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Gruppo di lavoro sulla certificazione degli archivisti Coordinatore: Lucia Nardi (lucia@kemeia.com) Componenti: Federica Collorafi, Fabio Del Giudice, Ferruccio Ferruzzi, Massimiliano Grandi, Anna Guastalla, Laura Marconi, Susanna Oreffice, Sara Piccolo, Luigia Romani, Barbara Sablich, Enrica Serinaldi, Marta Tortorella, Silvia Trani, Federico Valacchi, Gilberto Zacchè Il Gruppo di lavoro, costituitosi a Bologna il 5 ottobre 2001, nasce dalla necessità di riflettere sulle regole da adottare per certificare la professione archivistica. In linea con le indicazioni della Comunità europea (volte a garantire la qualità della prestazione nei confronti del cliente) il gruppo di lavoro intende, attraverso l’analisi della casistica internazionale e delle esigenze specifiche del modello italiano, mettere a punto una sistema di certificazione, assolutamente volontario, rivolto a tutti i professionisti che operano nel mondo degli archivi. Riunioni : 15 dicembre 2001 In margine all’assemblea nazionale dell’Associazione tenutasi a Roma presso l’Istituto Luigi Sturzo, il gruppo si è riunito per discutere sui risultati di un primo lavoro di ricognizione dell’attività di certificazione che altri paesi svolgono nell’ambito della professione archivistica. La ricerca, svolta su internet, ha evidenziato una certa vivacità attorno a questo tema. In particolare Andrea Calzolari e Massimiliano Grandi hanno relazionato sulle associazioni e società che effettuano questo tipo di servizio in altri paesi di lingua inglese, francese, spagnola e tedesca. In seguito a questa analisi il gruppo ha deciso di svolgere un approfondimento della situazione americana (ACA), Inglese (Library Association), spagnola (SEDIC), francese (ADBS) e sull’attività svolta in Italia dall’ABI di cui è possibile leggere gli esiti su questo stesso sito 30 aprile 2002 Il gruppo si è riunito a Bologna presso la sede dell’IBC per avviare la discussione sulla metodologia di certificazione. In particolare, alla luce della documentazione prodotta da gruppo di lavoro relativamente all’attività di certificazione che viene fatta all’estero e al contesto normativo che si va delineando in ambito italiano, si è deciso di costituire tre sottogruppi che si dovranno occupare di produrre documentazione relativamente ai seguenti temi: a. I percorsi formativi e curriculari dei certificandi b. Le tipologie di lavoro in ambito archivistico c. La normativa italiana e straniera sulla certificazione professionale
Il primo sottogruppo dovrà individuare i percorsi formativi “tipici” della professione archivistica, tenendo conto del nuovo assetto universitario e della diversificata offerta formativa disponibile. Parallelamente dovrà valutare caratteristiche e durata della esperienza lavorativa che dovrà contribuire a dimostrare il possesso delle competenze che la certificazione richiederà. Il secondo sottogruppo dovrà schematizzare le varie tipologie di intervento negli archivi, dal più semplice (tipo data entry) al più complesso (tipo reingegnerizzazione dei flussi documentali), procedendo alla descrizione analitica di ognuno. Il terzo sottogruppo dovrà seguire l’iter dei disegni di legge, valutare la possibilità di incontrare rappresentanti del governo e del mondo politico, raccogliere la normativa europea. Durante l’incontro il gruppo di lavoro ha dibattuto su alcuni tematiche (che verranno approfondite dai sottogruppi) prendendo in considerazione, in particolare, le diverse caratteristiche della certificazione del singolo professionista e delle società e/o cooperative, delle modalità di presentazione degli attestati del lavoro svolto da parte dei professionisti (soprattutto per gli interventi sul privato o per conto di società), dei diversi livelli di certificazione (se debba essere uno soltanto oppure una serie di livelli che diano conto della capacità professionale raggiunta). La necessità di approfondire ulteriormente la conoscenza di scenari e problematiche legati alla certificazione non hanno ancora permesso al gruppo di lavorare ad una bozza propositiva da sottoporre a referenti dei vari contesti legati al mondo archivistico. Tuttavia i materiali che ad oggi sono stati prodotti (schede riassuntive di quanto si fa all’estero, schemi di disegni di legge, contatti con associazioni straniere) danno la misura dell’attività svolta ed anche della rapidità con cui gli obiettivi – seppure per ora solo conoscitivi – vengono raggiunti. Il gruppo, attraverso i suoi sottogruppi (che, per ragioni logistiche, si è cercato di costituire soprattutto su base regionale) intende produrre, entro il prossimo 15 giugno documentazione utile a delineare una prima strutture dei requisiti base necessari per certificazione.
Il lavoro di approfondimento ha prodotto i seguenti documenti:
Il caso americano ACA (a cura di Marta Tortorella) website: www.certifiedarchivists.org La Academy of Certified Archivists (Accademia degli archivisti certificati[1]) è stata fondata nel 1989, in occasione della riunione annuale della Society of American Archivists (Associazione degli archivisti americani). In precedenza, negli Stati Uniti d’America esisteva l’Interim Board of Certification (IBC), creatura della Society of American Archivists che si era occupata della creazione di una programma per la certificazione/abilitazione alla professione e che curava i preliminari alla certificazione/abilitazione, quali l’accoglimento delle domande e il relativo vaglio. In una fase di transizione, durata dal 1989 al 1996, l’Academy ha condiviso sede e funzionari con la Society of American Archivists, divenendo gradualemente autonoma e indipendente dalla stessa. Ora è una organizzazione non profit, con sede ad Albany, nell’Illinois, con statuto proprio, strutturato in XVI articoli. Alcuni dei suoi membri hanno i titoli atti a offrire una certificazione (abilitazione) corripondente a una serie di standard professionali ben definiti. Tali persone hanno superato l’esame per diventare archivista “certificato”, tenuto per la prima volta nel settembre del 1989, o hanno ottenuto la loro “certificazione” grazie ad una istanza per divenire archivisti “certificati”, precedentemente al 1989. Il programma “per istanza” è stato eliminato nel settembre del 1989 (parzialmente, come si vedrà più avanti). Al giorno d’oggi, gli archivisti americani possono ottenere la “certificazione” soltanto se hanno i necessari requisiti, relativi alla dottrina e alla prassi archivistica, e hanno superato l’esame per la “certificazione” archivistica. La certificazione ha una durata quinquennale e deve essere rinnovata alla scadenza, se si ha interesse al mantenimento dello status di “archivista certificato”.
Il vertice dell’Academy è composto da un presidente, un vicepresidente, eletto ogni anno, che dopo aver svolto per un anno le sue mansioni, l’anno dopo diviene presidente, e l’anno seguente diventa per un anno membro del consiglio direttivo, o consiglio di amministrazione. Gli altri funzionari e membri del consiglio vengono eletti dai membri dell’Academy e restano in carica due anni.
L’Associazione è così strutturata: -presidente; -vicepresidente; -segretario; -tesoriere; -funzionario addetto alle politiche relative all’esame di abilitazione/certificazione; -funzionario addetto ai problemi amministrativi connessi alll’esame di abilitazione/certificazione; -funzionario addetto al mantenimento di uno standard per l’abilitazione/certificazione; -funzionario addetto alle relazioni esterne e alla promozione della certificazione archivistica dentro e fuori la comunità archivistica; -funzionario addetto al vaglio delle candidature; -associati. L’Academy sviluppa e amministra un programma di certificazione/abilitazione e uno per il mantenimento della certificazione per gli archivisti degli Stati Uniti d’America e per la comunità archivistica internazionale.
Incrementa la conoscenza della certificazione/abilitazione archivistica e i suoi vantaggi tra i professionisti degli archivi e non. Promuove tra gli archivisti l’ottenimento di un alto livello di coscienza professionale.
L’Academy partecipa alla definizione e all’avanzamento dei concetti educativi propri della professione archivistica, ai concetti dell’archivistica e alle pubblicazioni relative alla materia.
Identifica e promuove l’identificazione di traguardi in ambito archivistico, e quella di sistemi di valori archivistici e di standard archivistici.
L’Academy ha stipulato un contratto con il Capitol Hill Management Service di Albany per ottenere un servizio amministrativo e psicometrico per il proprio sistema di certificazione.
CERTIFICAZIONE ARCHIVISTICA OTTENUTA CON L’ESAME
Sul sito web dell’Academy è scaricabile un Handbook for Archival Certification, pubblicato nel 1998. Non si tratta di un manuale sul quale prepare l’esame. In effetti è una sintesi e una riflessione effettuata sulla banca-dati degli esami tenuti dal 1989 al 1998, con l’obiettivo di fare il punto sulla professione. Per quanto riguarda l’esame si limita a fornire una bibliografia essenziale. L’interesse di tale handbook consiste nella ricerca continua della giutsa delimitazione dell’ambito professionale, culturale e “etico” dell’archivista.
Tale Handobook si articola in 5 sezioni:
-Sezione 1) tratteggia la storia dell’organizzazione, la struttura dell’Academy e ne sottolinea la rilevanza nella promozione di un grado sempre più evoluto di prassi archivistica a livello professionale, attraverso la definizione dei saperi e delle abilità necessarie alla professione di archivista;
-Sezione 2) fornisce informazioni sull’esame per la certificazione, che si svolge annualmente, durante la settimana in cui si riunisce la Society of American Archvists, nella città sede dell’incontro, o in altre città, alcune scelte dall’Academy, altre proposte dagli stessi candidati. L’esame consiste in un test a risposta multipla, composto di 100 quesiti. Tale esame stabilisce il livello di qualificazione scientifica e/o professionale minimo per aspirare a diventare un archivista “certificato”. Questi i titoli americani minimi riconosciuti per l’ammissione all’esame: a) laurea con indirizzo archivistico e un anno di esperienza archivistica professionistica qualificata; b) laurea non ad indirizzo archivistico e due anni di esperienza archivistica professionistica qualificata; c) precedente qualifica di archivista certificato. (chi ha già ottenuto la certificazione, ma l’ha lasciata decadere).
Riassumendo, si può dire che l’Academy tende a escludere una formazione scientifica e professionale che non preveda un approccio diretto con il materiale archivistico in senso stretto, escludendo quelle figure para-professionali che non hanno a che fare con gli archivi veri e propri. Qui si tende ad abilitare un archivista alla professione e non si cerca di creare nuove figure professionali, che forse comunque sono richieste dal mercato.
Uno dei compiti dell’Academy, infatti, è quello di ottenere un profilo chiaro ed esaustivo del candidato, tanto sul piano della formazione, quanto su quello dell’esperienza lavorativa.
Il candidato, oltre alla domanda di ammissione all’esame, nella quale devono comparire i requisiti minimi già citati, deve dare informazioni supplettive riguardo a tutti gli altri titoli ritenuti utili (frequenza di corsi di formazione, etc.). Deve inoltre descrivere mansioni e responsabilità nel proprio ambito lavorativo. Deve presentare una descrizione ufficile del lavoro che dimostri la natura archivistica dell’attività svolta. Deve presentare un progetto, dal quale emerga una personale attitudine alla ricerca di obbiettivi e finalità (archivistiche), e qualsiasi altra documentazione relativa al lavoro che sta svolgendo.
E’ possibile ripetere la prova più volte, senza limiti, previo pagamento della tassa d’esame.
L’esame dura dalle 8.30 alle 12.00. Sbrigate le procedure preliminari, il candidato ha tre ore di tempo per rispondere ai 100 quesiti a risposta multipla.
In caso di risultato positivo, si diviene membri eleggibili dell’Academy e archivisti “certificati”. Può accadere di essere ammessi con riserva, qualora si raggiunga il punteggio necessario alla “certificazione”, ma la commissione non ritenga adeguati dal punto di vista scientifico i requisiti relativi alla qualificazione professionale.
Il “certificato” ha una durata di cinque anni, scaduti i quali è necessario seguire la procedure per la ricertificazione.
La ricertificazione si può ottenere o affrontando nuovamente l’esame o attraverso istanza.
L’Academy caldeggia la prima soluzione, ritenendo l’esame anche un momento di riflessione e di autovalutazione sul piano scientifico e professionale.
La ricertificazione per istanza viene rilasciata soprattutto a quelle figure professionali che svolgono lavori attininenti alla formazione e alla ricerca in campo archivistico. Queste figure sono tenute a compilare un modulo nel quale devono rendere conto di questa loro attività.
L’Academy concede lo status di “emerito” a figure ritiratesi dalla professione, ma la cui esperienza nel settore dell’archivistica è indiscutibile, onorando così il rilevante contribuito dato loro allo sviluppo della professione, e sottolineandone la rilevanza nella comunità archivistica. A volte tale status può essere conferito anche a persone estranee al mondo degli archivi, ma che comunque hanno contribuito allo sviluppo dell’archivistica.
-Sezione 3): vi sono delineate le conoscenze teoriche e pratiche necessarie nella prassi archivistica, dividendola in sette ambiti principali. 1) ambito generale; 2) ambito riguardante l’identificazione e la scelta dei documenti; 3) ambito riguardante l’ordinamento e la descrizione dei documenti: 4) ambito riguardante i servizi di reference e di accesso ai documenti; 5) ambito riguardante la conservazione e la salvaguardia dei documenti; 6) ambito riguardante le relazioni esterne, il patrocinio, e la promozione delle collezioni documentarie e dei depositi; 7) ambito riguardante le responsabilità professionali, etiche e legali.
Ogni ambito è accompagnato da un elenco dettagliato di mansioni e di nozioni, prettamente archivistiche, volte ad escludere ogni altra figura professionale dalla “certificazione”.
-Sezione 4): descrive l’esame e fornisce alcune domande campione. L’esame, come detto, è condotto con un sistema psicometrico, ed è composto di 100 domande a risposta multipla, relative ai sette ambiti principali elencati nella sezione 3): a) selezione dei documenti (20%); b) ordinamento e descrizone dei documenti (20%); c) servizi di reference e di accesso ai documenti (20%) c) conservazione e protezione dei documenti (10%); d) rapporti con l’esterno, patrocino e promozione delle collezioni documentarie e dei depositi archivistici (10%); e) elaborazione di programmi archivistici significativi (10%); f) responsabilità professionali, etiche e legali (10%).
- Sezione 5): fornisce una dettagliata bibliografia adeguata ad affrontare l’esame.
Library AssociationIl testo che segue è stato redatto da Alberto Petrucciani ed è pubblicato sul sito dell’AIB all’indirizzo www.aib.it/aib/cen/albola.htm. Barbara Sablich, per conto del gruppo, ha svolto la ricerca sulla certificazione in UK.La Library Association gestisce da tempo un sistema molto articolato ed elaborato di certificazione professionale ed è una fra le associazioni elencate nella Direttiva europea 89/48/EEC sul riconoscimento delle qualificazioni professionali.
Una sintesi delle
sue regole e procedure, ricavata dal manuale Associateship
regulations and notes of guidance (London: Library Association,
1997, a cui si riferiscono le citazioni) e da altri documenti
disponibili presso la Segreteria AIB, può quindi essere utile: I requisiti per l'iscrizione all'albo
Per l'iscrizione
all'albo (Register of Chartered Librarians) occorrono, oltre
all'iscrizione alla LA,
L'esperienza
professionale deve essere vera attività di lavoro con i seguenti
requisiti (p. 20): I percorsi di professionalizzazione
Il percorso più
comune (Route A) prevede:
Il Professional
Training Programme (PTP) deve essere concordato (prima dell'inizio o
entro 1 mese) tra il candidato e il suo supervisore da una parte e il
Registration Board (RB, analogo alla nostra Commissione) della LA
dall'altra.
Il percorso
alternativo (Route B), seguito da una minoranza, prevede: Le forme della domanda di iscrizione
Completato uno
dei due percorsi (A o B) si può presentare la propria domanda scegliendo
una fra 4 forme:
Il
Professional Development Report è un resoconto di 4000-6000 parole
(circa 20.000-40.000 caratteri?), diviso in sezioni e con eventuali
appendici (non comprese nel conto delle parole) e documenti allegati,
che deve comprendere numerosi elementi tra i quali: L'Adaptation Report è una possibilità alternativa per chi abbia conseguito un titolo estero riconosciuto (p.es. il diploma della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari di Roma) e comporta solo minime varianti rispetto al PDR. In passato l'esperienza professionale minima richiesta doveva essere stata maturata nel Regno Unito; ora pare che possa essere svolta anche in altri paesi dell'Unione Europea (p. 20), ma il Report deve comprendere comunque la conoscenza della realtà britannica.
Il Portfolio
of Professional Development rovescia, in sostanza, l'equilibrio fra
relazione e documentazione: comprende una introduzione di illustrazione
generale e valutazione (non più di 1000 parole) e un indice ragionato
("annotated") della documentazione presentata, che deve coprire gli
stessi temi indicati per il Report.
La terza
possibilità comprende due parti, una traccia di domanda (il
Professional Development Proforma) e il successivo colloquio (Interview).
La traccia è molto dettagliata, simile a un lungo questionario a
risposte aperte sulle esperienze fatte e la consapevolezza acquisita, e
corrisponde in larga misura allo schema del Professional Training
Programme (dagli scopi del servizio in cui si lavora alle singole
competenze professionali, gestionali e comunicative). Le ultime due
sezioni riguardano le attività di formazione svolte e le attività
professionali esterne al proprio posto di lavoro (vita associativa,
convegni, letture professionali, ecc.). La lunghezza media prevista (fra
traccia e testo del candidato) è di circa 4000 parole. Devono essere
allegati un curriculum e, se possibile, job description e
obiettivi di ciascun ente presso il quale il candidato ha lavorato.
Queste forme sono
previste anche nel nostro Regolamento, pur se in maniera meno
formalizzata. La valutazione della domanda
Il
Registration Board che valuta le domande è composto da non più di 20
soci iscritti all'albo, nominati dal Consiglio della LA senza una durata
fissa e revocabili; anche il Board può proporne la sostituzione. In
genere i membri sono già stati Scrutineers (e di solito tornano ad
esserlo dopo) e operano nel RB, in media, per due anni. Il RB utilizza, come si è detto, una rete territoriale (corrispondente alle Branches, analoghe alle Sezioni AIB) di Scrutineers (iscritti almeno da 5 anni all'albo, ex membri del RB o esperti tra i quali vengono in genere reclutati i nuovi membri del RB), per disporre di persone esperte nei diversi settori e che siano geograficamente vicini ai candidati da sottoporre a colloquio. Comunque, i due Scrutineers incaricati di un colloquio non devono conoscere già personalmente il candidato.
Le garanzie
per le domande respinte sono molto precise: il candidato riceve una
motivazione molto dettagliata (comprese le copie dei resoconti del
colloquio, se l'ha sostenuto) e le istruzioni complete per un eventuale
ricorso. Il ricorso deve essere proposto entro 6 settimane e si può
basare solo sul fatto che il RB abbia fatto uso di informazioni errate o
fuorvianti, senza colpa del candidato, ovvero violato le norme
procedurali. Se il ricorso appare non infondato al Chief Executive della
LA e viene accolto da un collegio analogo ai nostri Probiviri la
relativa decisione torna al RB per un riesame. Le attività di supporto
Le attività di
supporto ai candidati sono numerose e interessanti anche per noi,
soprattutto considerando la disseminazione dei soci sul territorio. Qualcosa di simile potrebbe essere utile anche nell'ambito dell'AIB, per esempio per avere in ogni regione una o più persone che possano consigliare chi vuole fare domanda di iscrizione all'Albo. Potrebbero essere utili anche figure analoghe agli Scrutineers, esperti affidabili in varie zone a cui chiedere, confidenzialmente, informazioni su una biblioteca o un servizio, da confrontare col quadro fornito dal candidato. La Fellowship
Oltre alla
Associateship la LA prevede anche la Fellowship, normalmente
conferita almeno 5 anni dopo il primo riconoscimento (ma è possibile,
particolarmente per persone che abbiano operato all'estero, candidarsi
direttamente al secondo livello, con un'esperienza non inferiore a
quella richiesta per i due gradini). Formazione permanente e integrazione con la formazione superiore
Non c'è un
meccanismo di verifica periodica della certificazione, ma dal
1992 la LA gestisce un "Framework for Continuing Professional
Development" che è una cornice formalizzata, una specie di registro, da
utilizzare per programmare e documentare la propria crescita
professionale (obiettivi, attività di aggiornamento anche informali come
leggere un libro o visitare un'altra biblioteca, risultati, ecc.). Le attività di certificazione, oltre a presupporre e utilizzare qualificazioni accademiche, sono a loro volta riconosciute nell'istruzione superiore, attraverso il Credit Accumulation and Transfer Scheme (CATS) dello Open University Validation Service. In particolare, sia l'Associateship che la Fellowship danno diritto a crediti validi per conseguire un Master degree (per un massimo rispettivamente di 20 e 50 crediti, da concordare con l'università a cui ci si rivolge e sulla base della pertinenza al percorso di studio).
(a cura di Barbara Sablich)
Piano di Iscrizione
1. Introduzione
1.1 Associazione registrata
La Society of Archivists è l’organo professionale nella Gran Bretagna e nella Rep. d’Irlanda che raccoglie archivisti, conservatori d’archivio, records managers ed altre figure impiegate nella conservazione degli archivi. Tramite i suoi membri è impegnata ad operare per alti standards nella conservazione e nella cura degli archivi e nell’effettivo management del record system, e nella formazione e sviluppo in questi campi. Un Code of conduct obbligatorio presenta gli standard di condotta professionale richiesti agli iscritti alla Società. Sin dal 1987 la Society of Archivists ha mantenuto un Registro come misura del suo impegno per incoraggiare e mantenere gli standard professionali ed in riconoscimento della sua responsabilità nei confronti di coloro che impiegano o cercano di impiegare uno staff professionale per amministrare o conservare i loro archivi ed i loro records. Le persone ammesse al Registro devono possedere sia competenza professionale sia esperienza e dimostrare il loro impegno ad uno sviluppo professionale continuato ( per ulteriori informazioni, cfr. Appendice 10.6 ).
1.2 Percorsi per l’associazione registrata
Vi sono diversi percorsi tramite i quali i membri della S.of A. possono ottenere L’associazione registrata: · Dal 1987 al 2000, il percorso per ottenere la registrazione per quelli abilitati prima del giugno 1996: Archivisti e Records Managers : possesso di una laurea ( o diploma equipollente ) e di un Diploma/MA di un corso universitario in archivistica accreditato dalla Società ( cfr. sez. 2.4 per i corsi accreditati ) o dal Diploma rilasciato dalla stessa Società, seguito da un minimo di tre anni di esperienza in una posizione professionale.Conservatori d’ Archivio : possesso del Diploma della Società in conservazione, seguito da un minimo di tre anni di esperienza in una posizione professionale.· Per coloro che si sono abilitati nel giugno 1996 o dopo:Archivisti e Records Managers: possesso di una laurea ( o diploma equipollente ) e di unDiploma/MA di un corso universitario in archivistica accreditato dalla Società o del Diplomarilasciato dalla stessa Società, seguito da un minimo di tre anni di esperienza in una posizioneprofessionale, ed il riuscito completamento dello schema di registrazione.Conservatori d’Archivio: possesso del Diploma della Società in conservazione, seguito da un minimo di tre anni di esperienza in una posizione professionale ed il riuscito completamento dello schema di registrazione
Dal 2001 in poi il Piano di Iscrizione è il percorso per tutti i membri qualificati ( eccetto i Conservatori-Restauratori Professionali Accreditati come spiegato più oltre ).
· Conservatori d’Archivio solo dal 1999:
Conservatori-Restauratori Professionali Accreditati : nell’ottenere lo status accreditato, via sia il Fast Track sia lo Standard Accreditation Scheme, l’iscrizione registrata viene garantita automaticamente in quanto i criteri per l’accreditamento coprono anche tutti i criteri per la registrazione. Ciò si applica sia se l’accreditamento era stato ottenuto tramite la S. of A. sia tramite un’altra organizzazione, a patto che il conservatore sia un membro individuale della Società. · Dal 1987 ad oggi : Archivisti, Records Managers e Conservatori d’Archivio senza una qualificazione accreditata o una qualificazione conferita dalla Società : in circostanze eccezionali l’ammissione al Registro sarà approvata sotto il “ percorso con clausola d’esperienza “. In tali casi il richiedente deve avere un minimo di 10 anni di esperienza, con il debito credito dato per periodi devoluti a studi di approfondimento. Essi devono esibire un aggiornato c.v. della loro carriera archivistica o correlata, prova di completamento di rilevanti corsi di formazione professionale ed esempi di lavoro completato. Questo tipo di registrazione è oggi raramente usata.
1.3 Lo schema di registrazione
Nel 1996 il Piano di Iscrizione ( originariamente conosciuto come Pre-registration Training and Development Scheme ) venne introdotto per incoraggiare i candidati all’iscrizione ad acquisire e sviluppare la loro tecnica e la conoscenza dopo l’abilitazione. Il Piano fu elaborato da un gruppo di lavoro i cui membri includevano archivisti, records managers e conservatori di una varietà di background lavorativi , inclusi alcuni membri abilitati di recente. Venne introdotto dopo una votazione tra tutti i membri registrati. Il Piano è strutturato in modo tale da permettere ad ogni membro abilitato di iscriversi e lavorare per ottenere l’iscrizione. Riconosce e prende in considerazione tutta l’ampia gamma varietà di percorsi lavorativi/carrieristici di professionisti d’archivio e registrazioni fornendo un percorso di registrazione flessibile ma rigoroso. Il Piano incoraggia i candidati ad identificare gli esiti di apprendimento da una varietà di attività intraprese durante i primi pochi anni di attività professionale. L’obiettivo è di incoraggiare i candidati a costruire sul nucleo esistente conoscenza e tecnica, ottenute durante i loro corsi di formazione professionale, per accrescere la loro efficacia personale per il beneficio sia proprio che del loro datore di lavoro Lo Schema mira a sviluppare un’accresciuta consapevolezza della relazione tra teoria e pratica ed incoraggiare professionisti archivisti ad imparare attraverso il riflettere sulle loro esperienze. La Società raccomanda che le organizzazioni che impiegano archivisti professionali, records managers o conservatori d’archivio recentemente abilitati, li incoraggino ed assistano nell’intraprendere il Piano di Iscrizione alla Società.
1.4 Il Piano di Iscrizione e lo Sviluppo Professionale Continuo ( CPD )
Lo Schema di Registrazione è visto come parte dell’impegno della Società ad incoraggiare e facilitare il CPD. La Società ha adottato una politica di CPD e promuove il CPD come : “ Un approccio sistematico e pianificato al mantenimento, accrescimento e sviluppo della conoscenza, tecnica e competenza che continua attraverso la carriera professionale ed è di mutuo beneficio della persona, del committente, del corpo professionale e della società intera. “
Il Piano di Iscrizione è un passo iniziale, che segue la qualificazione professionale, come parte dello sviluppo continuo ed il CPD non deve essere percepito come il fermarsi all’adesione registrata.
Il processo con il quale si segue il Piano fornirà un metodo di sviluppo personale. Le 4 aree evidenziate nello schema servono ad aiutare a focalizzare il proprio sviluppo. E’ previsto che con il completamento del Piano sarà possibile adottare e mantenere un piano di sviluppo personale ed una registrazione dei propri progressi.
Benefici del CPD
Per i singoli
Può· ampliare gli orizzonti fornire opportunità di interconnessione · migliorare la fiducia e realizzare che l’apprendimento è utile e remunerativo · accrescere lo status professionale
Per il datore di lavoro
Può· migliorare l’efficacia e l’impegno del dipendente verso il lavoro/organizzazione · aiutare con programmi di sviluppo dello staff stabiliti in accordo con gli investitori in persone e altre iniziative di apprendimento a lungo termine (lett: della durata di una vita) · Accrescere la collaborazione tra i membri dell’organizzazione
Per la S. of A. e la professione
Può· Creare un profilo più alto che può portare un riconoscimento più grande del lavoro ed attrarre finanziamenti · Indirizzare questioni di importanza professionale e facilitare scambi/cambaimenti · Promuovere standard professionali
1. Il Piano di Iscrizione: idoneità ed iscrizione
1.1 Introduzione
I candidati che intraprendono il Piano di Iscrizione compilano un portfolio da sottoporre per la valutazione dopo un minimo di 3 anni di esperienza lavorativa dopo l’abilitazione professionale. Il portfolio deve contenere informazioni relative ad attività di sviluppo professionale continuative intraprese dal candidato dopo l’abilitazione che possano arrivare fino a 12 crediti derivati almeno 3 su 4 aree di sviluppo ( cfr. sez. 4 e 5 ). Il portfolio dovrebbe anche includere una referenza, in sostegno alla domanda per l’iscrizione registrata, di un membro registrato della Società che abbia agito da tutor/mentore del candidato. Sono anche richieste informazioni sulla storia lavorativa del candidato, cioè CV e/o descrizione del lavoro. I portfolio vengono valutati da un team di valutatori che sono membri esperti registrati della Società provenienti da una varietà di ambienti di lavoro.
1.2 Idoneità
Qualificazione personale
· Archivisti e Records managers: I candidati che intraprendono il Piano di Iscrizione devono possedere il diploma della S. of A. in Amministrazione Archivistica o un’abilitazione di uno dei seguenti corsi accreditati dalla S. of A. . . · Conservatori d’archivio: I candidati devono possedere il Diploma di Conservazione della S. of A.
C’è una procedura tramite la quale i membri della Società con qualificazioni professionali ottenute fuori della G. Bretagna ed Irlanda possono iscriversi ( cfr. appendice 10.7 )
Periodo di esperienza lavorativa
Al momento di presentare il loro portfolio per la valutazione, i candidati devono aver completato un minimo di 3 anni di esperienza di lavoro professionale come archivista, records manager o conservatore d’archivio ( o una posizione equivalente ) dalla loro abilitazione. Da notarsi che questo periodo minimo di 3 anni di lavoro parte dall’inizio del lavoro professionale post-abilitazione e non dalla data di iscrizione sul Piano di Iscrizione. I candidati con impiego part time devono aver completato l’equivalente di un minimo di 3 anni di lavoro full time; full time è considerato un lavoro con 35 ore o più per settimana. Possono essere incluse sia le esperienze di lavoro retribuito che volontario. I periodi di prolungata assenza dal lavoro per malattia, disoccupazione o per altre ragioni, inclusi occupazioni diverse da professionista d’archivio, non devono essere inclusi nel conteggio dei 3 anni minimi, anche se i candidati possono continuare ad acquisire crediti durante tale periodo. La vita/durata massima di ogni credito è di 10 anni. In pratica questo significa che che i candidati possono sottoporre il loro portfolio per la valutazione dopo un minimo di 3 ed entro un massimo di 10 anni. Si presuppone che alla maggior parte dei candidati occorrono da 3 a 5 anni prima di essere pronti per la valutazione.
1.3 Iscrizione e tassa di valutazione
I candidati possono iscriversi in ogni momento essi lo desiderino dopo aver iniziato l’abilitazione al lavoro professionale. Attività intraprese dopo l’ abilitazione ma prima dell’iscrizione al Piano possono naturalmente essere incluse nella domanda di valutazione. All’appendice 10.1.1 si trova una copia del modulo d’iscrizione, anche ottenibile dal segretario amministrativo della Società ed al sito web della Società. Il formulario d’iscrizione compilato, con la scelta del referente/tutor scelto dal candidato ( cfr. sez. 6 ), deve essere inviato al segretario amministrativo. L’iscrizione significa che il candidato intende presentare un portfolio per la domanda di iscrizione a tempo debito. Ciò permette al segretario amministrativo ed al Coordinatore del Network del Piano di Iscrizione di inviare informazioni ai candidati. Assicura anche che i richiedenti alle borse di formazione disponibili per i candidati al Piano di Iscrizione possono provare di aver intrapreso il Piano. Il candidato deve avvisare il Segretario Amministrativo di ogni cambiamento di indirizzo e di referente durante l’iter per assicurare che le informazioni addizionali vengano inviate all’indirizzo corretto.
Tassa d’iscrizioneNon esiste al momento. La tassa d’iscrizione che si pagava dal 1996 a metà 2000 serviva a coprire il costo del raccoglitore inviato ai candidati. Questo ora è discontinuo.
Tassa di valutazioneDall’inizio del 2001 c’è una tassa di valutazione di £ 50 da pagarsi al momento dell’invio del portfolio per la valutazione. I candidati che avevano pagato la precedente tassa di iscrizione devono dedurre £ 15 dalla tassa di valutazione, cioè pagare £ 35. Questa tassa copre anche una successiva valutazione in caso che i portfolio vengano restituiti ai candidati per lavori e ripresentazioni successivi. Nota: gli assegni devono essere pagati alla S. of A. e una ricevuta del pagamento può essere inviata su richiesta. In alternativa può essere inviata, su richiesta, una fattura.
2. Il Piano di Iscrizione: Documentazione
3.1 Introduzione
Il proposito del Piano di Iscrizione è di incoraggiare i candidati a continuare il loro personale sviluppo professionale. C’è un’ampia varietà di modi nei quali ciò può essere conseguito a seconda delle personali possibilità di ogni candidato. A causa dell’ampia gamma di attività di apprendimento che possono venir presentate per i crediti, dovrebbe essere possibile ai candidati intraprendere lo Schema indipendentemente dal l’ambiente di lavoro e dalle risorse.
Ci sono 4 aree di sviluppo · Corsi professionali formali · Studio privato/ricerca professionale · Successi di lavoro · Contributi alla professione
Spiegazioni dettagliate alla sez. 4
Al momento di far domanda per la valutazione per la registrazione, i candidati devono offrire, nei loro portfolio, 12 crediti. Questi devono venir rivendicati per attività riferibili alle aree di sviluppo ( cfr. sez. 5 ).
3.2 Contenuti del portfolio
Al momento della presentazione per la valutazione il portfolio deve contenere:
Il modulo di domanda compilato
La tassa di valutazione
Informazioni sulla storia lavorativa del candidato, come il CV e/o descrizione del lavoro ( o lavori ) correnti ed impieghi precedenti durante il periodo dell’iter. ( questa informazione non è necessaria per la valutazione, ma per fornire ai valutatori il contesto in cui il candidato ha intrapreso il Piano )
La referenza da parte del referente/tutor del candidato.
I moduli completi dei risultati di apprendimento( cfr. 3.4 ) per ogni attività per la quali vengono rivendicati i crediti.
Prova per documentare ogni attività ( cfr. 3.5 )
Nota: Tutta la documentazione per ogni attività dovrebbe essere numerata chiaramente con il relativo numero progressivo riferibile al modulo di domanda. I portfolio possono venir presentati su dischetto, sempre che il loro conenuto sia chiaramente organizzato nello stesso modo che su raccoglitori suddivisi.
3.3 Modulo di domanda ( esempi ) non tradotti
3.4 Formulario per i risultati della formazione culturale
Dà al candidato la possibilità di dar notizia di come l’attività ha contribuito al suo personale sviluppo professionale. Il fattore cruciale non è se un’attività sia un successo o no, l’importanza sta nel fatto di quanto il candidato abbia imparato da questa esperienza. I candidati possono anche spiegare quali siano stati i benefici dell’attività per i loro colleghi, utenti e datore di lavoro. I candidati sono anche incoraggiati a pensare all’applicazione pratica della loro conoscenza professionale e spiegare come sperano di sfruttarla in futuro. Cfr. sez. 7. Nel completare il modulo, i candidati dovrebbero riflettere sull’attività e considerare le seguenti domande:
Cos’è stata l’esperienza e perché l’ho intrapresa?Che cosa ho ottenuto/imparato da essa? Come posso utilizzare quello che ho appreso ora e/o in futuro?
Un modulo sugli esiti dell’apprendimento dovrebbe essere completato per ogni attività inclusa nella domanda di iscrizione e dovrebbe essere inserita nel portfolio prima della relativa prova. Sebbene non ci sia una lunghezza prestabilita nel modulo, lo spazio da usarsi va da mezza ad una pagina A4, con caratteri 12. Esempi nella sez. 4
3.5 Prova
Questi moduli sono i più importanti componenti del vostro portfolio. Ognuno dev’essere supportato da un’appropriata prova sistemata nel portfolio immediatamente dopo il modulo al quale si riferisce. Il principale proposito della prova è il provare che il candidato ha intrapreso l’attività, e che questa sia stata un suo proprio risultato, sia da solo o come parte di un gruppo. Il materiale utilizzato come prova dovrebbe, se possibile, riportare il nome del candidato in modo da dimostrare che si tratta del lavoro del candidato stesso, sebbene ciò non sia essenziale. I valutatori si riservano il diritto di richiedere successive informazioni o conferme riguardo la prova per la quale ritengono sia necessaria. Usualmente per ogni attività sono richiesti solamente una o due prove dell’attività. Occasionalmente, per attività difficili da descrivere, si possono aggiungere ulteriori prove quali spiegazioni addizionali. . . .
Esempi di prova che possono venir utilizzati: · Certificato di presenza, lista di delegati o programma di un corso professionale · Certificati di abilitazioni conseguite · Pagina di bibliografie relative a studi privati o ricerche · Pagina di articoli o relazioni scritte dal candidato · Lettere spedite a/dal candidato riferibili all’attività · Pagina di schemi, scaletta dei lavori o altre informazioni scritte prodotte nel corso dell’attività · Fotografia/e di mostre o procedimenti conservativi · Pagina di catalogo o altri strumenti di ricerca ( incluse stampe da db ) · Pagina di proposte di progetto.
3. Il Piano di Iscrizione: le aree di sviluppo
3.1 Introduzione
Ci sono quattro aree di sviluppo: Corsi di formazione ufficiali, Studi privati/ricerca professionale, Risultati sul lavoro e Contributi alla professione.
I punti 4.2, 4.3, 4.4, 4.5 forniscono indicazioni sulla definizione delle aree, esempi delle attività e moduli già compilati.
5. Il Piano di Iscrizione Crediti
5.1 Introduzione
Crediti sono richiesti per ogni attività inclusa nel portfolio. Le attività per le quali vengono richiesti i crediti devono appartenere ad almento 3 aree di sviluppo, con un massimo di 6 per ognuna area di sviluppo. I candidati devono mirare ad includere una gamma di differenti tipi di attività in ogni area di sviluppo. Tutte le attività devono essere intraprese nel periodo che segue la qualificazione professionale. Nessuna dovrebbe essere intrapresa più di 10 anni fa.
5.2 Numero dei crediti
I candidati possono chiedere tra 1 e 3 crediti per ogni attività. Normalmente è appropriato 1 credito per attività, comunque vi sono occasioni per le quali crediti addizionali sono giustificati. Attività complesse e su larga scala devono venir scorporate in segmenti separati e presentate separatamente in 1 o più aree di sviluppo, con l’accortezza che i crediti assegnati non siano superiori ai 3 totali. …..
5.2 Attività per la quali si possono richiedere crediti addizionali
I punti 5.2.1, 5.2.2, 5.2.3 e 5.2.4 danno informazioni ed esempi sulle attività
5.3 Ulteriori informazioni sui crediti Tutte le attività per le quali vengono richiesti i crediti, devono essere intraprese nel periodo seguente la qualificazione professionale. Il Piano non permette l’accreditamento di attività precedenti per le seguenti ragioni:
· La difficoltà di decidere se un candidato abbia lavorato ad un livello professionale nel periodo precedente il raggiungimento dell’abilitazione professinale · La difficoltà nel fissare un limite di tempo, es. le attività intraprese prima che sia iniziato il lavoro o studio archivistici possono essere incluse o no? · La difficoltà per i candidati di fornire la prova delle attività intraprese prima che essi fossero consapevoli di aver necessità di conservare le prove per l’inclusione nel loro portfolio
Nota: un Master in Amministrazione archivistica preso dopo l’ottenimento del diploma non può essere incluso come un credito nella domanda di registrazione. Questo perché non tutti gli studenti dei corsi di archivistica possono ottenere un MA con la dissertazione.
Da ricordare che i 3 anni minimi di esperienza lavorativa partono dall’inizio dall’abilitazione ad un lavoro professionale e non dalla data dell’iscrizione sul R. S. Le attività intraprese dopo l’abilitazione ma prima dell’iscrizione possono essere presentate per i crediti
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