
Associazione
Nazionale Archivistica Italiana
Sezione Umbria
L’Archivio storico comunale di Norcia
Il patrimonio archivistico del comune di Norcia, uno
dei più significativi della regione, per la ricchezza, l’antichità e
la varietà della documentazione, testimonia la storia della città e
del territorio fin dal secolo XIII; non a caso, nel volume Gli
Archivi dell’Umbria, edito nel 1957 a cura dell’allora
Soprintendenza archivistica per il Lazio, l’Umbria e le Marche, si
indicava Norcia come possibile sede di una Sezione di Archivio di
Stato. La documentazione occupa più di mille metri lineari di
scaffalature, per una consistenza calcolabile in oltre undicimila
pezzi.
Gli eventi sismici nel settembre 1997 convinsero
l’Amministrazione comunale e la Soprintendenza archivistica a
trasferire tempestivamente tutta la documentazione dalla chiesa di
S. Francesco, bisognosa di restauri e destinata a divenire
auditorium, in un deposito provvisorio, collocato nella zona
industriale, che garantisse una maggiore sicurezza. Conclusa la fase
dell’emergenza, il patrimonio archivistico è tornato, insieme con la
biblioteca comunale, ad una collocazione più consona e decorosa, nel
complesso monumentale di S. Francesco, polo culturale cittadino.
I fondi archivistici
L’archivio storico del Comune, con i fondi ad
esso aggregati, consta di 7.800 pezzi, datati tra il secolo XIII e
gli anni Sessanta del secolo XX.
Nella sezione preunitaria (fino al 1860) si
evidenzia, per importanza storica, l’archivio segreto del
Comune (secc. XIII-XIX), composto da documenti membranacei e
cartacei, parte dei quali legati in volumi o raccolti in ‘fascetti’,
conservati in cassette lignee; il contenuto riguarda i legami tra
Norcia e l’autorità centrale pontificia, i rapporti con le comunità
nella sfera d’influenza nursina e con le città confinanti o vicine,
come Spoleto, Cascia, Camerino, Arquata del Tronto. Attualmente le
seicento pergamene, in parte restaurate, sono state collocate in
cassettiere metalliche, più adatte alla loro conservazione.
Da segnalare, inoltre, le serie Statuti,
Consigli e riformanze, Capitoli dei Quaranta, Catasti delle
otto guaite di Norcia e Contado, Censi, Grani e grasceria, Consigli
delle comunità del contado.
Nella sezione postunitaria è collocata la
documentazione prodotta nei cento anni dal 1860 al 1960, come i
Protocolli, le Delibere del Consiglio, della Giunta, del
Podestà, le quasi mille buste del Carteggio amministrativo,
e tutta la Contabilità e finanza.
Tra i fondi archivistici aggregati al comunale, il
più cospicuo (mille pezzi tra il 1490 e il 1978) è quello delle IPAB,
prodotto prima dalla Congregazione di carità, e, di seguito,
dall’Ente comunale di assistenza (ECA), le istituzioni alle quali lo
Stato affidò, a partire dal 1860, la gestione della beneficenza
pubblica. Nella Congregazione di carità confluirono le opere pie
soppresse dopo l’Unità e, tra di esse, alcune di antica origine,
come il Monte di pietà, il Monte frumentario, l’Ospedale degli
infermi.
Archivi statali conservati nel deposito comunale
Nel deposito comunale sono conservati anche fondi
archivistici statali, come il prezioso Archivio notarile, che
raccoglie la produzione dei notai che rogarono nei territori di
Norcia tra il 1384 e il 1873 e al quale nel 1822 fu aggregato anche
l’archivio notarile di Preci.
Dal notarile, e precisamente dalla legatura
pergamenacea del volume n. 1610, contenente atti del notaio Giovanni
Girolamo Vertecchi dell’anno 1665, proviene l’ormai famoso frammento
ebraico della Toseftà, databile agli anni 1003-1004 e di
grandissimo valore, perché rappresenta il manoscritto più antico
esistente dell’opera. (cfr. M. Perani, I
frammenti ebraici negli archivi italiani: censimento e bibliografia
al 1998, in
‘Rassegna degli Archivi di Stato, VIII, n. 1, genn./apr. 1998, pp.
56-60.)
Un rilievo non minore hanno anche i fondi
archivistici del Governatorato di Norcia e Prefettura della
montagna (1551-1809) e del Governo distrettuale di Norcia
(1816-1860).