ISAD(G)
Risultati e documento di lavoro prodotto
dal Gruppo di lavoro dell'ANAI

("Gruppo di Bologna")


Vai al documento prodotto dal "Gruppo di Roma" sulle ISAD (G)



All'assemblea ANAI del 13 dicembre a Roma sono stati, tra le altre cose, presentati i risultati del gruppo di lavoro anai sulle ISAD (il documento in italiano e quello in inglese, pubblicati in varie sedi, documento che è stato anche consegnato ai membri del comitato del CIA sulle norme di descrizione).

Al fine di arrivare alla predisposizione di un documento definitivo da inviare al CIA entro i termini fissati per la revisione delle ISAD (15 settembre), come stabiliti nell'annuncio in merito del COMMITTEE ON DESCRIPTIVE STANDARDS del CIA seguito alla riunione dello stesso comitato del 10-12 novembre a Firenze (comunicato pubblicato su diverse liste archivistiche e riportato anche sulla lista Archivi 23), si e` proposto all'assemblea e al direttivo ANAI, che hanno approvato, il seguente percorso di lavoro:

- un primo incontro pubblico, in tempi brevi, per presentare a tutti il documento redatto dal gruppo di lavoro ANAI; in tale sede si prevede anche un intervento di S. Vitali sul lavoro del Comitato del CIA. Dal momento che il documento ANAI dovrebbe per quella data essere ben noto, (il documento e` stato pubblicato in versione italiana su "ANAI-Notizie", a. IV, n. 12 (marzo-giugno 1997), pp. 15-18 e su "Archivi & computer", a. VII, n. 3/97, pp. 145-151; in versione inglese su "Archivi & computer", a. VII, n. 4/97, pp. 261-264; è stato proposto per la pubblicazione anche sulla Rassegna degli Archivi di Stato) ci si aspetta che vengano presentate critiche, proposte di approfondimento e modifica, proposte sui temi che il documento indica come bisognosi di ulteriore approfondimento (le date, ad es.; per quanto riguarda la descrizione di documenti particolari - mappe ecc- va tenuto conto del nuovo orientamento del Comitato del CIA, che si propone di estendere le norme di ISAD (G) piuttosto che produrre formati specifici).

Questo incontro si svolgerà a Bologna, presso l'Archivio di Stato di Bologna (aula della Scuola di archivistica) il giorno 11 FEBBRAIO 1998 dalle ore 10,30 alle ore 17,30.

Versione in inglese


 

Versione in italiano
 

Il documento che segue è stato elaborato da un gruppo di lavoro costituitosi nell’ambito della Associazione Nazionale Archivisti Italiani. Ai lavori del gruppo, che ha tenuto tre sedute presso la Scuola di archivistica dell'Archivio di Stato di Bologna nei giorni 18 ottobre 1996, 15 gennaio e 16 aprile 1997, hanno partecipato: M. Savoja (Archivio di stato di Milano), A. Attanasio (Archivio di stato di Rieti), F. Cavazzana Romanelli (Archivio di stato di Treviso), C. Salmini (Archivio di stato di Venezia), S. Vitali (Archivio di stato di Firenze), E. Fregni (Soprintendenza archivistica per l’Emilia Romagna), N. Binchi, F. Boris, I. Germani, C. Salterini e D. Tura (Archivio di stato di Bologna), L. Guidi (Archivio storico del comune di Ferrara), A. Petrucci (cooperativa C.S.R. di Modena), R. Spocci (Archivio storico del comune di Parma) e S. Suprani (Istituto Gramsci di Bologna). All’ultimo incontro ha partecipato anche I. Orefice.

Il documento vuole costituire una prima bozza aperta ad ulteriori precisazioni e approfondimenti da parte degli archivisti italiani operanti nei più diversi ambiti (archivi di stato, sovrintendenze archivistiche, archivi comunali, archivi di istituzioni pubbliche e private, di imprese, ecc.). Esso si propone di raccogliere le idee e le proposte sulle norme ISAD (G) rilasciate dal Consiglio Internazionale degli Archivi, emerse dalle discussioni sul tema tenutesi in varie occassioni nel corso del 1996 e in particolare nel convegno organizzato a Roma dall'ANAI della Regione Lazio il 21 giugno 1996. Tali discussioni sono state favorite anche dalla pubblicazione della traduzione italiana delle norme ISAD (G) a cura di un'apposita Commissione istituita presso l'Ufficio centrale per i beni archivistici (per la quale cfr. La traduzione italiana delle ISAD (G), in “Rassegna degli Archivi di Stato”, LV (1995), 2-3, pp. 392-413) e da alcune esperienze e sperimentazioni relative all'applicazione di quelle norme condotte all'interno di varie istituzioni archivistiche italiane. Il gruppo di lavoro ANAI ha espresso innanzi tutto un generale accordo sui principi ispiratori delle norme ISAD (G) e sul tentativo di elaborare regole di normalizzazione della descrizione archivistica a livello internazionale. Tale tentativo costituisce uno strumento di utile confronto fra tradizioni archivistiche nazionali diverse ed è il presupposto per rendere possibile lo scambio a livello internazionale di informazioni comparabili ed omogenee sui fondi archivistici, utilizzando gli strumenti messi a disposizione dalle moderne tecnologie informatiche e telematiche. E' stata tuttavia anche sottolineata l'importanza che, per almeno due motivi, le norme ISAD (G) e la discussione sviluppatasi attorno ad esse rivestono per la comunità archivistica italiana.
In primo luogo, esse hanno dato l'avvio ad una riflessione, che riprendendo e approfondendo alcune considerazioni sui fondamenti teorici della dottrina e della pratica archivistiche sviluppatesi in Italia a partire dagli anni Settanta, ha ampliato le proprie tematiche e la propria impostazione grazie al confronto con il dibattito e la pratica internazionali. Inoltre esse hanno costituito un punto di riferimento essenziale nelle esperienze di applicazione dell'informatica alla descrizione degli archivi, realizzate in Italia negli ultimi anni.
Da questo punto di vista le norme ISAD (G) e, più in generale, il lavoro della Commissione ad hoc del CIA sulla normalizzazione della descrizione archivistica, hanno sistematizzato alcuni strumenti concettuali di indubbia utilità, quali l'analisi della struttura gerarchica dei fondi, il principio della descrizione in più livelli e il modello di gestione separata delle descrizioni archivistiche e delle informazioni relative ai soggetti produttori da ricomprendersi all'interno di authority file appositamente dedicati. Su quest'ultimo aspetto, che costituisce indubbiamente una delle proposte di maggiore portata innovativa del lavoro della Commissione ad hoc del CIA, il dibattitto del gruppo di lavoro ANAI si è soffermato particolarmente. Il modello di gestione separata e interrelata delle descrizioni degli archivi e delle descrizioni dei soggetti produttori è stato, infatti, giudicato come particolarmente utile e fecondo per rappresentare, senza appiattimenti e forzature, il complesso rapporto fra fondi e soggetti produttori che emerge all'interno di un panorama archivistico storicamente stratificato ed articolato come quello italiano. Il problema è noto ed è stato più volte analizzato e descritto.
Un processo di trasmissione della documentazione, spesso più che secolare, segnato da complicati passaggi di competenze e di archivi da un'istituzione all'altra, da interventi di ordinamento e riordinamento - scaturiti da molteplici esigenze di carattere politico-amministrativo o culturale - e, last but not least, dalla confluenza di archivi in appositi istituti di concentrazione, si traduce in una struttura dei fondi contraddistinta dalla presenza a vari livelli di documentazione prodotta da soggetti diversi, nonchè da un’ampia casistica di possibili intrecci fra fondo e fondo e fra fondi e soggetti produttori. Il rapporto fra fondi e soggetti produttori si configura, perciò, come un rapporto molti a molti: a un fondo possono corrispondere più soggetti produttori e viceversa. Questo rapporto può essere tradotto efficacemente all'interno di un sistema informativo archivistico attraverso la previsione di due strutture informative autonome, l'una che gestisca le descrizioni dei fondi e delle loro componenti, l'altra le informazioni relative ai soggetti produttori. Le due "strutture informative" devono poter essere poste in relazione fra loro nel punto ed al livello in cui ciò è opportuno in modo tale, che, per esempio, la serie, prodotta da un soggetto diverso da quello del fondo cui la serie fa parte, possa essere messa in diretta relazione con le informazioni relative al proprio soggetto produttore e, viceversa, un soggetto produttore di più fondi o di più serie disperse all'interno di vari fondi possa essere messo in relazione con tutta la documentazione di cui risulta produttore. Un modello del genere, che può essere ulteriormente specificato e reso dinamico in senso diacronico storicizzando e datando le relazioni, sembra in grado di dar conto degli effetti delle trasformazioni istituzionali e dei percorsi della trasmissione documentaria sulla struttura ed identità attuali dei fondi. La proposta delle ISAD (G) di gestire separatamente le descrizioni di fondi e soggetti produttori ha conosciuto, come è noto, ulteriori sviluppi con il rilascio delle norme ISAAR (CPF) relative alla elaborazione di authority files per enti, persone, famiglie. Si tratta di norme che richiedono anch'esse di essere attentamente analizzate e discusse dal mondo archivistico italiano. E' intenzione del gruppo di lavoro ANAI avviare una riflessione sul tema a partire dal prossimo autunno. Il gruppo di lavoro ha comunque rilevato come il modello di gestione separata delle descrizioni dei fondi e delle istituzioni non esaurisca l'esigenza di elaborare descrizioni archivistiche che rappresentino efficacemente la dimensione storico-critica, di interpretazione e di ricerca del lavoro che l'archivista compie quando riordina un fondo e ne predispone lo strumento di ricerca. Si tratta di un'esigenza che appare particolarmente sentita all'interno di una tradizione e di una pratica archivistiche come quelle italiane, le quali hanno operato ed operano su una realtà assai complessa e storicamente stratificata e che vantano la produzione di strumenti descrittivi filogicamente raffinati e di grande spessore storico a partire dagli inventari bongiani dell'Archivio di Stato di Lucca, prodotto massimo della scuola toscana di Francesco Bonaini, fino a giungere alla Guida generale degli archivi di stato italiani, descrizione sintetica ma esaustiva dell'enorme patrimonio documentario posseduto dagli archivi di stato italiani e dei loro soggetti produttori.
Il gruppo di lavoro ANAI ha ritenuto che non siano assenti nell'identificazione degli elementi descrittivi, operata da ISAD (G), e nell'enunciazione delle loro finalità taluni schematismi e semplificazioni. Il contributo ad un loro superamento, che può venire dall'esperienza italiana, non rappresenta, a giudizio del gruppo di lavoro, tanto la ricerca di maggiori possibili convergenze fra quella esperienza e le regole internazionali che sono in corso di definizione, quanto il tentativo di dare a queste ultime una maggiore forza e consistenza, che ne garantisca la massima applicabilità a livello internazionale. Le proposte di modifica di ISAD (G) che seguono sono quindi ispirate all'esigenza di rendere le regole capaci di confrontarsi anche con realtà archivistiche particolarmente complesse e di promuovere la produzione di strumenti di ricerca (tradizionali o tecnologicamente avanzati) di buon livello scientifico e di piena soddisfazione degli utenti. In questa direzione va innanzitutto la proposta di completare la definizione di fondo contenuta nel glossario con alcune precisazioni che permettano di ricomprendervi situazioni più complesse di quelle rappresentate dalla unilineare identificazione fra fondo e soggetto produttore. Infatti il modello di descrizione multilivellare delineato nella tabella annessa alle ISAD, combinato con le definizioni contenute nel "glossario dei termini associati alle regole generali" non riesce a rappresentare in maniera del tutto soddisfacente la struttura di quei fondi che sono il risultato dell'attività di più soggetti produttori e che sono stati oggetto di interventi con finalità politico-amministrative o culturali condotti all'interno di archivi di concentrazione. Si ritiene anche necessario offrire un adeguato spazio, all'interno degli elementi descrittivi, alle informazioni sulla storia archivistica dei fondi, che non può essere limitata alle sole notizie sui soggetti proprietari o detentori della documentazione: occorre poter dar conto di eventi quali riordinamenti, inventariazioni, utilizzazioni per scopi politico-amministrativi e culturali etc., che hanno un rilevante influsso sia rispetto ai problemi dell’autenticità e del valore probatorio della documentazione che ai fini dell’interpretazione storica. Una maggiore attenzione va inoltre rivolta alla esplicitazione dei criteri adottati dall'archivista nell'operare sul fondo o nel descriverlo. Si tratta, da questo punto di vista, di raccogliere l'esigenza di dar conto con un certo rigore filologico delle scelte compiute dall'archivista, fra le molte possibili, soprattutto quando interviene su di un fondo che è il risultato di processi di produzione e di trasmissione di lungo periodo. Esigenze simili inducono anche a richiedere modifiche su altri aspetti di ISAD (G), relativi ad esempio alla descrizione del contenuto (abstract) e alla segnalazione del materiale collegato o complementare conservato nella medesima o in altre istituzioni archivistiche o più generalmente culturali. Le modifiche proposte non esauriscono, ovviamente, lo spettro delle obiezioni, perplessità e riserve avanzate all'interno del gruppo di lavoro ANAI su singoli aspetti di ISAD (G), né delle differenze che possono essere riscontrate fra le norme e la pratica archivistica italiana, ad esempio relativamente alle vecchie segnature (che sono sempre segnalate nei nostri strumenti di ricerca e totalmente ignorate in ISAD (G)) oppure alle modalità di espressione della datazione e via dicendo.
Tuttavia esse sono sembrate al gruppo di lavoro quelle che caratterizzano maggiormente l'approccio italiano alla descrizione archivistica e sulle quali si ritiene importante un confronto a livello internazionale. Infine il gruppo di lavoro ha auspicato che la Commissione ad hoc del CIA rilasci norme particolari relative alla descrizione dei singoli livelli (serie e, soprattutto, unità archivistica) e alla documentazione di tipologia speciale e su supporti non tradizionali (cartografia, fotografie, ecc.), tenendo conto, in quest'ultimo caso, degli standard già esistenti o in via di elaborazione in ambiti vicini a quello archivistico, come quello bibliotecario e museografico.

A partire dalle considerazioni sopra esposte si indicano di seguito i punti delle norme ISAD (G) per i quali sono state espresse riserve, con le relative proposte di modifica avanzate dal gruppo di lavoro ANAI.

1) Definizione di "fondo". Si propone di aggiungere una postilla alla definizione del termine "fondo" nell'attuale versione delle ISAD (G) (cfr. La traduzione italiana delle ISAD(G), cit., p. 397). La definizione modificata (con la postilla in carattere corsivo) è la seguente: "Fondo (fonds). L'insieme della documentazione, senza distinzione di tipologia o di supporto, organicamente prodotta e/o accumulata e usata da una determinata persona, famiglia o ente nello svolgimento delle proprie attività e competenze. Il fondo presenta una propria fisionomia e struttura che usualmente è il risultato:

    1) delle attività e competenze del soggetto produttore;
    2) delle modalità di gestione e archiviazione dei documenti da parte del soggetto produttore e/o di altri soggetti subentratigli nelle attività e competenze;
    3) di eventuali interventi effettuati nel corso di processi di trasmissione documentaria da altri soggetti con finalità di utilizzazione, ordinamento, conservazione".

2) Informazioni sulla storia archivistica dei fondi. Si propone la creazione di un ulteriore specifico elemento descrittivo, essendo inadeguato ricomprendere la storia archivistica e della tradizione documentaria dei fondi nell'attuale elemento 3.2.4 (storia dei passaggi di responsabilità giuridica, cfr. La traduzione italiana delle ISAD (G), cit., p. 405). O in alternativa di integrare in tal senso la definizione dell’elemento in questione.

3) Illustrazione del contenuto/Abstract. La regola espressa per l'elemento descrittivo 3.3.1 (cfr. La traduzione italiana delle ISAD(G),cit., pp. 406-407) non è esaustiva. Si ritiene che l'abstract, trattandosi di elemento qualificante della descrizione archivistica non debba comprendere solo una breve sintesi del contenuto dell'unità di descrizione, per quanto inclusiva di riferimenti cronologici e di informazioni sulla tipologia documentaria. Si propone invece che, ove possibile, siano fornite anche indicazioni circa le modalità attraverso le quali si è formata la documentazione. Utili esempi descrittivi in tal senso possono essere tratti dalle RAD (cfr. Planning Committee on Descriptive Standards, Rules for Archival Description, Bureau of Canadian Archivists, Ottawa 1990, §§ 1.7D, 1.7D1, 1.7D2, 1.7D3, 1.7D4). Nelle regole canadesi per illustrazione del contenuto (scope and content) si intende la descrizione dell’attività dell’ente produttore e della struttura e organizzazione dei documenti riferita ai singoli livelli (fondo, serie, fascicolo, unità documentaria). Così, ad esempio, per il livello del fondo (cfr. 1.7D1 cit.) l’abstract dovrebbe consistere in primo luogo nel fornire informazioni circa le funzioni e/o i tipi di attività che hanno prodotto i documenti, il periodo cronologico e l’area geografica cui si riferiscono. In secondo luogo nell’indicazione della struttura del fondo con enumerazione delle serie e delle principali tipologie documentarie. A livello di serie (cfr. 1.7D2 cit.) dovrebbe essere illustrato il procedimento amministrativo o l’iter burocratico spiegando come la serie stessa si è formata, con riferimento alla sua struttura interna (eventuali schemi di classificazione) e agli interventi di ordinamento. Solo nel caso di serie costituite da documenti omogenei potrebbe essere indicato il tipo di informazioni contenute. Per i livelli inferiori la descrizione del contenuto sarebbe, ovviamente, più analitica fino a giungere all’ illustrazione della pratica nel caso del fascicolo (cfr. 1.7D3 cit.) e all’analisi dell’oggetto e della forma del documento nel caso della singola unità (cfr. 1.7D4 cit.).

4) Informazioni sui criteri di ordinamento e sulle scelte operate dall'archivista. Si propone una correzione alla regola dell'elemento descrittivo 3.3.4 (criteri di ordinamento, cfr. La traduzione italiana delle ISAD (G), cit., p. 408). La formulazione attuale sembra finalizzata soltanto ad offrire al ricercatore elementi utili per la consultazione del fondo, mentre appare necessario anche dare conto in maniera critica del lavoro dell'archivista. Il testo modificato della regola potrebbe essere il seguente: "Dare informazioni sui criteri seguiti e sulle scelte operate dall'archivista nel lavoro di ordinamento e di inventariazione dell'unità di descrizione, precisando le principali caratteristiche della struttura interna e dell’ordinamento attuale del materiale, evidenziando in particolare eventuali discostamenti dall’ordinamento originario."

5) L'elemento descrittivo 3.5.4 (materiale documentario complementare, conservato in altri istituti archivistici, cfr. La traduzione italiana delle ISAD (G), cit., p. 412) appare incompleto. Si propone che esso non sia limitato al materiale documentario conservato in altri istituti archivistici, ma sia applicabile anche a documentazione che si trova all'interno della stessa istituzione archivistica.

Come delineato nella parte introduttiva di questo documento, sulle cinque proposte di modifica sopra esposte il gruppo di lavoro ANAI ritiene che già da ora possa essere avviato un confronto a livello internazionale. Permangono invece dubbi e perplessità per altri aspetti, in particolare relativi alle segnature archivistiche e alla datazione, per i quali si propone di ampliare preliminarmente la discussione in ambito italiano. Limitatamente a questi due punti si osserva comunque quanto segue: A) Segnatura archivistica od altri codici identificativi (elemento descrittivo 3.1.1., cfr. La traduzione italiana delle ISAD (G), cit., p. 400). Le regole ISAD, come si è già detto, non riservano uno spazio appropriato per la descrizione della segnatura archivistica, che può essere invece assai complessa nella realtà dei nostri istituti conservativi. In primo luogo si ritiene opportuno distinguere i dati relativi alla segnatura archivistica dal codice identificativo, qualora il codice identificativo venga assimilato ad un codice di tipo “anagrafico” (vd. Anagrafe degli archivi di stato italiani). In secondo luogo è necessario precisare l’espressione “segnatura archivistica”, in quanto si possono avere segnature moderne o antiche ed è frequente il caso in cui i pezzi siano contraddistinti da entrambe. B) Datazione. Le regole ISAD (G) prevedono l’indicazione degli estremi cronologici in due aree distinte. Nell’area dell’identificazione è inserita la data della documentazione compresa nell’unità di descrizione riguardante la documentazione effettivamente conservata (cfr. 3.1.3 in La traduzione italiana delle ISAD (G), cit., pp. 401-402). Invece nell’area delle informazioni sul contesto sono indicati gli estremi cronologici dell’unità di descrizione (cfr. 3.2.3., ibid., pp. 404-405) che, riferendosi al periodo di attività del soggetto produttore, attengono alla storia istituzionale/amministrativa o alla nota biografica. Considerazioni critiche sono state espresse dal gruppo di lavoro ANAI soprattutto per il primo tipo di data, cioè quella riferita alla documentazione. Da un lato infatti possono presentarsi elementi critici descrivibili in parte con segni grafici di uso ormai condiviso, come nel caso di data attribuita, incerta, errata, lacune cronologiche. Dall’altro lato deve essere considerato il caso della documentazione in copia, che necessita di particolari accorgimenti descrittivi. Al contrario, la regola di cui al punto 3.1.3 cit. non solo non tiene adeguatamente conto di questi aspetti, ma risulta anche fuorviante per i casi di date prevalenti e date della documentazione effettivamente presente (loc. cit., p. 404). I problemi relativi a segnatura e datazione sono tuttora aperti e richiedono ulteriori approfondimenti. E’ pur vero che essi riguardano soprattutto il livello dell’ unità archivistica, un livello cioè per il quale il gruppo di lavoro ANAI auspica, come accennato più sopra, un successivo specifico intervento da parte della Commissione ad hoc del CIA. Ma la questione della datazione appare comunque importante anche per i livelli più generali di descrizione, tenendo conto in particolare della rilevanza di tale elemento come condizione di ricerca soprattutto in ambienti di descrizione informatizzata.

(Il documento è stato redatto a cura di S. Vitali, M. Savoja e I. Germani)


English version
 

COMMENTARY ON ISAD (G) RULES
(may 1997)

The Italian Association of archivists (Associazione Nazionale Archivistica Italiana, ANAI) and its “Sezioni regionali” (regional committees) has organized various public meetings on the theme of archival description standards in which the standard proposed by ICA, ISAD (G), was also debated. ISAD (G) has been published in Italy by “Archivi & Computer” (English version and a “quick” Italian translation) and by the Rassegna degli Archivi di Stato, where in n° LV (1995), 2-3, pp. 392-413 was also published a more accurate and “official” translation by an ad hoc Committee created by the Ufficio Centrale per i Beni Archivistici of the Ministero per i Beni Culturali e Ambientali.


Some archivists from the ANAI have tried, after three more ad hoc meetings, to collect opinions and remarks in a document (open to further enhancements) that is being published in the bulletin “ANAI Notizie” and has been distributed to enhance the discussion between the archivists. The document that follows (open to further enhancements, too) is an “unofficial” adaptation/abstract written in English by members of the working group (without any professional aid with the English text, that we hope can be all the same understandable) to let these opinions be known also outside the Italian archival community.

  • Attended to the meetings of the Working Group: N. Binchi, F. Boris, I. Germani, C. Salterini e D. Tura (Archivio di Stato di Bologna), A. Attanasio (Archivio di Stato di Rieti), F. Cavazzana Romanelli (Archivio di Stato di Treviso), M. Savoja (Archivio di Stato di Milano), C. Salmini (Archivio di Stato di Venezia), S. Vitali (Archivio di Stato di Firenze), E. Fregni (Soprintendenza archivistica per l’Emilia Romagna), L. Guidi (Archivio storico del comune di Ferrara), A. Petrucci (cooperativa C.S.R. di Modena), R. Spocci (Archivio storico del comune di Parma) e S. Suprani (Istituto Gramsci di Bologna);

  • wrote the original document: S. Vitali, M. Savoja e I. Germani) ;

  • wrote the present English adaptation: M. Savoja, S. Vitali.


1) Importance of ISAD (G)

The WG agrees on, and wants to underline, the importance of ISAD (G), and ISAAR (CPF), as a very useful mean of discussion and comparison between different archival traditions, besides its usefulness as a mean to make possible the international communication and exchange of archival descriptions.
ISAD (G) has also had the effect to revive the debate on archival description and on important concepts as the analysis of the “hierarchical” structure of fonds, the principles underlying multi-level description and the ways to describe the relationship between fonds, series, &c and their creators.
The WG also believes that great importance will have the expected issue of further rules for each level of description (fonds, series, item) and for specific forms of material (e.g. cartographic materials, still and moving images, &c).


2) the relationship between fonds and creators

The model of description suggested in the bracketed introduction to the Context Area in ISAD (G) (3.2: “Some of the information in this area .... may ... be accomodated in linked authority files”), and by the issue of ISAAR (CPF) (that the WG intends to analyze in the next future from this point of view) has been very favorably viewed by the WG. Archival fonds quite often have an history by themselves, originated through many transfers of functions, and competencies, and records / archives between different bodies that succeeded one another in the centuries. Between the bodies that operated on the fonds often we have to count State Archives, in which archives of different creators have been concentrated for the service of State and often variously separated, re-aggregated and re-arranged to perform the activities and functions of these bodies.
So, quite often a creator’s fonds includes series from other creators, or the series created by a corporate body have been variously scattered in the archives of other bodies that followed it in its competencies and functions, in a network of relationships that would be impossible (and undesirable) to re-arrange in a linear situation in which per every fonds we have a single creator and vice-versa. The WG thinks that the model of separate, interrelated descriptions for creators and archives/fonds can help a lot - especially in automated environments - to account for these complex “many to many” relationships, and to hold to the principles well exposed in “Multilevel description rules” - especially 2.2 (information relevant to the level of description) and 2.4 (non-repetition of information).

3) Historical and philological attitude

The ANAI working group believes that a model of archival description based on “enhanced” authority files for provenance descriptions separated from and linked to content descriptions is very suitable for Italian archival context. However, it is not sufficient to ensure the production of well conceived archival descriptions, able to reflect the activities of research and interpretation taken by the archivist in arranging fonds as well as his philological and critical attitude in preparing inventories and other finding aids.
A requirement of this sort is very important in an archival practice like the Italian, that must confront with a very complex and ancient archival heritage. Besides, the Italian archival tradition can boasts a wide range of finding aids of a high historical and philological level: it's enough to mention the inventories of the State Archive of Lucca, edited by Salvatore Bongi, a member of the archival school of Francesco Bonaini in second half of XIX century and the recent General Guide to the Italian State Archives (Guida Generale degli Archivi di Stato italiani), a concise, but exhaustive, description of the huge archival wealth held by more than one hundred Italian State Archives.
The ANAI working group believes that some additions and modifications to the ISAD (G) rules are required to make them more consistent, appropriate and generally applicable also to archival contexts characterized by a high rate of complexity like the Italian. The following proposals are to be regarded as a contribution in order to achieve this aim.
Obviously they do not completely remove the differences existing between ISAD (G) and Italian archival tradition and practice. But the WG believes they can reduce these differences and can contribute to the formulation of an international standard able to promote the production of (traditional or computerized) archival descriptions of a high scientific level and general satisfaction for users.

4) proposals of enhancements to the data elements in ISAD (G)

a) Definition of "fonds".

The ANAI working group suggests a brief addition to the definition of the term "fonds" in the glossary of terms associated with the general rule. The new definition of fonds could be the following (the addition is in italics): "The whole of the documents, regardless of form or medium, organically created and/or accumulated and used by a particular person, family, or corporate body in the course of that creator’s activities and functions. Each fonds has its own identity and structure that is usually the result of : 1) the creator’s activity and functions; 2) the record keeping and filing systems of the creator and/or any other person, family, or corporate body succeeded to the creator in his activities and functions and in the management of the records that form part of the fonds; 3) any action carried out by anybody for the purpose of using, arranging or preserving (keeping) the material that form part of the fonds in the course of the transmission process of the fonds itself.

b) Information on archival history of the unit of description.

The ANAI working group suggests the addition of a new element of description to the general rules. The existing element 3.2.4 (Custodial history) appears to have the only purpose to provide information on changes of ownership and custody of the unit of description. The new element should provide information on losses of series and documents, arrangements and rearrangements, inventories and indexes drafted in the past, and on any action, carried out by anybody for the purpose of using, arranging or preserving (keeping) the material, that is useful to understand and explain the origin and the causes of the present structure of the unit of description and that affects the interpretation of the material. If preferable, the ANAI working group suggests an addition of this sort to the rule attaining the element of description 3.2.4.

c) Scope and content / abstract

The rule for data element 3.3.1 (Scope and content / Abstract) appears not to be exhaustive. The WG believes that this very important element of archival description should not include just a short summary of subject content of the unit described, albeit including form specification and date span. The WG proposes that, whenever possible, information about the reasons why and the way in which material included in the unit has been formed/created/accumulated should be included in the description. The WG believes that useful examples in this direction are derivable from the Canadian Rules for Archival Description on this data element (RAD: see §§ 1.7D, 1.7D1, 1.7D2, 1.7D3, 1.7D4), notwithstanding the different organization of the rules. In RAD for every level of description it is prescribed to account for the functions and activities that gave origin to the unit described and to its structure.
(For example: fonds level: “.... Give information about the functions and/or kinds of activities generating the records....”; series level: “... give information on the specific activity or activities generating the records (...) explain any administrative or documentary processes or procedures which explain how the series came into being”).

d) Information on the arrangement of the unit of description.

The purpose of the element of description 3.3.4 (System of arrangement) appears to be mainly to provide information to the users to allow the retrieval of the material within the unit of description. The ANAI working group believes that some additions are convenient for supplying, with a critical and philological attitude, any information on the actions taken and on the choices made by the archivist in arranging and describing the unit of description, referred to the history of transmission of the unit described. All this could be useful for a better interpretation of the material on part of the users and for historical record. The suggested addition could be: "Supply information on the actions taken and on the choices made by the archivist in arranging and describing the unit of description. Specify the principal characteristics of the internal structure and of the present organization of the material, pointing out in particular any difference between the present arrangement and the original one, including if necessary any other arrangement in between".

e) Associated material.

The ANAI working group believes that some modifications of the element of description 3.5.4 (Associated material) could be convenient. The rule states that the archivist must provide information about the existence in other repositories of material associated by provenance to the unit of description. The rule makes no mention of the material, associated by provenance to the unit of description, that can exist in the same repository. Actually, this sort of material can exist as an effect of the many to many relationship between fonds and creators, that is applicable also to fonds held by the same repository. For example it can happen that a repository holds the fonds created by a corporate body and the fonds of the corporate body that succeeded in activities and functions to the previous one, inheriting just one or few series. In this case one fonds and some series within another fonds in the same repository are associated by provenance. The ANAI working group suggests a modification of the rule according to situations like this, very frequent in ancient archival institutions like the Italian ones.

5) points open to further analysis

The WG believes that further debate is needed, firstly in the Italian archival community, on two further points, on which the WG will consider in the next future whether to elaborate further proposals of integration to ISAD (G):

a) reference codes and “segnatura archivistica”

In Italian traditional archival description a great importance has the “segnatura archivistica” of the material described, that is the identity code given to the units (at the file / item level) by archivists or, originally, by “record managers” of the creating body, in the various stages of the transmission history of the unit described. This element is often quite useful to understand the present and past internal structure of the fonds / series. It doesn’t seem that the data element “reference code” in ISAD (G) might accommodate this kind of information, as it appears to have the only purpose to give a new identity code to the description and the material related.

b) dates

The WG has much debated the usefulness of the provision in ISAD (G) of two areas (3.1.3 and 3.2.3) for the dates. Some members have remarked how dates can be very complex (presence of copies of documents; news or transcripts of documents within other documents; &c), and how the simple recording of span dates (with the optional recording of predominant dates and/or of gaps) might not be adequate. The date element appears, on the other end, of great importance for its role in research and retrieval.