Il comparto degli Enti locali e delle Regioni è
sottoposto negli ultimi tempi a grandi processi di cambiamento e
innovazione, che hanno rilevante incidenza sui servizi preposti alla
formazione, gestione, conservazione e valorizzazione della documentazione.
Anzitutto l’avanzare del processo di decentramento di funzioni, ovvero
"federalismo", sposta interi settori di attività dallo Stato alle Regioni
e da queste agli Enti locali, creando così anche nuovi rapporti fra i
diversi tipi di Enti. Oltre al mero trasferimento di uffici già esistenti,
il processo prevede anche l’attribuzione a Regioni ed Enti locali di nuovi
compiti e la relativa costituzione di nuovi uffici secondo nuovi specifici
modelli organizzativi. Anche i rapporti fra le amministrazioni locali e i
cittadini stanno subendo un processo di trasformazione lungo due
direttrici fondamentali; da una parte il sempre maggior riconoscimento del
diritto di accesso (trasparenza amministrativa) alla documentazione
pubblica da parte dei cittadini, anche associati, a tutela dei loro
diritti e legittimi interessi; dall’altra, la sempre maggiore
estensione e articolazione della normativa di garanzia della privacy e
della riservatezza dei dati personali. In entrambi i casi si tratta di
diritti specificamente legati ai documenti amministrativi, diritti
la cui tutela ed esercizio incidono sostanzialmente sulla formazione e
gestione dei documenti stessi.
Oltre a questo grande cambiamento istituzionale e
organizzativo, è poi in corso l’altro grande processo di riordinamento e
informatizzazione delle attività documentarie della Pubblica
Amministrazione, con attribuzione ai documenti elettronici di pieno
valore giuridico (c.d. firma digitale e protocollo informatico), che ha
imposto una completa e complessa riorganizzazione della gestione
informatica della documentazione delle PP.AA., riorganizzazione attuata
con il "Testo unico sulla documentazione amministrativa"(DPR.
445/2000).
Oltre a porre particolare attenzione alla gestione
informatizzata dei procedimenti amministrativi all’interno del sistema
documentale, la nuova normativa prevede all’art. 50, c. 4 che "ciascuna
amministrazione individua, nell’ambito del proprio ordinamento, gli uffici
da considerare ai fini della gestione unica o coordinata per grandi aree
organizzative omogenee, assicurando criteri uniformi di classificazione e
archiviazione, nonché di comunicazione interna tra aree stesse." L’art. 61
"Servizio per la gestione informatica dei documenti, dei flussi
documentali e degli archivi", al comma 1 stabilisce che "ciascuna
amministrazione istituisce un servizio per la tenuta del protocollo
informatico per la gestione dei flussi documentali e degli archivi in
ciascuna delle grandi aree organizzative omogenee individuate ai sensi
dell’art. 50", mentre al comma 2 prevede che al servizio sia "preposto un
dirigente ovvero un funzionario, comunque in possesso di idonei requisiti
professionali o di professionalità tecnico archivistica acquisita a
seguito di processi di formazione definiti secondo le procedure prescritte
dalla disciplina vigente." Il servizio, responsabile per la funzionalità
del sistema, svolge i compiti di autorizzare l’accesso alla documentazione
per la consultazione e per l’inserimento di dati e la modifica delle
informazioni nelle intercomunicazioni in rete; cura e garantisce l’interoperabilità
nei contatti tra diverse amministrazioni – ormai sempre più ampiamente
connesse in reti – e nei servizi di informazioni e interattivi per i
cittadini.
Il servizio garantisce che le operazioni si svolgano
nel rispetto delle norme, conserva la documentazione prodotta e vigila
sull’osservanza delle disposizioni da parte del personale autorizzato e
degli incaricati del servizio di gestione della documentazione. Il
responsabile del sistema gestisce la documentazione corrente e di deposito
e la selezione della documentazione di deposito per il trasferimento agli
archivi storici. Egli deve inoltre assicurare, per ogni aggiornamento del
sistema, il pieno recupero (c.d. "riversamento" di dati da precedenti a
nuovi software e supporti) e la riutilizzazione delle informazioni
acquisite con le versioni precedenti. Il servizio, elabora quindi,
ed aggiorna il piano di classificazione, selezione periodica e di
conservazione permanente dei documenti degli archivi, nel rispetto
delle vigenti disposizioni in materia di tutela dei beni culturali (t. u.
d. lgs. 490/99).
Si ricorda che tutte queste nuove disposizioni
dovranno, ai sensi dell’art. 50, c.3 dello stesso DPR. 445/2000,
essere obbligatoriamente attuate dalle pubbliche amministrazioni entro il
1° gennaio 2004.
Anche sul fronte degli archivi storici la situazione
degli enti locali e delle Regioni sta evolvendo verso impegni sempre più
significativi. Anzitutto è previsto, e in parte avvenuto, il
trasferimento alle Regioni e agli Enti locali, da parte dello Stato,
di organi e uffici che conservano archivi storici. Gli archivi degli
stessi enti regionali stanno ormai maturando la condizione di esser aperti
alla consultazione per la ricerca storica ai sensi delle norme previste
dal d. l.vo 281/99 e dal Testo unico sui Beni culturali 490/99, mentre
quelli di alcuni (Regioni a statuto speciale, Provincie autonome) lo sono
già. Le nuove norme del predetto decreto, che abbreviano i termini di
scadenza per la consultazione storica dei documenti, e una sempre più
diffusa consapevolezza della rilevanza civile e culturale della
valorizzazione della memoria storica e degli archivi stanno,
inoltre, determinando una sempre maggiore necessità di formazione e
gestione adeguata degli archivi storici comunali e degli altri enti.
Occorre peraltro ricordare che l’art. 31 del D.P.R. 1409/63,
lasciato in vigore dal Testo Unico sui beni culturali, prescrive per gli
enti pubblici l’obbligo di preporre all’archivio storico un direttore che
sia figura specializzata, dotata di diploma in archivistica, e che tale
norma va integrata con quelle, nello stesso senso, contenute nel D.P.R.
445/2000.
In questo quadro risultano evidenti il ruolo e
l’importanza ricoperti dai servizi archivistici e documentali e la
notevole mole dei nuovi compiti che questi dovranno affrontare, nei
prossimi tempi, per consentire alle amministrazioni locali di
adempiere alle disposizioni legislative. Alla necessità di un decisivo
rilancio organizzativo di questi servizi è strettamente connessa quella
della generale rivalutazione delle figure professionali degli attuali
addetti, unitamente ad un adeguato investimento nelle nuove
relative risorse umane necessarie.
In tale contesto è essenziale ribadire la legge
dispone che gli enti devono organizzare i servizi documentali e
archivistici al proprio interno ricorrendo al personale in servizio, anche
mediante opportuni procedimenti di riqualificazione. Nel contratto è
quindi indispensabile inserire il principio per cui, solo nei casi in cui
è impossibile realizzare tale organizzazione mediante le risorse di
personale interne, è ammissibile il ricorso a imprese di outsourcing
e all’appalto dei servizi, come peraltro è stato fatto nel contratto
decentrato del Ministero per i beni culturali in merito all’affidamento a
terzi dei servizi di fruizione e valorizzazione dei beni.
Data l’elevata specificità, sia tecnica che
organizzativa, dei compiti che la legge assegna ai servizi archivistici e
di gestione della documentazione, è quindi ormai improcrastinabile,
anche sul piano dell’ordinamento contrattuale del personale, la creazione
di un'area specifica, nella quale vanno istituiti relativi specifici
profili professionali e vanno collocate le attuali figure professionali
addette al settore documentale e archivistico, ai sensi dell'art. 24 c. 2
lett. f del CCNL del Comparto Regioni e Autonomie Locali per il biennio
economico 2000/2001.
Per l’assetto di tale ordinamento si propongono a
livello di CCNL del Comparto Regioni – Autonomie locali (in
allegato) le norme articolate di istituzione dell’"Area dei servizi
documentali e archivistici", in attuazione delle disposizioni del dpr
445/2000, del d.lgs.490/99 e del dpr 1409/63 in materia, che prevedono
l’istituzione di specifici profili professionali di categoria C e D,
nonché la prima applicazione transitoria riguardo al personale attualmente
addetto. Si propone inoltre per la contrattazione decentrata uno
schema-tipo dei rispettivi profili professionali specifici dell’area,
individuati nelle figure dell’"Archivista-protocollista" di categoria C e
dell’"Archivista tecnico-scientifico" di categoria D, denominato dal
livello economico D3 "archivista tecnico-scientifico esperto", che ne
definiscono le mansioni e i requisiti culturali e professionali di
accesso, fra i quali, alla categoria D, è titolo indispensabile la laurea
specialistica con indirizzo archivistico o laurea e diploma specifico di
archivistica. Tali figure dovranno infatti svolgere ai rispettivi livelli
funzionali e organizzativi, come specificato nelle proposte di
declaratoria, i sopra esposti compiti previsti, per i servizi di
gestione della documentazione e per la tutela degli archivi storici, dalle
recenti disposizioni legislative
Spetterà poi al livello di contrattazione decentrata
stabilire, nell’ambito della più ampia tipologia proposta, le declaratorie
e le mansioni particolari da svolgere da parte degli addetti ai diversi
servizi, a seconda delle necessità e diverse articolazioni interne degli
enti, per esempio considerando le diverse esigenze e risorse di piccoli e
grandi Comuni, in rapporto alla differenziazione dei servizi
archivistici.
Poiché le realtà locali sono molto diversificate tra
loro e la responsabilità e complessità dell’attività svolta aumentano in
rapporto all’entità demografica e dimensionale dell’ente, nonché alla sua
organizzazione, è necessario prevedere, anche considerando i requisiti
richiesti per la direzione dei servizi archivistici in tali sedi dall’art.
31 del dpr 1409/63, il livello dirigenziale per la direzione dei servizi
nei comuni capoluogo di regione e di provincia, presso le amministrazioni
regionali e provinciali e le camere di commercio.
Per quanto riguarda l’utilizzazione, la collocazione
e la riqualificazione del personale attualmente in servizio nel settore
archivistico, oltre a procedere ai riconoscimenti per coloro che hanno
responsabilità acquisite e sono in possesso di atti formali di incarico,
si ricorda che il DPR 445/2000 art. 61 c. 2 prevede che la professionalità
tecnico-archivistica può esser acquisita "a seguito di processi di
formazione definiti secondo le procedure prescritte dalla disciplina
vigente".
Occorre pertanto prevedere per il personale
attualmente addetto ai servizi archivistici, che non fosse in possesso dei
titoli di studio previsti per il futuro accesso alle figure professionali
definite nella proposta, un’adeguata fase transitoria con tempestivi e
mirati percorsi formativi, basati su una preliminare valutazione
dei titoli professionali acquisiti e su programmi di formazione mediante
appositi corsi da definire per es. in collaborazione con l’amministrazione
archivistica statale, che dispone, nelle soprintendenze
archivistiche e nelle 17 scuole di archivistica degli archivi di Stato,
di specifici strumenti e risorse formative utili in tal senso, che in
taluni casi hanno già organizzato corsi rivolti agli archivisti degli enti
pubblici.
Nello stesso spirito si dovrà prevedere per il
medesimo personale la possibilità di successivi passaggi da una figura
professionale a quella superiore mediante analoghi strumenti, quali
corsi-concorsi e corsi di riqualificazione più avanzati. Il
personale in servizio potrà accedere a tali corsi anche in mancanza del
titolo di studio previsto per l’accesso dall’esterno, purché in possesso
del titolo di studio immediatamente inferiore e di una idoneità
professionale acquisita con anzianità di servizio di almeno 5 anni.
Infine, negli enti di grande dimensione (comuni
capoluoghi di provincia e regione, amministrazioni provinciali e
regionali, camere di commercio) dovrebbe essere previsto in sede di
contratto dirigenziale di Comparto per i funzionari di categoria D già
preposti ai servizi archivistici da almeno 5 anni, ovvero che siano in
possesso di laurea e diploma di specializzazione, a norma del disposto
dell’art. 61 D.P.R. 445/2000, in analogia con la riqualificazione degli
archivisti-protocollisti, il riconoscimento della qualifica dirigenziale.
Le proposte avanzate sono quindi intese a fornire uno
strumento generale, flessibile a seconda delle esigenze delle
amministrazioni, che garantisca per il futuro livelli adeguati e crescenti
di competenza ai servizi archivistici e consenta in tal modo agli enti di
far fronte ai nuovi e più complessi oneri in materia, posti dalla
legge, finalizzati allo snellimento e all’economicità della gestione
amministrativa e al miglioramento ed estensione dei servizi amministrativi
e culturali resi ai cittadini.
CONTRATTO NAZIONALE ENTI LOCALI
Art. A
(Area dei servizi documentali e archivistici)
1. In attuazione delle disposizioni di cui agli artt.61,
67, 68 e 69 del d.p.r. 28 dicembre 2000, n. 445 sull’istituzione di
servizi per la gestione del protocollo informatico e dei flussi
documentali e la formazione e gestione degli archivi nelle pubbliche
amministrazioni e sui requisiti delle figure professionali preposte,
all’art. 40 del d.lgs. 29 ottobre 1999, n. 490/99, sugli obblighi degli
enti pubblici in materia di conservazione e valorizzazione degli archivi,
nonché all’art. 31 del d.p.r. 30 settembre 1963, n.1409, sui requisiti del
personale preposto ad archivi storici di enti pubblici, è istituita l'area
dei servizi documentali ed archivistici.
2. L'area si articola in specifici profili
professionali archivistici, ascrivibili rispettivamente alle categorie C e
D* , per i quali sono previsti specifici requisiti professionali o titoli
specialistici e requisiti di professionalità tecnico-scientifica
archivistica, acquisita anche a seguito di processi di formazione definiti
secondo le procedure prescritte dalla disciplina vigente.
Art. B
(Norme transitorie di prima applicazione)
1.Il personale addetto ai servizi archivistici
ricompresi nell’art. A., appartenente alla categoria B, in possesso
della relativa professionalità, acquisita con una anzianità di almeno 5
anni, è inquadrato nella categoria C1.
2. Il personale addetto ai servizi archivistici
ricompresi nell’art. A, appartenente alla categoria C, in possesso
della relativa professionalità, acquisita con una anzianità di almeno 5
anni, nonché di diploma di laurea o diploma di archivistica, che abbia
superato una prova di idoneità per titoli e colloquio, è inquadrato nella
categoria D1.
3. Il personale che svolge le mansioni direttive di
cui all’art. 31 del d.p.r. 30 settembre 1963 n. 1409 e all’art. 40, c.1
del decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 40**, in riferimento anche
alle Camere di Commercio, ove non siano previsti inquadramenti in
posizione superiore, è inquadrato nella categoria D3.
Profilo professionale
Archivista – Protocollista
(Categoria C)
1. Riceve e predispone la documentazione in arrivo ed
in partenza dall’Unità Organizzativa di appartenenza;
2. Collaborando con le professionalità superiori
preposte:
a) effettua la protocollazione su supporto cartaceo
ed elettronico della documentazione in arrivo ed in partenza secondo le
norme e i sistemi di gestione vigenti ed è addetto alla tenuta del
protocollo;
b) organizza e gestisce, anche ai fini
dell’accesso, la documentazione corrente e di deposito di competenza
dell’Unità Organizzativa di appartenenza;
c) effettua le operazioni tecniche di supporto alla
selezione, scarto e di versamento all’archivio storico;
d) effettua operazioni tecniche di supporto alla
gestione dell’archivio storico
3. In mancanza di professionalità superiori, può
gestire i servizi di fruizione dell’archivio storico dell’Amministrazione
di appartenenza.
REQUISITI DI ACCESSO
Diploma di scuola media superiore, unitamente a
diploma di archivistica paleografia e diplomatica limitatamente ai compiti
di cui al punto 3
Area dei servizi documentali e archivistici
Profilo professionale
Archivista tecnico-scientifico
(Categoria D1-D2)
Archivista tecnico-scientifico esperto
(Categoria D3-D4-D5)
1. E’ preposto a servizi archivistici e di gestione
dei flussi documentali e può dirigere unità organiche complesse;
2. Progetta, coordina e gestisce i flussi documentali
e gli archivi di deposito della Unità o Area Organizzativa di competenza;
3. Fornisce consulenza e collabora con i dirigenti
per il coordinamento generale dei servizi documentali e archivistici
dell’Amministrazione di appartenenza;
4. Definisce i criteri, coordina e vigila le
operazioni di selezione, scarto e versamento all’archivio di deposito e
storico;
5. Dirige archivi storici, coordina e svolge con
ampia autonomia attività volte allo studio, fruizione e valorizzazione del
patrimonio documentario dell’amministrazione di appartenenza.
REQUISITI DI ACCESSO
Diploma di laurea e diploma di archivistica,
paleografia e diplomatica, ovvero laurea specialistica con indirizzo
archivistico, con sviluppo in D3, D4 e D5 come "archivista
tecnico-scientifico esperto".