati all’iniziativa culturale complessiva intitolata Polvere d’archivio; lo stato delle discussione non è progredito rispetto al problema di fondo, individuato nell’esistenza di due "anime" dell’archivista - conservatore di archivi storici o gestore di archivi moderni e contemporanei (come protocollisti, documentalisti, records managers) - mentre la legislazione tende a imporre un modello di archivista dell’ente pubblico responsabile di tutto l’archivio in ogni sua fase evolutiva.

Lilia Borghi interviene per sottolineare come questa idea dell’archivista quale unica figura tenuta a farsi carico indifferentemente degli archivi corrente, di deposito e storico, sia una possibilità non vincolante per gli enti, che così assumono atteggiamenti contrastanti anche di fronte a casi affini (ad esempio Provincie e Regione). Così, ad esempio, presso la Regione i mansionari che fanno da parametro per la progressione orizzontale di carriera non sono stati individuati per il personale degli archivi; a ciò si aggiunga l’ulteriore difficoltà che deriverebbe da un lato dal porre sempre l’archivio storico ai vertici della valutazione culturale; dall’altro dall’avere in questi enti un’interfaccia politica senza competenze in materia di archivi ed influenzata da una visione esclusivamente "sindacale" delle controversie per la definizione e la valorizzazione della professionalità che rimane ancora tutta da definire.

Gilberto Zacchè ricorda il problema di una complessiva mancanza di coordinamento all’interno del gruppo di archivisti delle regioni, per cui, ad esempio, furono proprio i rappresentanti del personale regionale a proporre un inquadramento più alto (fascia C anziché B) per i protocollisti, per poter consentire loro un realistico sbocco di carriera: su questi temi occorre ricostruire una rete di rapporti anche con l’IBC, legando la progressione di carriera a corsi di aggiornamento e di formazione e non dimenticando che, purtroppo, di fatto la normativa sugli inquadramenti e sulle professionalità, per quanto riguarda in particolare la responsabilità degli archivi, è sempre più spesso impunemente disattesa dai singoli enti locali.

Il Presidente passa poi a ricordare le altre iniziative svolte durante l’anno con la collaborazione della Sezione regionale: nel marzo 2001, nell’ambito delle iniziative organizzate in concomitanza con la mostra Polvere d’archivio, curata dall’Archivio storico Comunale di Modena, si è svolto un workshop sul tema Educare agli archivi, che ha messo a confronto varie esperienze di didattica negli archivi compiute sul territorio regionale; nel maggio 2001 si è tenuto, sempre a Modena, un corso di aggiornamento per gli archivisti comunali e provinciali; hanno continuato la loro proficua attività il gruppo di studio sulle norme ISAR e il gruppo di studio che coordina l’attività del "Centro di studi sugli archivi ecclesiastici" di Fiorano Modenese, che ha tenuto il suo annuale convegno su Gli archivi delle chiese collegiate. Sono poi uscite pubblicazioni a cui hanno collaborato a vario titolo membri dell’Associazione, come il volume: Labirinti di carta. L’archivio comunale: organizzazione e gestione della documentazione a 100 anni dalla circolare Astengo, atti del convegno nazionale (Modena, 28-30 gennaio 1998), a cura di Euride Fregni, Roma 2001 (Pubblicazioni degli Archivi di Stato, Saggi, 67); mentre è alle viste l’uscita, presso Archilab, degli atti del convegno sulle problematiche dello scarto, curati da Gilberto Zacchè.

Il Presidente illustra poi, in vece della Tesoriera Nina Maria Liverani, assente per cause di forza maggiore, il Conto consuntivo per l’anno 2001 come da allegato che - come di consueto, in rapporto alla politica dell’Associazione tesa a privilegiare le iniziative di alto profilo ma per quanto possibile "a costo zero", attraverso l’opera volontaria dei soci e la collaborazione di altri enti - consente come negli esercizi precedenti di coprire completamente le spese postali e i contributi alla stampa di opere scientifiche esclusivamente grazie al trasferimento del 25 % delle quote associative operato dall’ANAI nazionale e al precedente avanzo di cassa, registrando anche quest’anno una abbastanza consistente rimanenza. Il Conto consuntivo per l’esercizio 2001 viene approvato all’unanimità con voto palese per alzata di mano; egualmente viene formulato ed approvato il Bilancio preventivo per l’esercizio 2002, per cui si destinano alle attività della Sezione esclusivamente le somme disponibili nei limiti delle attuali disponibilità di cassa.

Prendono poi la parola i rappresentanti dei singoli "gruppi di studio" presenti per illustrare lo stato delle attività: Enrico Angiolini informa che il "Centro di studi sugli archivi ecclesiastici" ha già steso un programma di massima per il convegno dell’anno 2002, che sarà dedicato alle problematiche degli archivi delle diocesi soppresse e accorpate e che si svolgerà, come oramai di consueto, in due distinte giornate nelle sedi di Fiorano Modenese (mercoledì 4 settembre) e di Ravenna (venerdì 4 ottobre); per la programmazione futura a più lungo periodo, il Centro - facendo propria un’idea lanciata da Giuseppe Rabotti - propone il progetto di un censimento conoscitivo degli archivi monastici e conventuali rimasti al di fuori degli Archivi di Stato, pur se contenenti documentazioni antiche e comunque precedenti le soppressioni; in seconda battuta, ci si potrà occupare degli archivi delle confraternite, privilegiando però studi di taglio archivistico sui contenuti e sulle strutture di questi archivi, e non studi a tappeto di taglio storico sulle singole realtà locali.

A tale proposito Euride Fregni propone che il Centro contatti per una possibile, proficua collaborazione, la Confraternita di San Geminiano di Modena, che ha recentemente promosso una pubblicazione sulla propria storia e sta preparando un convegno tematico.

Per quanto riguarda il gruppo di studio sugli archivi dei partiti politici, Siriana Suprani comunica innanzitutto l’uscita del volume: Gli archivi dei partiti e dei movimenti politici. Considerazioni archivistiche e storiografiche, a cura di Siriana Suprani, San Minato (PI), Archilab, 2001, in cui sono raccolti gli atti del seminario organizzato dal gruppo di lavoro nella primavera del 2000; illustra poi la richiesta di collaborazione avanzata dall’Istituto Gramsci di Torino che, mentre si sta preparando l’inventario dell’archivio della Federazione provinciale del PCI torinese, organizza un convegno su questi temi. Intanto l’Istituto Gramsci di Bologna, giovandosi del fatto che quasi tutte le realtà archivistiche provinciali dell’ex PCI godono oramai di un inventario, avvierà un loro censimento su banca dati informatica, anche attraverso borse di studio su base territoriale.

Euride Fregni esprime l’interesse della Soprintendenza Archivistica per questa iniziativa, lanciando l’idea, stante la situazione di avanzata inventariazione, di pubblicare una piccola "guida" agli archivi dell’ex PCI in regione.

Gilberto Zacchè ricorda poi che prosegue l’attività di formazione ed aggiornamento professionale svolta dall’ANAI, con prossimi appuntamenti a Parma, a Mirandola (MO) e a Spilamberto (MO) e che, per questo tipo di iniziative, vi è crescente domanda indirizzata all’Associazione: pertanto si potrebbe valutare l’ipotesi di fare una sistematica opera di promozione di un proprio "pacchetto formativo".

Altre iniziative possibili riguardano un "corso di scrittura creativa" per archivisti, che potrebbe essere autofinanziato coi contributi dei corsisti; e la promozione di una "settimana della didattica", idea lanciata da Euride Fregni e fatta propria dall’Associazione, per cui si pensa alla data dell’8-13 aprile e in cui - se si raccoglieranno le adesioni e i sostegni necessari - si potrà fare adeguata "pubblicità" alle numerose iniziative di didattica negli archivi già avviate con successo in regione.

Il Presidente Zacchè, al termine di questa rassegna, propone di valutare se si senta l’esigenza e si riscontri la disponibilità alla collaborazione per avviare altri gruppi di studio: Patrizia Busi ripropone un’idea già esaminata in passato, cioè quella di avviare un seminario sugli standard di inventariazione e di descrizione archivistica. Di fronte a strumenti di corredo archivistico redatti con livelli di approfondimento della descrizione tra loro diversissimi, con tutti i problemi che ne derivano - non soltanto sul piano della nomenclatura, ma anche delle definizione della congruità dell’impegno economico richiesto per la loro realizzazione - si propone di tenere incontri, presso la sede della Soprintendenza Archivistica, in cui si pongano a confronto tra loro i criteri con cui sono stati prodotti inventari di vario genere.

Sempre il Presidente introduce poi l’argomento della definizione e della valorizzazione della professionalità archivistica libero-professionale. Già l’11 ottobre scorso, presso la sede dell’Istituto Gramsci Emilia Romagna, era stato promosso un primo incontro nazionale tra gli archivisti libero-professionisti in cui si era dibattuto sui temi delle professionalità della categoria; questo incontro ha avuto un prosieguo con un nuovo incontro tenutosi nella mattina precedente l’assemblea, in cui vi è stata una partecipazione non numerosa ma attiva e in cui gli archivisti libero-professionisti presenti hanno individuato i loro rappresentanti presso i gruppi di lavoro nazionali emersi dal precedente incontro (Luca Juretig per la definizione del tariffario; Federica Collorafi e Antonella Deiana per i temi del tirocinio e della certificazione) e hanno avanzato la proposta della realizzazione di un elenco dei soci ANAI libero-professionisti, contenente i soci ordinari e straordinari (ovvero ex aderenti), corredato dalla illustrazione dei requisiti richiesti per il conseguimento di queste qualifiche e che possa essere messo a disposizione dei committenti interessati ad acquisire il servizio di professionalità archivistiche.

Su questa proposta segue un breve dibattito, in cui prendono la parola diversi dei presenti: Gilberto Zacchè caldeggia l’opportunità che un simile elenco, magari ospitato sul sito ANAI, sia corredato di brevi curricula individuali da cui si evincano le specificità di ognuno; Francesca Boris, in linea generale d’accordo sull’appoggio da riservare all’attività promozionale della libera professione, ritiene sia questione comunque delicata, da demandare a livello nazionale; Euride Fregni sottolinea come per la Soprintendenza Archivistica, che spesso riceve da enti e uffici richieste di indicazione sulle professionalità disponibili, ricevere un simile elenco dalla sezione ANAI regionale potrebbe essere utile, ma che - mentre nascono "studi professionali" sui quali non si ha nessun elemento per valutarne la professionalità - occorre che tali liste diano realmente conto di soci "accreditati" e che abbiano "provata esperienza".

Pertanto, al riguardo, si decide all’unanimità di dare mandato al prossimo Presidente della sezione regionale di trasmettere un apposito quesito al Consiglio direttivo nazionale a Roma.

Alle ore 17.15, esauriti i punti all’ordine del giorno e null’altro restando da dibattere, il Presidente dichiara chiusa l’assemblea.

Contestualmente ha inizio lo spoglio dei voti per il rinnovo del Consiglio direttivo della Sezione regionale dell’Emilia Romagna dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana, ad opera del seggio come sopra insediato e come da verbale allegato.

Al termine dello spoglio risultano avere riportato voti i seguenti soci ordinari, tutti regolarmente eleggibili a norma di statuto:

- Gilberto Zacchè: voti: 14;
- Siriana Suprani: voti n. 12;
- Francesca Boris: voti n. 10;
- Nina Maria Liverani: voti n. 7;
- Enrico Angiolini: voti n. 5;
- Franca Baldelli: voti n. 4;
- Patrizia Cremonini: voti n. 2.

Pertanto, sempre a norma di statuto, risultano eletti a comporre il Consiglio direttivo della Sezione regionale dell’Emilia Romagna dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana per il triennio 2002-2004 i seguenti soci ordinari: Gilberto Zacchè, Siriana Suprani, Francesca Boris, Nina Maria Liverani ed Enrico Angiolini.

Il Presidente
Gilberto Zacchè

Il Segretario verbalizzatore
 
Enrico A