GIAI - Gruppo Italiano Archivi di Impresa

 


 

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-Giornata di studio,  "Archivi di libri",  La memoria del lavoro editoriale,
Milano,01.12.05

-Verbale Riunione GIAI del 11 marzo 2005

-Giai, Milano, 11 marzo 2005

-Giai, Milano, 19 marzo 2004

-Giai, Milano, 18 marzo 2004

 

Per un coordinamento nazionale di archivi e di archivisti d’impresa

Premessa

Dopo aver costituito e ben avviato sia la segreteria organizzativa (Cerioni e Damiani) che il coordinamento scientifico (Lombardo e Del Giudice); chiarito il fatto che, al di là di distinzioni forse solo terminologiche, il Gruppo possa accogliere al proprio interno l’apporto sia di rappresentanti degli archivi d’impresa (nella più vasta accezione possibile) oggi esistenti, che delle varie forme in cui si presenta – per lo specifico degli archivi d’impresa – il libero professionismo in campo archivistico nel nostro paese (associato e individuale), e che quindi il suo grado di apertura sia potenzialmente molto esteso; ribadito il fatto che non ci sono limiti di tipo territoriale e che anzi la diversità delle situazioni e il loro confronto porti ad un arricchimento comune, pensiamo sia giunto il momento di fare nuovamente il conto delle risorse e delle energie effettivamente disponibili da raccogliere e coordinare intorno ad alcuni obiettivi da raggiungere.

In vista di successivi appuntamenti crediamo opportuno riproporre all’attenzione del Gruppo alcune esigenze e problematiche tra le più importanti o comunque quelle maggiormente sentite come tali. In proposito, pensiamo di ri-presentare e ri-formulare alcune linee di intervento già contenute nel precedente messaggio di Fabio Del Giudice del 21 marzo u.s.. In tal senso gli argomenti indicati vanno considerati come semplici proposte, in quanto vorremmo accogliere la richiesta di un metodo di lavoro che implichi un’elaborazione collettiva dei temi da affrontare, così da arrivare ad un impegno maggiormente condiviso e diffuso tra i vari componenti del Gruppo.

Intorno agli obiettivi da perseguire, vorremmo poi poter coinvolgere il maggior numero di soggetti possibile, in rappresentanza delle numerose forme di organizzazione e di espressione degli archivi economici in Italia, ciascuno con la possibilità di personalizzare il proprio contributo sulle caratteristiche peculiari della propria esperienza. In sostanza il Gruppo, proprio in quanto strutturato all’interno dell’ANAI, potrebbe anche, col tempo, influire maggiormente sulla scena archivistica italiana, anche al di là delle collocazioni istituzionali dei singoli partecipanti.

Alcune problematiche ed obiettivi da affrontare

In vista dell’odierno incontro del GIAI a margine del convegno sui regolamenti d’archivio degli Enti economici, il coordinamento scientifico desidera sottoporre all’attenzione dei componenti del Gruppo quella che, seppure a fatica nei precedenti incontri, era stata individuata come una comune esigenza e cioè quella di lavorare per obiettivi; obiettivi si era detto praticabili, correlati alle concrete energie disponibili. Al di là e in aggiunta dell’appuntamento annuale, la cui validità permane, auspichiamo che il Gruppo tenda a qualificarsi come un Forum di confronto, di discussione e di elaborazione di tematiche ed esigenze archivistiche diffuse e sentite. I temi che desideriamo proporre sono i seguenti:

1) il censimento e la salvaguardia delle fonti. Tra gli obiettivi di un coordinamento come il nostro crediamo ci sia senz’altro quello di riavviare un movimento volto a identificare, censire e salvaguardare un quantitativo crescente di archivi, e di consentire che in prospettiva un numero crescente di fonti siano inserite nel circuito della pubblica fruizione e della ricerca storica. Questo significa contribuire da parte di tutti alla ricerca delle modalità per ri-avviare una nuova stagione di reperimento, censimento e salvaguardia delle fonti. Esiste senz’altro un quantitativo enorme di documentazione prodotta dalle imprese, soprattutto dal settore largamente maggioritario delle piccole e medie imprese che rappresentano il sostrato dell’economia produttiva del nostro paese, che manca quasi completamente all’appello. Uno dei compiti primari potrebbe consistere nel lavorare affinché un numero sempre maggiore di documenti e di archivi sia censito, identificato, conservato, mettendo in moto poi quel processo virtuoso che, dopo un utilizzo efficiente e corretto della documentazione nella sua fase attiva, porta normalmente ad una sua razionale selezione e, infine, a forme più o meno evolute di accesso e di valorizzazione. Se gli uffici statali preposti alla vigilanza non riescono a svolgere questa funzione di tutela delle fonti, forse con il coinvolgimento e il coordinamento di più soggetti operanti sul territorio (soprintendenze, cooperative di archivisti, società di servizi archivistici, centri di ricerca, archivi economici territoriali, fondazioni, musei d’impresa e singoli operatori), potranno scaturire risultati migliori. In altre parole anche se il Gruppo, in quanto espressione dell’ANAI, pur non possedendo del resto alcuna autorità dal punto di vista legale nel richiedere ad archivi privati di conservare e raccogliere documenti, può tuttavia agire come stimolo ed esortazione nei confronti delle imprese per facilitare l’identificazione, la conservazione e la messa a disposizione degli utenti del maggior numero di documentazione possibile. Pensiamo ad una sorta di associazione, gruppo di pressione, associazione amici di… per perseguire alcuni obiettivi concreti.

La convinzione dell’importanza del tema del censimento e della salvaguardia è data dal fatto che anche il patrimonio delle imprese deve essere a pieno titolo considerato come facente parte integrante del patrimonio archivistico del paese, e più in generale della eredità culturale del nostro paese.

2) Nelle imprese una delle esigenze maggiormente sentite, soprattutto oggi da quando i tradizionali documenti cartacei sono affiancati da porzioni sempre più rilevanti di documenti in formato elettronico, è quella di una corretta ed efficiente circolazione ed utilizzo dell’informazione, archivistica e non, obiettivo questo da raggiungere soprattutto attraverso la predisposizione di idonei strumenti operativi e di efficaci procedure di gestione documentale. Partendo dal presupposto che l’informazione è sempre una risorsa strategica, occorre aiutare gli imprenditori a far circolare meglio l’informazione, sia quella archivistica di tipo tradizionale, sia quella rappresentata dal centro di documentazione – ove esistente – e dall’informazione in rete. Ne consegue la necessità di poter disporre di tutta una gamma di strumenti per il funzionamento dell’intero sistema di gestione documentale, soprattutto per la documentazione attiva e semiattiva (strumenti e sistemi per la registrazione dei documenti, per la loro classificazione, organizzazione e gestione, per il loro mantenimento, riproduzione e selezione nel tempo a fini sia operativo-gestionali che storici, per regolarne il flusso e per garantire legalità e trasparenza). Per quanto concerne, in particolare, poi la produzione di strumenti per la selezione, l’esperienza degli archivisti francesi del settore bancario rappresenta un modello di concretezza e operatività.

Nell’esperienza degli archivisti nordamericani, riferita da Elisabeth Adkins della Ford, risulta improponibile convincere il Congresso sull’utilità di investire risorse nella conservazione degli archivi d’impresa in relazione al loro valore storico e al loro interesse culturale. Ben diverso si presenta il problema se si considera l’importanza della documentazione d’impresa quando i documenti vengono utilizzati per l’attività quotidiana, come indispensabile strumento informativo per la conduzione degli affari correnti: l’informazione, e la sua rapida ed efficiente circolazione, intese come risorsa strategica, come carburante per il funzionamento del motore dell’impresa.

3) Per operare in tal senso, è necessario disporre di una formazione archivistica di base sulla quale poi innestare l’acquisizione di capacità, sia scientifiche che scaturite dalla prassi, capacità necessarie per produrre gli strumenti operativi di cui sopra, verificandone periodicamente la funzionalità, congiuntamente con l’applicazione di idonee procedure: strumenti, regole e procedure che andranno a costituire un sistema di gestione documentale integrato. Questa formazione, questa alfabetizzazione archivistica di base è rivolta sia a chi già opera all’interno delle imprese, sia ad operatori esterni specializzati o a società di outsourcing che offrono i loro servizi alle imprese.

4) Su questi temi, a nostro parere di importanza generale, si potrebbe pensare di costituire, all’interno del coordinamento, altrettanti gruppi tematici; vorremmo poter aggiungere anche quello, peraltro già enunciato tra gli scopi iniziali del Gruppo, dell’identificazione del ruolo degli archivi d’impresa e degli archivisti che lavorano come tali nelle imprese oggi esistenti, lasciando per il momento da parte le problematiche degli ALP che prestano occasionalmente la loro collaborazione a questo o a quell’archivio d’impresa.

Salerno, 11 ottobre 2002 Il coordinamento scientifico GIAI

Fabio Del Giudice                 Alessandro Lombardo


 

 

Invio questa lettera per rispondere a quanti ci hanno richiesto informazioni sul gruppo di lavoro sugli archivi d’impresa nato nell’ambito ANAI un anno fa. È proprio per fare chiarezza tra tutti noi che, come direttivo, convochiamo un incontro aperto a tutti i soci interessati.

L’incontro si terrà a Udine il 30 gennaio, alla fine dei lavori della I giornata del Convegno organizzato dalla Sezione Friuli su Le carte operose.

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Cari soci e amici,

Due anni fa si è costituito un gruppo di lavoro nazionale ANAI sugli archivi di impresa, con l’impegno di istituire una lista di discussione connessa con il sito ANAI. Nel frattempo il gruppo ha svolto alcune riunioni, l’ultima delle quali in occasione del seminario del 27 novembre 2001 di Milano sui manuali di archivistica d’impresa, organizzato da Banca Impresa e da appartenenti al medesimo gruppo, mentre la lista non è stata ancora attivata.

A seguito di numerose richieste di soci che desideravano informazioni sulle attività del gruppo e del fatto che l’iniziativa di Milano non è stata organizzata a nome dell’ANAI, come risulta dal programma diffuso, il consiglio direttivo nazionale nella riunione del 9 novembre scorso ha riesaminato la questione. Anzitutto esso ha constatato che da vari elementi sembrerebbe che il Gruppo Italiano Archivi di Impresa (GIAI), tenda a collocarsi, a differenza di tutti gli altri gruppi di lavoro dell’ANAI, non tanto all’interno dell’associazione, quanto su un piano autonomo parallelo di rilievo nazionale esterno. Infatti il seminario di Milano del 27 novembre 2001 non è stato organizzato a nome dell’ANAI e le sue relazioni sono state destinate ad essere pubblicate su una rivista diversa da quella dell’ANAI. Come annuncia il comunicato dell’incontro, inoltre il gruppo si propone di svolgere formazione, che è attività propria degli organi statutari dell’ANAI a livello nazionale e regionale, e per le ulteriori partecipazioni al gruppo non si prevede la segnalazione alla segreteria nazionale dell’ANAI per l’opportuna diffusione ai soci tramite il sito ANAI e invece si parla di "iscrizione" per i partecipanti e di candidature e elezioni per la designazione di un gruppo ristretto di coordinamento.

Un altro aspetto rilevante secondo il direttivo è che, dato che una parte significativa delle tipologie di archivi considerate e di cui sono rappresentanti diversi aderenti al gruppo non si può definire "di impresa", sarebbe più opportuno che il gruppo estendesse esplicitamente la sua denominazione a tutti gli archivi "economici".

Il direttivo ha perciò deliberato di riaprire sul piano nazionale le adesioni al Gruppo di lavoro sugli archivi economici, naturalmente aperte anche ai non soci interessati a dare il loro contributo, che dovranno essere segnalate alla segreteria dell’ANAI, ribadendo che esso deve come tale considerarsi gruppo nazionale di lavoro interno dell’ANAI a tutti gli effetti e pertanto dovrà organizzarsi in permanente concerto con gli organi nazionali, assicurando ai soci la più tempestiva e ampia comunicazione dei risultati dei suoi lavori sul sito Internet dell’ANAI.

Invito quindi tutti coloro che sono interessati alle tematiche degli archivi degli enti economici pubblici e privati in generale a segnalare alla segreteria nazionale la loro adesione al gruppo di lavoro così impostato e a dare il loro contributo ad un’attività di elaborazione e proposta per il settore sul piano nazionale in cui l’ANAI intende impegnarsi in prima persona con il sostegno di tutti i suoi soci. Il prossimo incontro del gruppo si terrà ad Udine il 30 gennaio prossimo, in occasione del convegno organizzato dalla sezione ANAI Friuli-Venezia Giulia "Le carte operose" sugli archivi di impresa. Spero che interverrete numerosi al convegno e al nostro incontro, nel quale la sua attività, dopo i necessari chiarimenti, si potrà riorganizzare nel modo più ampio e condiviso.

Roma, 8 gennaio 2002

Il presidente
(Isabella Orefice)

 


Lunedì 27 dicembre 2000 a Milano – nella sede dell’Archivio Storico della Banca Commerciale - si è svolto il primo incontro del gruppo di lavoro sugli archivi d’impresa. Alla riunione hanno partecipato una trentina di persone a vario titolo interessate all’argomento. Dopo una discussione molto ampia, è emerso un consenso quasi unanime
all’inquadramento del gruppo all’interno dell’ANAI..

Le attività sulle quali il gruppo intende lavorare sono: 

  • Creazione di un indirizzario degli archivisti operanti in ambito
    d’impresa

  • Istituzione di una lista di discussione filtrata, all’interno del sito
    ANAI

  • Organizzazione di un incontro (almeno) annuale con tematiche ben
    definite

Il programma delle attività del Gruppo resta aperto i prossimi tre mesi per la raccolta di ulteriori proposte concrete, soprattutto da parte di chi non era presente alla riunione. Si invitano, perciò, tutti gli archivisti – che lavorano sulle fonti d’impresa - ad esprimere reali esigenze, inviando le proposte all’indirizzo e mail: mariateresa.sillano@uni-bocconi.it.

Per la creazione dell’indirizzario si prega di allegare le seguenti informazioni:

  1. Indicazione sintetica dei lavori professionali svolti su archivi d’impresa.

  2. Segnalazione dei titoli di inventari, guide e saggi di archivistica pubblicati, limitandosi all’ambito d’impresa.

Il gruppo di lavoro per il primo periodo farà riferimento ai promotori dell’incontro: Pierpaolo Avolio (Ufficio Italiano Cambi e membro del Direttivo Nazionale ANAI), Francesca Pino (direttrice dell’Archivio Storico della Banca Commerciale Italiana), Antonio Ratti (responsabile dell’Archivio Storico INA) e Maria Teresa Sillano (presidente dell’ANAI Lombardia).

Si sono resi disponibili inoltre: Alessandro Lombardo (direttore della Fondazione Ansaldo) e Giuseppe Paletta (direttore del Centro sulla Storia dell’Impresa e dell’Innovazione).