Per un
coordinamento nazionale di archivi e di archivisti d’impresa
Premessa
Dopo aver
costituito e ben avviato sia la segreteria organizzativa (Cerioni
e Damiani) che il coordinamento scientifico (Lombardo e Del
Giudice); chiarito il fatto che, al di là di distinzioni forse
solo terminologiche, il Gruppo possa accogliere al proprio interno
l’apporto sia di rappresentanti degli archivi d’impresa (nella più
vasta accezione possibile) oggi esistenti, che delle varie forme
in cui si presenta – per lo specifico degli archivi d’impresa – il
libero professionismo in campo archivistico nel nostro paese
(associato e individuale), e che quindi il suo grado di apertura
sia potenzialmente molto esteso; ribadito il fatto che non ci sono
limiti di tipo territoriale e che anzi la diversità delle
situazioni e il loro confronto porti ad un arricchimento comune,
pensiamo sia giunto il momento di fare nuovamente il conto delle
risorse e delle energie effettivamente disponibili da raccogliere
e coordinare intorno ad alcuni obiettivi da raggiungere.
In vista di
successivi appuntamenti crediamo opportuno riproporre
all’attenzione del Gruppo alcune esigenze e problematiche tra le
più importanti o comunque quelle maggiormente sentite come tali.
In proposito, pensiamo di ri-presentare e ri-formulare alcune
linee di intervento già contenute nel precedente messaggio di
Fabio Del Giudice del 21 marzo u.s.. In tal senso gli argomenti
indicati vanno considerati come semplici proposte, in quanto
vorremmo accogliere la richiesta di un metodo di lavoro che
implichi un’elaborazione collettiva dei temi da affrontare, così
da arrivare ad un impegno maggiormente condiviso e diffuso tra i
vari componenti del Gruppo.
Intorno agli
obiettivi da perseguire, vorremmo poi poter coinvolgere il maggior
numero di soggetti possibile, in rappresentanza delle numerose
forme di organizzazione e di espressione degli archivi economici
in Italia, ciascuno con la possibilità di personalizzare il
proprio contributo sulle caratteristiche peculiari della propria
esperienza. In sostanza il Gruppo, proprio in quanto strutturato
all’interno dell’ANAI, potrebbe anche, col tempo, influire
maggiormente sulla scena archivistica italiana, anche al di là
delle collocazioni istituzionali dei singoli partecipanti.
Alcune
problematiche ed obiettivi da affrontare
In vista
dell’odierno incontro del GIAI a margine del convegno sui
regolamenti d’archivio degli Enti economici, il coordinamento
scientifico desidera sottoporre all’attenzione dei componenti del
Gruppo quella che, seppure a fatica nei precedenti incontri, era
stata individuata come una comune esigenza e cioè quella di
lavorare per obiettivi; obiettivi si era detto praticabili,
correlati alle concrete energie disponibili. Al di là e in
aggiunta dell’appuntamento annuale, la cui validità permane,
auspichiamo che il Gruppo tenda a qualificarsi come un Forum
di confronto, di discussione e di elaborazione di tematiche ed
esigenze archivistiche diffuse e sentite. I temi che desideriamo
proporre sono i seguenti:
1) il
censimento e la salvaguardia delle fonti. Tra gli obiettivi di
un coordinamento come il nostro crediamo ci sia senz’altro quello
di riavviare un movimento volto a identificare, censire e
salvaguardare un quantitativo crescente di archivi, e di
consentire che in prospettiva un numero crescente di fonti siano
inserite nel circuito della pubblica fruizione e della ricerca
storica. Questo significa contribuire da parte di tutti alla
ricerca delle modalità per ri-avviare una nuova stagione di
reperimento, censimento e salvaguardia delle fonti. Esiste
senz’altro un quantitativo enorme di documentazione prodotta dalle
imprese, soprattutto dal settore largamente maggioritario delle
piccole e medie imprese che rappresentano il sostrato
dell’economia produttiva del nostro paese, che manca quasi
completamente all’appello. Uno dei compiti primari potrebbe
consistere nel lavorare affinché un numero sempre maggiore di
documenti e di archivi sia censito, identificato, conservato,
mettendo in moto poi quel processo virtuoso che, dopo un utilizzo
efficiente e corretto della documentazione nella sua fase attiva,
porta normalmente ad una sua razionale selezione e, infine, a
forme più o meno evolute di accesso e di valorizzazione. Se gli
uffici statali preposti alla vigilanza non riescono a svolgere
questa funzione di tutela delle fonti, forse con il coinvolgimento
e il coordinamento di più soggetti operanti sul territorio
(soprintendenze, cooperative di archivisti, società di servizi
archivistici, centri di ricerca, archivi economici territoriali,
fondazioni, musei d’impresa e singoli operatori), potranno
scaturire risultati migliori. In altre parole anche se il Gruppo,
in quanto espressione dell’ANAI, pur non possedendo del resto
alcuna autorità dal punto di vista legale nel richiedere ad
archivi privati di conservare e raccogliere documenti, può
tuttavia agire come stimolo ed esortazione nei confronti delle
imprese per facilitare l’identificazione, la conservazione e la
messa a disposizione degli utenti del maggior numero di
documentazione possibile. Pensiamo ad una sorta di associazione,
gruppo di pressione, associazione amici di… per perseguire alcuni
obiettivi concreti.
La
convinzione dell’importanza del tema del censimento e della
salvaguardia è data dal fatto che anche il patrimonio delle
imprese deve essere a pieno titolo considerato come facente parte
integrante del patrimonio archivistico del paese, e più in
generale della eredità culturale del nostro paese.
2) Nelle
imprese una delle esigenze maggiormente sentite, soprattutto oggi
da quando i tradizionali documenti cartacei sono affiancati da
porzioni sempre più rilevanti di documenti in formato elettronico,
è quella di una corretta ed efficiente circolazione ed utilizzo
dell’informazione, archivistica e non, obiettivo questo da
raggiungere soprattutto attraverso la predisposizione di idonei
strumenti operativi e di efficaci procedure di gestione
documentale. Partendo dal presupposto che l’informazione è sempre
una risorsa strategica, occorre aiutare gli imprenditori a far
circolare meglio l’informazione, sia quella archivistica di tipo
tradizionale, sia quella rappresentata dal centro di
documentazione – ove esistente – e dall’informazione in rete. Ne
consegue la necessità di poter disporre di tutta una gamma di
strumenti per il funzionamento dell’intero sistema di gestione
documentale, soprattutto per la documentazione attiva e
semiattiva (strumenti e sistemi per la registrazione dei
documenti, per la loro classificazione, organizzazione e gestione,
per il loro mantenimento, riproduzione e selezione nel tempo a
fini sia operativo-gestionali che storici, per regolarne il flusso
e per garantire legalità e trasparenza). Per quanto concerne, in
particolare, poi la produzione di strumenti per la selezione,
l’esperienza degli archivisti francesi del settore bancario
rappresenta un modello di concretezza e operatività.
Nell’esperienza degli archivisti nordamericani, riferita da
Elisabeth Adkins della Ford, risulta improponibile convincere il
Congresso sull’utilità di investire risorse nella conservazione
degli archivi d’impresa in relazione al loro valore storico e al
loro interesse culturale. Ben diverso si presenta il problema se
si considera l’importanza della documentazione d’impresa quando i
documenti vengono utilizzati per l’attività quotidiana, come
indispensabile strumento informativo per la conduzione degli
affari correnti: l’informazione, e la sua rapida ed efficiente
circolazione, intese come risorsa strategica, come carburante per
il funzionamento del motore dell’impresa.
3) Per
operare in tal senso, è necessario disporre di una formazione
archivistica di base sulla quale poi innestare l’acquisizione
di capacità, sia scientifiche che scaturite dalla prassi, capacità
necessarie per produrre gli strumenti operativi di cui sopra,
verificandone periodicamente la funzionalità, congiuntamente con
l’applicazione di idonee procedure: strumenti, regole e procedure
che andranno a costituire un sistema di gestione documentale
integrato. Questa formazione, questa alfabetizzazione archivistica
di base è rivolta sia a chi già opera all’interno delle imprese,
sia ad operatori esterni specializzati o a società di outsourcing
che offrono i loro servizi alle imprese.
4) Su questi
temi, a nostro parere di importanza generale, si potrebbe pensare
di costituire, all’interno del coordinamento, altrettanti gruppi
tematici; vorremmo poter aggiungere anche quello, peraltro già
enunciato tra gli scopi iniziali del Gruppo,
dell’identificazione del ruolo degli archivi d’impresa e degli
archivisti che lavorano come tali nelle imprese oggi esistenti,
lasciando per il momento da parte le problematiche degli ALP che
prestano occasionalmente la loro collaborazione a questo o a
quell’archivio d’impresa.
Salerno, 11 ottobre 2002 Il
coordinamento scientifico GIAI
Fabio Del Giudice
Alessandro Lombardo
Invio questa lettera per rispondere a quanti
ci hanno richiesto informazioni sul gruppo di lavoro sugli archivi
d’impresa nato nell’ambito ANAI un anno fa. È proprio per fare
chiarezza tra tutti noi che, come direttivo, convochiamo un
incontro aperto a tutti i soci interessati.
L’incontro si terrà a Udine il 30 gennaio,
alla fine dei lavori della I giornata del Convegno organizzato
dalla Sezione Friuli su
Le carte operose.
* * *
top
Cari soci e amici,
Due anni fa si è costituito un gruppo di
lavoro nazionale ANAI sugli archivi di impresa, con l’impegno di
istituire una lista di discussione connessa con il sito ANAI. Nel
frattempo il gruppo ha svolto alcune riunioni, l’ultima delle
quali in occasione del seminario del 27 novembre 2001 di Milano
sui manuali di archivistica d’impresa, organizzato da Banca
Impresa e da appartenenti al medesimo gruppo, mentre la lista non
è stata ancora attivata.
A seguito di numerose richieste di soci che
desideravano informazioni sulle attività del gruppo e del fatto
che l’iniziativa di Milano non è stata organizzata a nome
dell’ANAI, come risulta dal programma diffuso, il consiglio
direttivo nazionale nella riunione del 9 novembre scorso ha
riesaminato la questione. Anzitutto esso ha constatato che da vari
elementi sembrerebbe che il Gruppo Italiano Archivi di Impresa (GIAI),
tenda a collocarsi, a differenza di tutti gli altri gruppi di
lavoro dell’ANAI, non tanto all’interno dell’associazione, quanto
su un piano autonomo parallelo di rilievo nazionale esterno.
Infatti il seminario di Milano del 27 novembre 2001 non è stato
organizzato a nome dell’ANAI e le sue relazioni sono state
destinate ad essere pubblicate su una rivista diversa da quella
dell’ANAI. Come annuncia il comunicato dell’incontro, inoltre il
gruppo si propone di svolgere formazione, che è attività propria
degli organi statutari dell’ANAI a livello nazionale e regionale,
e per le ulteriori partecipazioni al gruppo non si prevede la
segnalazione alla segreteria nazionale dell’ANAI per l’opportuna
diffusione ai soci tramite il sito ANAI e invece si parla di
"iscrizione" per i partecipanti e di candidature e elezioni per la
designazione di un gruppo ristretto di coordinamento.
Un altro aspetto rilevante secondo il
direttivo è che, dato che una parte significativa delle tipologie
di archivi considerate e di cui sono rappresentanti diversi
aderenti al gruppo non si può definire "di impresa", sarebbe più
opportuno che il gruppo estendesse esplicitamente la sua
denominazione a tutti gli archivi "economici".
Il direttivo ha perciò deliberato di riaprire
sul piano nazionale le adesioni al Gruppo di lavoro sugli archivi
economici, naturalmente aperte anche ai non soci interessati a
dare il loro contributo, che dovranno essere segnalate alla
segreteria dell’ANAI, ribadendo che esso deve come tale
considerarsi gruppo nazionale di lavoro interno dell’ANAI a tutti
gli effetti e pertanto dovrà organizzarsi in permanente concerto
con gli organi nazionali, assicurando ai soci la più tempestiva e
ampia comunicazione dei risultati dei suoi lavori sul sito
Internet dell’ANAI.
Invito quindi tutti coloro che sono
interessati alle tematiche degli archivi degli enti economici
pubblici e privati in generale a segnalare alla segreteria
nazionale la loro adesione al gruppo di lavoro così impostato e a
dare il loro contributo ad un’attività di elaborazione e proposta
per il settore sul piano nazionale in cui l’ANAI intende
impegnarsi in prima persona con il sostegno di tutti i suoi soci.
Il prossimo incontro del gruppo si terrà ad Udine il 30 gennaio
prossimo, in occasione del convegno organizzato dalla sezione ANAI
Friuli-Venezia Giulia "Le carte operose" sugli archivi di impresa.
Spero che interverrete numerosi al convegno e al nostro incontro,
nel quale la sua attività, dopo i necessari chiarimenti, si potrà
riorganizzare nel modo più ampio e condiviso.
Roma, 8 gennaio 2002
Il presidente
(Isabella Orefice)
Lunedì 27 dicembre 2000 a Milano – nella sede
dell’Archivio Storico della Banca Commerciale - si è svolto il
primo incontro del gruppo di lavoro sugli archivi d’impresa. Alla
riunione hanno partecipato una trentina di persone a vario titolo
interessate all’argomento. Dopo una discussione molto ampia, è
emerso un consenso quasi unanime
all’inquadramento del gruppo all’interno dell’ANAI..
Le attività sulle quali il gruppo intende
lavorare sono:
-
Creazione di un indirizzario degli
archivisti operanti in ambito
d’impresa
-
Istituzione di una lista di discussione
filtrata, all’interno del sito
ANAI
-
Organizzazione di un incontro (almeno)
annuale con tematiche ben
definite
Il programma delle attività del Gruppo resta
aperto i prossimi tre mesi per la raccolta di ulteriori proposte
concrete, soprattutto da parte di chi non era presente alla
riunione. Si invitano, perciò, tutti gli archivisti – che lavorano
sulle fonti d’impresa - ad esprimere reali esigenze, inviando le
proposte all’indirizzo e mail:
mariateresa.sillano@uni-bocconi.it.
Per la creazione dell’indirizzario si prega
di allegare le seguenti informazioni:
-
Indicazione sintetica dei lavori
professionali svolti su archivi d’impresa.
-
Segnalazione dei titoli di inventari, guide
e saggi di archivistica pubblicati, limitandosi all’ambito
d’impresa.
Il gruppo di lavoro per il primo periodo farà
riferimento ai promotori dell’incontro: Pierpaolo Avolio (Ufficio
Italiano Cambi e membro del Direttivo Nazionale ANAI), Francesca
Pino (direttrice dell’Archivio Storico della Banca Commerciale
Italiana), Antonio Ratti (responsabile dell’Archivio Storico INA)
e Maria Teresa Sillano (presidente dell’ANAI Lombardia).
Si sono resi disponibili inoltre: Alessandro
Lombardo (direttore della Fondazione Ansaldo) e Giuseppe Paletta
(direttore del Centro sulla Storia dell’Impresa e
dell’Innovazione).