Normalizzazione della descrizione archivistica e
informatizzazione degli archivi:
l’esperienza del Gruppo di lavoro degli archivisti trentini, coordinato
dal Servizio Beni librari e archivistici della Provincia autonoma di
Trento
Il gruppo di lavoro degli archivisti trentini per la
normalizzazione della descrizione archivistica, coordinato dal Servizio
Beni librari e archivistici della P.A.T. è stato costituito in data 9
settembre 1997, ed è formato dai rappresentanti del Servizio stesso, della
Sovrintendenza archivistica del Trentino Alto-Adige, dell'Archivio di
Stato, degli Istituti trentini che conservano archivi e garantiscono
servizio al pubblico (Archivio provinciale di Trento, Archivio diocesano
tridentino, Servizio Biblioteca comunale e Archivio storico del Comune di
Trento, Biblioteca comunale - Archivio del Comune di Rovereto, Biblioteca
comunale - Archivio del Comune di Riva del Garda, Archivio del Comune di
Arco, Museo storico in Trento - Onlus, Museo d'Arte Moderna e
Contemporanea di Trento e Rovereto) e delle cooperative che operano sugli
archivi in regione (Arcadia, Arcoop, Koiné).
Nel secondo incontro del detto gruppo (14 ottobre
1997) fu formalmente costituito un sottogruppo, composto da Cagol Franco
(Archivio storico del Comune di Trento), Cristofolini Livio (Servizio Beni
librari e archivistici della P.A.T. - Archivio provinciale di Trento),
Devigili Silvio (Servizio Beni librari e archivistici della P.A.T.),
Franzoi Stefania (Servizio Beni librari e archivistici della P.A.T.), a
cui è subentrata in luglio 1998 Faes Margherita, Gentilini Maurizio
(Archivio diocesano Tridentino), a cui è subentrato in maggio 1999 don
Livio Sparapani, Parisi Paola (Archivio di Stato di Trento), Tomasoni
Renata (Cooperativa Arcadia e delegata per Museo storico in Trento-Onlus).
Al suddetto sottogruppo è quindi stato delegato il compito di studiare in
specifico le problematiche descrittive ed informatiche, alla luce degli
standard internazionali ISAAR(CPF) e ISAD(G).
Il primo lavoro di studio generale degli standard
internazionali è confluito in una relazione finale (febbraio 1998), le cui
riflessioni fondamentali sono state comunicate alla comunità archivistica
nazionale dalla portavoce Paola Parisi in occasione dell’incontro
seminariale sulle proposte di revisione elaborate dal gruppo di lavoro
ANAI "Gli standard internazionali per la descrizione archivistica: le
regole ISAD(G)", tenutosi a Bologna l’11 febbraio 1998
Si è quindi lavorato nel sottogruppo al cosiddetto
"Progetto ISAAR(CPF)", che ha portato alla realizzazione di un manuale -
guida per la descrizione dei soggetti produttori di archivi: questo
strumento rappresenta il risultato di un intenso lavoro di discussione,
confronto, interpretazione, contestualizzazione ed esemplificazione delle
norme di descrizione ISAAR (CPF). La sua prima versione (26 marzo 1999),
sottoposta all’esame dei membri del gruppo allargato e di altri esponenti
della comunità archivistica nazionale esperti in materia, ha originato
numerose osservazioni e ha stimolato ulteriori discussioni all’interno del
sottogruppo: i nuovi contributi e le conseguenti revisioni sono infine
confluiti nella versione del 26 ottobre 1999, da ritenersi pressoché
definitiva, benché non ancora ufficiale (il documento è consultabile sul
sito dell’ ANAI).
Al contempo un'occasione straordinaria di
sperimentazione della validità delle stesse norme e, in particolare,
dell'efficacia del detto manuale è stata rappresentata dalle due borse di
studio promosse dal Servizio provinciale (avviate nel marzo 1999 e tuttora
in corso), volte alla realizzazione di profili istituzionali di enti
produttori di archivi già inventariati. Le schede ISAAR relative ad alcuni
comuni e soggetti produttori di archivi tipicamente aggregati agli archivi
comunali, realizzate dai borsisti Corrado Sala e Anna Guastalla, hanno
infatti consentito non solo di valutare l’attuazione pratica delle teorie
espresse (operazione che in più di un caso ha obbligato a dei
ripensamenti), ma anche di verificare i vantaggi della strutturazione
delle informazioni.
In parallelo al discorso normalizzazione si è inoltre
affrontato nel sottogruppo il problema della resa informatica delle
descrizioni dei soggetti produttori: in particolare, lavorando in
collaborazione con Flavio Santini dell'Informatica Trentina, con Roberto
Grassi della Regione Lombardia e con la ditta Expert Italia, il Servizio
provinciale ha progettato e promosso l’adeguamento di SESAMO allo standard
ISAAR (CPF). Detto programma, prodotto dalla ditta Expert Italia e
distribuito dalla Regione Lombardia, è ormai molto diffuso a livello
nazionale, ed è stato adottato già da alcuni anni per la produzione di
inventari d’archivio dal Servizio Beni librari e archivistici della
Provincia, da una trentina di suoi collaboratori, dagli istituti
rappresentati dai membri del sottogruppo e da alcuni di quelli
rappresentati dai membri del gruppo allargato.
In attesa del nuovo, ormai prossimo, SESAMO ‘99, nel
mese di ottobre il sottogruppo ha avviato il cosiddetto "Progetto ISAD(G)",
ossia lo studio approfondito delle ISAD (G), che si configura come logica
continuazione del percorso avviato a fine 1997.
L’intenzione dei membri è riuscire a definire entro i
primi mesi del 2000 sulla base di questo standard descrittivo un manuale
guida per la descrizione dei fondi archivistici, armonizzando e adeguando
le regole attualmente utilizzate dagli operatori per la descrizione degli
inventari archivistici allo standard internazionale.
In questa prospettiva, l’obiettivo primario è la
produzione di uno strumento che possa venire incontro alle esigenze degli
archivisti almeno per la descrizione dei cosiddetti "livelli alti" (fondo,
subfondo, serie ecc.). In merito alla descrizione dell’unità archivistica,
il sottogruppo, pienamente consapevole delle problematiche derivanti dalle
esigenze descrittive peculiari delle varie tipologie di archivi (già
rappresentate all’interno del gruppo allargato), s’impegna a condurre
adeguate riflessioni e opportuni confronti per cercare di identificare gli
elementi descrittivi indispensabili e comuni a tutti i tipi di unità
archivistiche (siano esse fascicoli, buste, registri, ma anche fotografie,
disegni, carte geografiche, lettere, pubblicazioni ecc.).
Per quanto riguarda infine il risvolto informatico di
quest’ultimo progetto (da considerarsi in ogni caso posteriormente alla
definizione delle regole), una prima analisi pare dimostrare che le
possibilità di descrizione che offre SESAMO per i livelli "fondo
archivistico", "struttura", "unità", e "sottounità" sono assai
soddisfacenti e rispettose dello standard ISAD (G).
Margherita Faes
Servizio Beni librari e archivistici della Provincia Autonoma di Trento.