Un anno ricco di iniziative
di Gilberto Zacchè


Quest’anno, grazie anche all’ottimo rapporto di collaborazione con la Soprintendenza archivistica per l’Emilia Romagna, diretta da Euride Fregni, e con numerosi altri enti, tra i quali spicca la Provincia di Bologna, la sezione regionale dell’ANAI è stata presente nell’organizzazione di numerose iniziative.
Particolare riscontro hanno avuto le proposte inserite nel contesto di “contenitori” atti a valorizzare e a divulgare presso un vasto pubblico i singoli eventi: la “Settimana della didattica”, la “Settimana della cultura”, la “Settimana della bonifica”.
La “Settimana della didattica” (prima settimana di aprile), dal titolo Quante storie nella storia, giunta alla seconda edizione, è stata coordinata da Franca Baldelli. Oltre alla Soprintendenza, sono stati coinvolti l’IBC della Regione, la Provincia di Bologna e numerosi comuni: Bologna, Cento, Cervia, Formigine, Imola, Modena, San Giovanni in Persiceto, Savignano sul Rubicone. Le iniziative sono state differenziate, sulla base delle proposte dei responsabili degli archivi delle varie località, cosicché il programma è risultato particolarmente ricco e stimolante, confermando il ruolo della nostra sezione nella promozione della didattica della storia. Questa iniziativa, così come le seguenti, ha visto un forte coinvolgimento dei nostri soci.
La “Settimana della cultura” (prima settimana di maggio), indetta dal Ministero per i Beni e le Attività culturali, ha visto la presenza dell’ANAI in numerose iniziative: la visita guidata all’Archivio storico della Regione Emilia-Romagna, condotta dalla responsabile, Lilia Borghi; un ciclo di lezioni e visite guidate all’Archivio storico arcivescovile di Ravenna, a cura di Giuseppe Rabotti e con la collaborazione di Nina Liverani; viste guidate a un archivio parrocchiale modenese, a cura di Franca Baldelli; una giornata di studi su Gli archivi ecclesiastici piacentini dalla conservazione alla valorizzazione, con una prolusione di mons. Livio Sparapani e interventi di chi scrive, in rappresentanza dell’ANAI, di Maria Parente, don Angiolino Bulla e delle ricercatrici impegnate nel lavoro di inventariazione degli archivi diocesani e parrocchiali della ex diocesi di Bobbio: Paola Agostinelli, Valentina Inzani, Elena Nironi e Anna Riva. Attività sostenuta dalla Fondazione di Piacenza e Vigevano, che ha anche sponsorizzato la pubblicità di tutte le iniziative della Settimana della cultura.
Notevole anche l’impegno per la “Settimana della bonifica” (seconda settimana di maggio). Da segnalare la collaborazione all’organizzazione del convegno nazionale, Gli archivi delle acque. Archivi storici e sistemi informativi dei consorzi di bonifica, tenutosi a Bologna il 15 maggio, con la partecipazione di illustri colleghi e di docenti universitari. L’iniziativa, promossa dalla Soprintendenza e dall’Unione regionale delle bonifiche, ha avuto il sostegno dell’IBC della Regione, che ha accolto nelle proprie collane il volume Archivi storici nei Consorzi di bonifica dell’Emilia-Romagna. Guida generale, curato da Euride Fregni e presentato nell’occasione da Rosaria Campioni e Giovanni Tocci. La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, sempre molto sensibile alle proposte riguardanti il mondo degli archivi, ha messo a disposizione la sede, ha offerto l’ospitalità e ha curato la promozione dell’evento. Se il convegno ha rappresentato il clou della settimana, presso i singoli consorzi di bonifica della regione sono state allestite numerose mostre documentarie (una decina, per la precisione), con il coinvolgimento di colleghi archivisti, oltre a numerose iniziative promozionali, quali visite guidate agli archivi, ed altre non di carattere strettamente archivistico, veri e propri momenti di festa finalizzati a far conoscere al pubblico la funzione e l’importanza delle bonifiche per il governo del territorio.
Tra le singole iniziative di maggior rilievo sono da segnalare ancora, almeno, la conferenza di Luciana Duranti (Università della British Columbia, Canada) sul tema Verso sistemi documentali digitali. La conservazione dei documenti elettronici, tenutasi l’11 giugno presso la Provincia di Bologna con grande concorso di pubblico. Tra i promotori, oltre alla stessa Provincia di Bologna, particolarmente attiva sui temi archivistici, figurava naturalmente anche la Soprintendenza che, insieme alla Provincia di Parma, aveva invitato la Duranti a venire in Italia per tenere una lezione nell’ambito di un corso di formazione rivolto al personale dei comuni.
Sempre con la Soprintendenza e la Provincia di Bologna è stata organizzata, il 30 giugno, una giornata dedicata all’ Applicazione del protocollo informatico: nuovo titolario per l’archivio del comune e linee guida per la stesura del manuale di gestione. Il nuovo titolario, frutto del gruppo di lavoro istituito dal ministero, è stato presentato da chi scrive, da Giorgetta Bonfiglio Dosio e da Letterio Turiaco (in rappresentanza dell’ANCI nazionale). Dato l’interesse e l’attualità dell’argomento, anche in questo caso la presenza è stata numerosissima.
Un appuntamento ormai tradizionale e ben noto agli addetti ai lavori è il convegno di studi promosso annualmente in collaborazione con il Centro studi interregionale sugli archivi ecclesiastici, con la Soprintendenza, con l’Archivio di Stato di Ravenna e vari enti ecclesiatsici, presso le sedi di Fiorano Modenese e di Ravenna, tenutosi quest’anno il 3 settembre e l’11 ottobre. Il tema affrontato concerneva gli archivi dei Seminari e numerosi sono stati i nostri soci coinvolti: dall’assessore del Comune di Fiorano, Gianna Dotti Messori, a Patrizia Luciani, Eugenio Bartoli, Giuseppe Rabotti, Nina Liverani, Laura Tartari, Maria Parente, Enrico Angiolini. Quest’ultimo, con puntualità svizzera, ha dato alle stampe, come curatore, il volume degli atti del convegno dello scorso anno, Problemi di conoscenza e di integrazione: gli archivi delle diocesi aggregate, decentrate e soppresse, presentato nell’occasione.
Infine, sempre in collaborazione con la Soprintendenza, la Provincia di Bologna (grazie all’impegno della responsabile dell’Archivio storico, Letizia Bongiovanni) e l’IBC della Regione, il 20 novembre, è stata organizzata una giornata di studi su un tema poco frequentato ma molto sentito dagli operatori d’archivio: Conservare la materia dell’immagine fotografica. Il progetto della giornata, proposto e coordinato da Giulia Cucinella Briant, una restauratrice con studio a Parigi, era finalizzato a promuovere la conoscenza delle problematiche relative alla conservazione dei materiali di supporto delle immagini fotografiche, prescindendo, per una volta, dai problemi di catalogazione, assai più noti e discussi.
In occasione del congresso nazionale ANAI di Torino, dedicato agli archivi del cinema, abbiamo concorso, unitamente alla Soprintendenza, alla pubblicazione del censimento degli archivi del cinema dell’Emilia Romagna, edito dall’IBC della Regione per la cura di Brunella Argelli. Oltre a chi scrive, hanno collaborato la vice presidente della sezione, Francesca Boris (Archivio di Stato di Bologna), e la consigliera Siriana Soprani (Istituto Gramsci). Intensi sono stati anche i contatti con la Cineteca comunale di Bologna e con l’Archivio Zavattini (conservato presso la Biblioteca Municipale Panizzi di Reggio Emilia) al fine di garantire un’adeguata rappresentanza delle istituzioni cinematografiche della regione al congresso di Torino.
Il gruppo regionale sulle ISAAR ha continuato la sua assidua attività, con il coordinamento di Ingrid Germani (Archivio di Stato di Bologna), che ha partecipato anche alle riunioni del gruppo nazionale. Soci della nostra regione -in particolare, oltre allo scrivente, Luca Juretig- sono stati presenti altresì nel gruppo di lavoro nazionale sulla certificazione della professione; Bologna, per la centralità della posizione geografica, è stata scelta come sede di riunioni del gruppo.
Di notevole rilievo anche l’approvazione, da parte della Giunta della Regione Emilia-Romagna, degli standard di qualità per gli istituti culturali, redatti a cura dell’IBC. In veste di presidente ANAI, insieme al Soprintendente, a diversi colleghi rappresentativi degli istituti archivistici della regione pubblici e privati (esclusi gli Archivi di Stato) e a esperti come Isabella Zanni Rosiello, ho partecipato ai lavori della sottocommissione archivi che ha elaborato la proposta di settore. Chi fosse interessato a prendere visone degli standard può contattare Brunella Argelli presso l’IBC della Regione Emilia-Romagna.
Da ultimo è da segnalare, oltre all’intensa attività per la valorizzazione degli archivi e del ruolo degli archivisti, l’impegno volto a sensibilizzare le autorità e il pubblico a proposito dei problemi che si sono determinati, dalla primavera scorsa, per la gestione finanziaria degli istituti archivistici dello Stato, a seguito di restrizioni di bilancio che hanno messo in forse la possibilità di garantire la normale apertura e di svolgere persino i lavori di ordinaria amministrazione. Già nel mese di aprile abbiamo promosso un incontro pubblico a Bologna, presso la sala di rappresentanza dell’Istituto Gramsci (g.c.). Sono intervenuti nella discussione, tra gli altri, la sen. Albertina Soliani, l’on. Giovanna Grignaffini, il vice presidente nazionale dell’ANAI, Ferruccio Ferruzzi, la direttrice dell’Archivio di Stato di Bologna, Maria Rosaria Celli Giorgini, Angelo Spaggiari, direttore dell’Archivio di Stato di Modena, numerosi docenti universitari, tra i quali Giuseppina Muzzarelli, Paolo Prodi e Giovanni Tocci. Tutti hanno espresso solidarietà con il mondo degli archivi e le parlamentari si sono impegnate a intervenire nelle rispettive commissioni al fine di sensibilizzare il ministro competente. Anche la Regione, rappresentata in quella sede a livello di funzionari, ha espresso solidarietà ed ha preso iniziative concrete nei confronti del ministro; l’assessore alla cultura, Marco Barbieri, ha intrattenuto un carteggio con noi e con il ministero, chiedendo chiarimenti a chi di dovere e dichiarandosi disponibile a interventi diretti se necessari. Alle rassicurazioni formali del ministero ci auguriamo che segua un atteggiamento coerente che eviti di penalizzare un settore che già opera a costi bassissimi e che, per ciò stesso, non è in grado di sopportare ulteriori “tagli” di bilancio. Per inciso deve essere fatto notare che tutte le iniziative sopra descritte, che hanno coinvolto sia l’ANAI che la Soprintendenza archivistica, sono state realizzate a costo zero, sia per l’ANAI che per lo Stato (le risorse sono state cercate all’esterno, mediante sponsorizzazioni o sinergie con altri enti). Già questo dovrebbe dare qualche indicazione sulla effettiva produttività dei nostri servizi.