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Comunicato
31 gennaio 2005
Dopo la Finanziaria del Governo che già
imponeva pesanti tagli ai servizi culturali,
ora anche diversi Enti Locali della nostra regione hanno deciso di
ridimensionare in modo significativo la spesa per le biblioteche,
gli archivi, i musei.
La stessa Regione Emilia-Romagna, nel proprio
bilancio di previsione 2006, ha drasticamente ridotto i
finanziamenti a favore della Legge 18 (“Norme in materia di
biblioteche, archivi storici, musei e beni culturali”), colpendo
duramente le possibilità degli Enti Locali di pianificare interventi
di investimento a favore delle strutture, dei servizi, del
potenziamento tecnologico.
Anche importanti Comuni hanno imposto pesanti
ridimensionamenti alla spesa per le biblioteche, che già dai primi
giorni dell’anno hanno dovuto ridurre l’orario di apertura,
contrarre gli acquisti librari, rivedere programmi di promozione del
servizio.
L’Associazione Italiana Biblioteche, sezione
Emilia-Romagna, e l’Associazione Nazionale Archivistica Italiana,
sezione Emilia-Romagna, nell’esprimere forte preoccupazione per il
futuro dei servizi bibliotecari e archivistici, manifestano
contrarietà e forte critica rispetto ai tagli operati nella spesa
per i servizi informativi e culturali.
Si ritiene che le scelte adottate in queste
settimane dai diversi organi di governo (nazionale, regionale,
locale), con l’approvazione dei propri bilanci di previsione e con i
tagli sopra ricordati, penalizzino in modo ingiustificato i processi
e le azioni positive avviate negli anni passati nelle biblioteche e
negli archivi di tante realtà locali.
Se importanti e significativi passi in avanti
erano stati compiuti dai servizi della nostra regione, per quanto
concerne il potenziamento delle raccolte e della documentazione
multimediale, la garanzia di un più esteso accesso al pubblico in
orari ampi e adeguati, l’impegno a favore di migliorie strutturali,
quel che si prospetta ora è un rapido calo nelle prestazioni,
nella disponibilità documentaria, nella diffusione dell’informazione
di qualità, nell’attenzione ai bisogni espressi dagli utenti.
Anche il percorso verso l’applicazione degli
standard di qualità nei servizi, vero fiore all’occhiello della
legge regionale 18/2000, rischia di fermarsi per diversi anni, forse
per sempre.
L’amarezza è tanto più grande in quanto ci si
era persuasi che fosse ormai maturata negli enti di governo della
nostra regione una consapevolezza piena e solida sulla necessità di
sostenere, con adeguati finanziamenti, i servizi primari di
informazione, alfabetizzazione, apprendimento permanente.
L’abbandono di una tale politica non potrà, al contrario, che
produrre arretramenti pesanti anche nella percezione che i cittadini
hanno di questi servizi.
L’AIB e l’ANAI chiedono dunque alla Regione e
agli Enti Locali di valutare seriamente la portata e le conseguenze
delle proprie decisioni, di rivedere le scelte adottate e di
ricercare le risorse necessarie per almeno tornare ai livelli di
spesa degli anni passati.
Associazione Italiana Biblioteche-Sezione
Emilia Romagna
Associazione Nazionale Archivistica
Italiana-Sezione Emilia Romagna |