Gruppo di lavoro sulla certificazione degli archivisti

 Coordinatore:   Lucia Nardi (lucia@kemeia.com)

Componenti:     Federica Collorafi, Fabio Del Giudice, Ferruccio Ferruzzi, Massimiliano Grandi, Anna Guastalla, Laura Marconi, Susanna Oreffice, Sara Piccolo, Luigia Romani, Barbara Sablich, Enrica Serinaldi, Marta Tortorella, Silvia Trani, Federico Valacchi, Gilberto Zacchè

Il Gruppo di lavoro, costituitosi a Bologna il 5 ottobre 2001, nasce dalla necessità di riflettere sulle regole da adottare per certificare la professione archivistica. In linea con le indicazioni della Comunità europea (volte a garantire la qualità della prestazione nei confronti del cliente) il gruppo di lavoro intende, attraverso l’analisi della casistica internazionale e delle esigenze specifiche del modello italiano, mettere a punto una sistema di certificazione, assolutamente volontario, rivolto a tutti i professionisti che operano nel mondo degli archivi.

 Riunioni :

15 dicembre 2001

In margine all’assemblea nazionale dell’Associazione tenutasi a Roma presso l’Istituto Luigi Sturzo, il gruppo si è riunito per discutere sui risultati di un primo lavoro di ricognizione dell’attività di certificazione che altri paesi svolgono nell’ambito della professione archivistica. La ricerca, svolta su internet, ha evidenziato una certa vivacità attorno a questo tema. In particolare Andrea Calzolari e Massimiliano Grandi hanno relazionato sulle associazioni e società che effettuano questo tipo di servizio in altri paesi di lingua inglese, francese, spagnola e tedesca. In seguito a questa analisi il gruppo ha deciso di svolgere un approfondimento della situazione americana (ACA), Inglese (Library Association), spagnola (SEDIC), francese (ADBS) e sull’attività svolta in Italia dall’ABI di cui è possibile leggere gli esiti su questo stesso sito

 30 aprile 2002

Il gruppo si è riunito a Bologna presso la sede dell’IBC per avviare la discussione sulla metodologia di certificazione. In particolare, alla luce della documentazione prodotta da gruppo di lavoro relativamente all’attività di certificazione che viene fatta all’estero e al contesto normativo che si va delineando in ambito italiano, si è deciso  di costituire tre sottogruppi che si dovranno occupare di produrre documentazione relativamente ai seguenti temi:

 a.      I percorsi formativi e curriculari dei certificandi

b.      Le tipologie di lavoro in ambito archivistico

c.      La normativa italiana e straniera sulla certificazione professionale

 

Il primo sottogruppo dovrà individuare i percorsi formativi “tipici” della professione archivistica, tenendo conto del nuovo assetto universitario e della diversificata offerta formativa disponibile. Parallelamente dovrà valutare caratteristiche e durata della esperienza lavorativa che dovrà contribuire a dimostrare il possesso delle competenze che la certificazione richiederà.

 Il secondo sottogruppo dovrà schematizzare le varie tipologie di intervento negli archivi, dal più semplice (tipo data entry) al più complesso (tipo reingegnerizzazione dei flussi documentali), procedendo alla descrizione analitica di ognuno.

 Il terzo sottogruppo dovrà seguire l’iter dei disegni di legge, valutare la possibilità di incontrare rappresentanti del governo e del mondo politico, raccogliere la normativa europea.

 Durante l’incontro il gruppo di lavoro ha dibattuto su alcuni tematiche (che verranno approfondite dai sottogruppi) prendendo in considerazione, in particolare, le diverse caratteristiche della certificazione del singolo professionista e delle società e/o cooperative, delle modalità di presentazione degli attestati del lavoro svolto da parte dei professionisti (soprattutto per gli interventi sul privato o per conto di società), dei diversi livelli di certificazione (se debba essere uno soltanto oppure una serie di livelli che diano conto della capacità professionale raggiunta).

 La necessità di approfondire ulteriormente la conoscenza di scenari e problematiche legati alla certificazione non hanno ancora permesso al gruppo di lavorare ad una bozza propositiva da sottoporre a referenti dei vari contesti legati al mondo archivistico. Tuttavia i materiali che ad oggi sono stati prodotti (schede riassuntive di quanto si fa all’estero, schemi di disegni di legge, contatti con associazioni straniere) danno la misura dell’attività svolta ed anche della rapidità con cui gli obiettivi – seppure per ora solo conoscitivi – vengono raggiunti.

 Il gruppo, attraverso i suoi sottogruppi (che, per ragioni logistiche, si è cercato di costituire soprattutto su base regionale) intende produrre, entro il prossimo 15 giugno documentazione utile a delineare una prima strutture dei requisiti base necessari per certificazione.

 

Il lavoro di approfondimento ha prodotto i seguenti documenti: 

  • Il caso americano (ACA)  

  • Il caso inglese (Library Association; Society of Archivists)

  • Il caso spagnolo (SEDIC)

  • Il caso francese (ADBS)

  • Il caso Italiano (AIB) 

  • Scheda di descrizione dei disegni di legge all'esame del Parlamento

 


Il caso americano ACA (a cura di Marta Tortorella) website: www.certifiedarchivists.org

 La Academy of Certified Archivists (Accademia degli archivisti certificati[1]) è stata fondata nel 1989, in occasione della riunione annuale della Society of American Archivists (Associazione degli archivisti americani).

In precedenza, negli Stati Uniti d’America esisteva l’Interim Board of Certification (IBC), creatura della Society of American Archivists che si era occupata della creazione di una programma per la certificazione/abilitazione alla professione e che curava i preliminari alla certificazione/abilitazione, quali l’accoglimento delle domande e il relativo vaglio.

In una fase di transizione, durata dal 1989 al 1996, l’Academy ha condiviso sede e funzionari con la Society of American Archivists, divenendo gradualemente autonoma e indipendente dalla stessa.

Ora è una organizzazione non profit, con sede ad Albany, nell’Illinois, con statuto proprio, strutturato in XVI articoli. 

Alcuni dei suoi membri hanno i titoli atti a offrire una certificazione (abilitazione) corripondente a una serie di standard professionali ben definiti.

Tali persone hanno superato l’esame per diventare archivista “certificato”, tenuto per la prima volta nel settembre del 1989, o hanno ottenuto la loro “certificazione” grazie ad una istanza per divenire archivisti “certificati”, precedentemente al 1989.

Il programma “per istanza” è stato eliminato nel settembre del 1989 (parzialmente, come si vedrà più avanti).

Al giorno d’oggi, gli archivisti americani possono ottenere la “certificazione” soltanto se hanno i necessari requisiti, relativi alla dottrina e alla prassi archivistica, e hanno superato l’esame per la “certificazione” archivistica.

La certificazione ha una durata quinquennale e deve essere rinnovata alla scadenza, se si ha interesse al mantenimento dello status di “archivista certificato”.

 

Il vertice dell’Academy è composto da un presidente, un vicepresidente, eletto ogni anno, che dopo aver svolto per un anno le sue mansioni, l’anno dopo diviene presidente, e l’anno seguente diventa per un anno membro del consiglio direttivo, o consiglio di amministrazione. Gli altri funzionari e membri del consiglio vengono eletti dai membri dell’Academy e restano in carica due anni.

 

L’Associazione è così strutturata:

-presidente;

-vicepresidente;

-segretario;

-tesoriere;

-funzionario addetto alle politiche relative all’esame di abilitazione/certificazione;

-funzionario addetto ai problemi amministrativi connessi alll’esame di abilitazione/certificazione;

-funzionario addetto al mantenimento di uno standard per l’abilitazione/certificazione;

-funzionario addetto alle relazioni esterne e alla promozione della certificazione archivistica dentro e fuori la comunità archivistica;

-funzionario addetto al vaglio delle candidature;

-associati.

 L’Academy sviluppa e amministra un programma di certificazione/abilitazione e uno per il mantenimento della certificazione per gli archivisti degli Stati Uniti d’America e per la comunità archivistica internazionale.

 

Incrementa la conoscenza della certificazione/abilitazione archivistica e i suoi vantaggi tra i professionisti degli archivi e non.

Promuove tra gli archivisti l’ottenimento di un alto livello di coscienza professionale.

 

L’Academy partecipa alla definizione e all’avanzamento dei concetti educativi propri della professione archivistica, ai concetti dell’archivistica e alle pubblicazioni relative alla materia.

 

Identifica e promuove l’identificazione di traguardi in ambito archivistico, e quella di sistemi di valori archivistici e di standard archivistici.

 

L’Academy ha stipulato un contratto con il Capitol Hill Management Service di Albany per ottenere un servizio amministrativo e psicometrico per il proprio sistema di certificazione.

 

 

CERTIFICAZIONE ARCHIVISTICA OTTENUTA CON L’ESAME

 

Sul sito web dell’Academy è scaricabile un Handbook for Archival Certification, pubblicato nel 1998.

Non si tratta di un manuale sul quale prepare l’esame. In effetti è una sintesi e una riflessione effettuata sulla banca-dati degli esami tenuti dal 1989 al 1998, con l’obiettivo di fare il punto sulla professione. Per quanto riguarda l’esame si limita a fornire una bibliografia essenziale. L’interesse di tale handbook consiste nella ricerca continua della giutsa delimitazione dell’ambito professionale, culturale e “etico” dell’archivista.

 

Tale Handobook si articola in 5 sezioni:

 

-Sezione 1) tratteggia la storia dell’organizzazione, la struttura dell’Academy e ne sottolinea la rilevanza nella promozione di un grado sempre più evoluto di prassi archivistica a livello professionale, attraverso la definizione dei saperi e delle abilità necessarie alla professione di archivista;

 

-Sezione 2) fornisce informazioni sull’esame per la certificazione, che si svolge annualmente, durante la settimana in cui si riunisce la Society of American Archvists, nella città sede dell’incontro, o in altre città, alcune scelte dall’Academy, altre proposte dagli stessi candidati. L’esame consiste in un test a risposta multipla, composto di 100 quesiti.

Tale esame stabilisce il livello di qualificazione scientifica e/o professionale minimo per aspirare a diventare un archivista “certificato”.

Questi i titoli americani minimi riconosciuti per l’ammissione all’esame:

a) laurea con indirizzo archivistico e un anno di esperienza archivistica professionistica qualificata;

b) laurea non ad indirizzo archivistico e due anni di esperienza archivistica professionistica qualificata;

c) precedente qualifica di archivista certificato. (chi ha già ottenuto la certificazione, ma l’ha lasciata decadere).

 

Riassumendo, si può dire che l’Academy tende a escludere una formazione scientifica e professionale che non preveda un approccio diretto con il materiale archivistico in senso stretto, escludendo quelle figure para-professionali che non hanno a che fare con gli archivi veri e propri. Qui si tende ad abilitare un archivista alla professione e non si cerca di creare nuove figure professionali, che forse comunque sono richieste dal mercato.

 

Uno dei compiti dell’Academy, infatti, è quello di ottenere un profilo chiaro ed esaustivo del candidato, tanto sul piano della formazione, quanto su quello dell’esperienza lavorativa.

 

Il candidato, oltre alla domanda di ammissione all’esame, nella quale devono comparire i requisiti minimi già citati, deve dare informazioni supplettive riguardo a tutti gli altri titoli ritenuti utili (frequenza di corsi di formazione, etc.).

Deve inoltre descrivere mansioni e responsabilità nel proprio ambito lavorativo.

Deve presentare una descrizione ufficile del lavoro che dimostri la natura archivistica dell’attività svolta.

Deve presentare un progetto, dal quale emerga una personale attitudine alla ricerca di obbiettivi e finalità (archivistiche), e qualsiasi altra documentazione relativa al lavoro che sta svolgendo.

 

E’ possibile ripetere la prova più volte, senza limiti, previo pagamento della tassa d’esame.

 

L’esame dura dalle 8.30 alle 12.00. Sbrigate le procedure preliminari, il candidato ha tre ore di tempo per rispondere ai 100 quesiti a risposta multipla.

 

In caso di risultato positivo, si diviene membri eleggibili dell’Academy e archivisti “certificati”. Può accadere di essere ammessi con riserva, qualora si raggiunga il punteggio necessario alla “certificazione”, ma la commissione non ritenga adeguati dal punto di vista scientifico i requisiti relativi alla qualificazione professionale.

 

Il “certificato” ha una durata di cinque anni, scaduti i quali è necessario seguire la procedure per la ricertificazione.

 

La ricertificazione si può ottenere o affrontando nuovamente l’esame o attraverso istanza.

 

L’Academy caldeggia la prima soluzione, ritenendo l’esame anche un momento di riflessione e di autovalutazione sul piano scientifico e professionale.

 

La ricertificazione per istanza viene rilasciata soprattutto a quelle figure professionali che svolgono lavori attininenti alla formazione e alla ricerca in campo archivistico. Queste figure sono tenute a compilare un modulo nel quale devono rendere conto di questa loro attività.

 

L’Academy concede lo status di “emerito” a figure ritiratesi dalla professione, ma la cui esperienza nel settore dell’archivistica è indiscutibile, onorando così il rilevante contribuito dato loro allo sviluppo della professione, e sottolineandone la rilevanza nella comunità archivistica.

A volte tale status può essere conferito anche a persone estranee al mondo degli archivi, ma che comunque hanno contribuito allo sviluppo dell’archivistica.

 

-Sezione 3): vi sono delineate le conoscenze teoriche e pratiche necessarie nella prassi archivistica, dividendola in sette ambiti principali.

1)     ambito generale;

2)     ambito riguardante l’identificazione e la scelta dei documenti;

3)      ambito riguardante l’ordinamento e la descrizione dei documenti:

4)     ambito riguardante i servizi di reference e di accesso ai documenti;

5)     ambito riguardante la conservazione e la salvaguardia dei documenti;

6)     ambito riguardante le relazioni esterne, il patrocinio, e la promozione delle collezioni documentarie e dei depositi;

7)     ambito riguardante le responsabilità professionali, etiche e legali.

 

Ogni ambito è accompagnato da un elenco dettagliato di mansioni e di nozioni, prettamente archivistiche, volte ad escludere ogni altra figura professionale dalla “certificazione”.

 

-Sezione 4): descrive l’esame e fornisce alcune domande campione. L’esame, come detto, è condotto con un sistema psicometrico, ed è composto di 100 domande a risposta multipla, relative ai sette ambiti principali elencati nella sezione 3):

a) selezione dei documenti (20%);

b) ordinamento e descrizone dei documenti (20%);

c) servizi di reference e di accesso ai documenti (20%)

c) conservazione e protezione dei documenti (10%);

d) rapporti con l’esterno, patrocino e promozione delle collezioni documentarie e dei depositi archivistici (10%);

e) elaborazione di programmi archivistici significativi (10%);

f) responsabilità professionali, etiche e legali (10%).

 

- Sezione 5): fornisce una dettagliata bibliografia adeguata ad affrontare l’esame.

 

Library Association

Il testo che segue è stato redatto da Alberto Petrucciani ed è pubblicato sul sito dell’AIB all’indirizzo www.aib.it/aib/cen/albola.htm. Barbara Sablich, per conto del gruppo, ha svolto la ricerca sulla certificazione in UK.

La Library Association gestisce da tempo un sistema molto articolato ed elaborato di certificazione professionale ed è una fra le associazioni elencate nella Direttiva europea 89/48/EEC sul riconoscimento delle qualificazioni professionali.

Una sintesi delle sue regole e procedure, ricavata dal manuale Associateship regulations and notes of guidance (London: Library Association, 1997, a cui si riferiscono le citazioni) e da altri documenti disponibili presso la Segreteria AIB, può quindi essere utile:
- come esempio di regole, criteri, procedure a cui ispirarci;
- per suggerire ulteriori attività dell'AIB in questo campo.

I requisiti per l'iscrizione all'albo

Per l'iscrizione all'albo (Register of Chartered Librarians) occorrono, oltre all'iscrizione alla LA,
- un diploma universitario specifico o una qualificazione equivalente;
- un minimo di esperienza professionale con valore anche di tirocinio.

L'esperienza professionale deve essere vera attività di lavoro con i seguenti requisiti (p. 20):
- non meno di 30 ore settimanali (un part time fra le 12 e le 29 ore settimanali è accettato ma la durata deve crescere in proporzione);
- lavori a termine sono considerati solo se la durata è di almeno 8 settimane e 240 ore per ciascun periodo;
- il volontariato può essere accettato solo se un iscritto all'Albo certifica che non è sostitutivo di lavoro normalmente retribuito;
- in linea di principio l'esperienza deve essere di livello professionale, e quindi se il lavoro svolto è in gran parte non professionale il tempo richiesto può essere maggiore; comunque il candidato può sviluppare analisi e valutazione professionale anche su attività per le quali, nel suo posto di lavoro, non gli spettano responsabilità decisionali.
In ogni caso, viene sottolineato che la certificazione riguarda la persona, non il suo posto di lavoro o le sue mansioni (p. 7).
Le attività lavorative considerate possono essere diverse, non consecutive e di durata anche superiore ai minimi richiesti, ma la domanda deve essere aggiornata alla situazione attuale e al posto occupato al momento.

I percorsi di professionalizzazione

Il percorso più comune (Route A) prevede:
- diploma di master rilasciato da una scuola universitaria di Library and informazione science (LIS) e riconosciuto da un apposito comitato della LA;
- esperienza professionale di carattere anche formativo, concordata, di almeno un anno.

Il Professional Training Programme (PTP) deve essere concordato (prima dell'inizio o entro 1 mese) tra il candidato e il suo supervisore da una parte e il Registration Board (RB, analogo alla nostra Commissione) della LA dall'altra.
La LA fornisce una traccia molto dettagliata dei contenuti da coprire (grandi aree come le capacità di analisi e valutazione o di comunicazione, articolate in singoli settori come le tradizionali procedure di biblioteca) e delle modalità di lavoro e di supervisione (p. I-XII). Oltre al lavoro che si svolge nell'ente deve essere curato lo sviluppo di una visione professionale complessiva (p.es. con letture, partecipazione a convegni e altre attività professionali esterne, ecc.).
Il Supervisore deve essere iscritto all'Albo da almeno 5 anni, tenere contatti almeno mensili con il candidato e, al termine del periodo, firmare una dichiarazione di positiva conclusione del PTP (prestampata, quindi non motivata e non analitica). Il Supervisore appartiene di solito allo stesso ente, ma si può ricorrere a un Supervisore esterno, di norma quando non vi siano iscritti all'Albo all'interno dell'ente.
Per comodità (e anche per attrarre i candidati più motivati) un ente può concordare con la LA un PTP standard per il proprio personale, comunicando di volta in volta solo i dati del singolo candidato e del relativo supervisore.
Il PTP può anche consistere di più periodi separati, con supervisori diversi.

Il percorso alternativo (Route B), seguito da una minoranza, prevede:
- diploma di una LIS School o altra qualificazione equivalente;
- esperienza professionale di almeno due anni.
Questo percorso è aperto anche a chi abbia un diploma non riconosciuto o in altro settore accademico (non LIS). Potrà essere aperto anche a quanti abbiano una qualificazione professionale non accademica ma riconosciuta equivalente a un titolo accademico nell'ambito del programma di National Vocational Qualifications del governo britannico. La LA, insomma, non rifiuta - al contrario di altre associazioni professionali inglesi - di accettare qualificazioni non universitarie, ma le accetterà una volta che siano state formalmente riconosciute come equipollenti dalle autorità che governano l'istruzione superiore.
Le indicazioni sulla Route B non sono molto precise: i principi da seguire dovrebbero essere per quanto possibile gli stessi, sembra necessario registrarsi come candidati al principio dei 2 anni e presentare un progetto formativo scritto (anche usando il "Framework for Continuing Professional Development" di cui si parla alla fine), ma non è chiaro come debba essere presentato e se debba essere approvato dal Registration Board.

Le forme della domanda di iscrizione

Completato uno dei due percorsi (A o B) si può presentare la propria domanda scegliendo una fra 4 forme:
1) Professional Development Report ("Report")
2) Portfolio of evidence of professional development ("Portfolio")
3) Professional Development Proforma and Interview ("Proforma")
4) Adaptation Report.

Il Professional Development Report è un resoconto di 4000-6000 parole (circa 20.000-40.000 caratteri?), diviso in sezioni e con eventuali appendici (non comprese nel conto delle parole) e documenti allegati, che deve comprendere numerosi elementi tra i quali:
- descrizione del periodo di esperienza dichiarato, con i posti ricoperti e le relative mansioni;
- curriculum delle attività professionali, pubblicazioni, ecc.;
- analisi degli obiettivi dell'organizzazione per cui il candidato ha lavorato e valutazione del loro raggiungimento;
- autovalutazione del lavoro svolto e dei suoi progressi;
- analisi della formazione ricevuta e dei bisogni di formazione futuri;
- conoscenza del contesto bibliotecario complessivo, del quadro legislativo, della funzione delle organizzazioni e delle attività professionali (vita associativa, convegni, stampa e editoria specializzata, ecc.), delle maggiori questioni professionali (temi controversi e di attualità, deontologici, ecc.) (p. 21-22).
Il Report non deve essere solo descrittivo, ma anche analitico e valutativo (con capacità di giudizio professionale) riguardo sia alla situazione di lavoro che alla formazione e allo sviluppo professionale del candidato. Deve anche mostrare come le conoscenze teoriche siano state tradotte in pratica, imparando dalla loro applicazione e individuando direzioni di miglioramento.

L'Adaptation Report è una possibilità alternativa per chi abbia conseguito un titolo estero riconosciuto (p.es. il diploma della Scuola speciale per archivisti e bibliotecari di Roma) e comporta solo minime varianti rispetto al PDR. In passato l'esperienza professionale minima richiesta doveva essere stata maturata nel Regno Unito; ora pare che possa essere svolta anche in altri paesi dell'Unione Europea (p. 20), ma il Report deve comprendere comunque la conoscenza della realtà britannica.

Il Portfolio of Professional Development rovescia, in sostanza, l'equilibrio fra relazione e documentazione: comprende una introduzione di illustrazione generale e valutazione (non più di 1000 parole) e un indice ragionato ("annotated") della documentazione presentata, che deve coprire gli stessi temi indicati per il Report.
Si può supporre che sia conveniente quando il candidato dispone di documenti (certificati, attestati, elaborati di servizio, pubblicazioni, ecc.) che già da soli coprono i temi richiesti; il suo uso sta crescendo, rispetto al modello classico del Report, per la diffusione - nella scuola, nell'università e nel lavoro - di registri formalizzati individuali delle attività svolte e dei risultati conseguiti.

La terza possibilità comprende due parti, una traccia di domanda (il Professional Development Proforma) e il successivo colloquio (Interview). La traccia è molto dettagliata, simile a un lungo questionario a risposte aperte sulle esperienze fatte e la consapevolezza acquisita, e corrisponde in larga misura allo schema del Professional Training Programme (dagli scopi del servizio in cui si lavora alle singole competenze professionali, gestionali e comunicative). Le ultime due sezioni riguardano le attività di formazione svolte e le attività professionali esterne al proprio posto di lavoro (vita associativa, convegni, letture professionali, ecc.). La lunghezza media prevista (fra traccia e testo del candidato) è di circa 4000 parole. Devono essere allegati un curriculum e, se possibile, job description e obiettivi di ciascun ente presso il quale il candidato ha lavorato.
Alla domanda segue un colloquio (durata massima un'ora), svolto nella sede di lavoro del candidato o comunque in zona da due Scrutineers scelti dal Registration Board. Il colloquio è dedicato alle ultime due sezioni della domanda e ad altri punti scelti dal RB e ciascuno Scrutineer deve compilare un resoconto dell'intervista con la sua valutazione. La decisione finale spetta comunque al RB.
Non è chiaro a chi possa convenire questa forma: secondo le indicazioni della LA, soprattutto a chi scarseggi di documentazione (lavori precari, o in situazioni poco organizzate e formalizzate, o all'estero, ecc.); forse anche a chi ha difficoltà a organizzare un proprio discorso e presentare un percorso professionale coerente e consapevole.

Queste forme sono previste anche nel nostro Regolamento, pur se in maniera meno formalizzata.
Gli insegnamenti più interessanti da ricavarne mi sembrano:
- il giudizio sulla "professionalità" del candidato, che a prima vista potrebbe apparire molto aleatorio e soggettivo, viene circoscritto con molta precisione dalle norme e dalle indicazioni della LA, in modo da raggiungere un alto grado di consenso e di obiettività (p.es., persone diverse dovrebbero riuscire a valutare allo stesso modo se la persona, oltre a descrivere il proprio lavoro, indica i suoi scopi, sa valutare in che misura sono raggiunti, identifica degli inconvenienti, ipotizza delle iniziative o dei metodi che li possano ridurre o annullare, ecc.);
- viene sottolineata la necessità di sviluppare una visione d'insieme e tutto il ventaglio di capacità professionali, non solo la professionalità in uno specifico ente e in una specifica mansione (sottolineate invece nel nostro Regolamento); ciò è più facile, peraltro, sulla base di una formazione organica e di un percorso di tirocinio pure organico e formalizzato.
L'articolato percorso previsto (con i due aspetti sottolineati sopra) fa sì che la certificazione non sia semplicemente un giudizio (sì/no) su qualcosa che esiste o non esiste di per sé (la "professionalità"), bensì il traguardo di un processo in cui la professionalità viene sviluppata, indirizzata, irrobustita.
Si può dire che il processo di certificazione, essendo articolato e trasparente, ha esso stesso un grande valore formativo, contribuisce in maniera determinante a creare la professionalità invece di limitarsi a valutarla.

La valutazione della domanda

Il Registration Board che valuta le domande è composto da non più di 20 soci iscritti all'albo, nominati dal Consiglio della LA senza una durata fissa e revocabili; anche il Board può proporne la sostituzione. In genere i membri sono già stati Scrutineers (e di solito tornano ad esserlo dopo) e operano nel RB, in media, per due anni.
Il meccanismo è abbastanza elaborato per coniugare tempestività e garanzia.
Ciascuna domanda, appena arrivata, viene recapitata a due membri (per questo sono richieste 3 copie), che concordano il giudizio per la seduta successiva o, in caso di disaccordo, si rivolgono a un terzo. Le "coppie" cambiano ogni mese. I nuovi membri del RB iniziano a valutare domande solo dopo la prima seduta plenaria e nel primo mese sono "accoppiati" con il presidente del RB.
Il RB si riunisce ogni 2 mesi per deliberare sulle domande istruite nel frattempo (in media 80, più 5 per la Fellowship). Le domande possono essere accolte o respinte, oppure (per il Report e il Portfolio) può essere richiesta ulteriore documentazione, stabilendo un termine. Le domande respinte devono essere lette e valutate per iscritto da ciascun membro del RB; la decisione è a maggioranza (p. 36). Questa norma fa pensare che di solito il RB si limiti ad avallare il parere positivo della coppia di valutatori; gli altri membri esaminano la domanda solo se la prima valutazione è negativa.
Le domande accettate, a quanto si dichiara, sono il 95% circa; quelle respinte o rinviate ai candidati lo sono di solito perché non rispondenti, nella forma o nella sostanza, alle norme (p. 12). Tuttavia questo non significa che la valutazione non sia rigorosa: l'alta percentuale di esiti positivi sembra dipendere dal fatto che l'iter del candidato è soggetto a numerose verifiche (comprese consultazioni informali con gli uffici della LA, supervisori, centri di assistenza a cui si accenna più avanti, ecc.), cosicché quando si arriva alla decisione finale le tessere del quadro dovrebbero essere quasi sempre tutte a posto.
Se non viene richiesta ulteriore documentazione, tutta la procedura si conclude in 2-4 mesi.
Dato che in media i candidati ottengono l'iscrizione all'albo dopo 2-3 anni dal conseguimento del titolo di studio (poco più del periodo minimo di esperienza richiesto), evidentemente tutto il meccanismo di tirocinio e certificazione è bene organizzato e scorrevole.

Il RB utilizza, come si è detto, una rete territoriale (corrispondente alle Branches, analoghe alle Sezioni AIB) di Scrutineers (iscritti almeno da 5 anni all'albo, ex membri del RB o esperti tra i quali vengono in genere reclutati i nuovi membri del RB), per disporre di persone esperte nei diversi settori e che siano geograficamente vicini ai candidati da sottoporre a colloquio. Comunque, i due Scrutineers incaricati di un colloquio non devono conoscere già personalmente il candidato.

Le garanzie per le domande respinte sono molto precise: il candidato riceve una motivazione molto dettagliata (comprese le copie dei resoconti del colloquio, se l'ha sostenuto) e le istruzioni complete per un eventuale ricorso. Il ricorso deve essere proposto entro 6 settimane e si può basare solo sul fatto che il RB abbia fatto uso di informazioni errate o fuorvianti, senza colpa del candidato, ovvero violato le norme procedurali. Se il ricorso appare non infondato al Chief Executive della LA e viene accolto da un collegio analogo ai nostri Probiviri la relativa decisione torna al RB per un riesame.
In ogni caso, un candidato respinto può ripresentare domanda quando è trascorso un anno.

Le attività di supporto

Le attività di supporto ai candidati sono numerose e interessanti anche per noi, soprattutto considerando la disseminazione dei soci sul territorio.
Oltre agli uffici centrali della LA, ci si può rivolgere a due reti territoriali di supporto, quella dei Registration Liaison Officers (promossa dal Career Development Group della LA, già Association of Assistant Librarians) e quella dei Supervisor Liaison Officers.
I RLO sono soci volontari, iscritti all'albo, che in ogni città o zona operano come consulenti per i candidati, sulla base della loro esperienza e delle informazioni che gli uffici della LA trasmettono regolarmente; organizzano anche altre attività utili per i candidati. Può sorprendere che gli uffici della LA informino il RLO di zona delle domande ricevute (mentre il loro contenuto è strettamente riservato), così che possa prendere lui l'iniziativa di contattare i candidati. Comunque si tratta di un'attività volontaria, confidenziale, senza alcun legame formale con le procedure di iscrizione all'Albo.
I SLO sono pure soci volontari, con esperienza di Supervisori per la Route A (spesso sono anche Scrutineers), nominati per singole aree territoriali, per dare consulenza a candidati e supervisori, soprattutto per l'elaborazione del Professional Training Programme, e organizzare attività in questo campo (conferenze, seminari, ecc.), anche insieme alla rete degli RLO.

Qualcosa di simile potrebbe essere utile anche nell'ambito dell'AIB, per esempio per avere in ogni regione una o più persone che possano consigliare chi vuole fare domanda di iscrizione all'Albo. Potrebbero essere utili anche figure analoghe agli Scrutineers, esperti affidabili in varie zone a cui chiedere, confidenzialmente, informazioni su una biblioteca o un servizio, da confrontare col quadro fornito dal candidato.

La Fellowship

Oltre alla Associateship la LA prevede anche la Fellowship, normalmente conferita almeno 5 anni dopo il primo riconoscimento (ma è possibile, particolarmente per persone che abbiano operato all'estero, candidarsi direttamente al secondo livello, con un'esperienza non inferiore a quella richiesta per i due gradini).
Per la Fellowship bisogna mostrare di aver realizzato il potenziale professionale valutato per il primo livello, aver sviluppato la capacità di svolgere attività professionalmente complesse e aver dato un contributo obiettivamente determinabile alla professione nel suo complesso (p.es., con uno o più studi rilevanti o con realizzazioni di servizi che costituiscano un esempio per la professione, quindi con qualche elemento di originalità).
La domanda è costituita da una breve autocandidatura (non più di 500 parole), accompagnata dal curriculum, da pubblicazioni e altra documentazione e da eventuali referenze (lettere di sostegno) di iscritti all'albo. Fra i lavori del candidato viene indicata per prima la tesi di dottorato, canale abituale di accesso alla Fellowship, della quale però non si valuta la qualità accademica bensì l'interesse e l'applicazione in ambito professionale.
Per raccogliere elementi di valutazione il RB può ricorrere anche a un colloquio, a visite a edifici e servizi realizzati dall'aspirante e al giudizio di referees sulle sue opere; possono essere utilizzati degli Scrutineers (di solito Fellows), soprattutto per esaminare sul posto le realizzazioni dell'aspirante Fellow o per la valutazione di lavori scientifici molto specialistici. Alle procedure non prendono parte solo altri Fellows: per far parte del RB basta l'Associateship, anche se si ignora se in pratica sia usuale la presenza di membri con la sola prima qualificazione e non viene menzionata l'eventualità che si candidi alla Fellowship un membro del RB. Nella valutazione, comunque, si deve tener conto esclusivamente della documentazione presentata o delle verifiche compiute, non di quanto sia in altro modo o generalmente noto, e i membri del RB che per conoscenza personale o rapporti professionali non si ritengono in condizione di giudicare imparzialmente non partecipano alla procedura.
Altre norme e procedure sono analoghe o identiche all'Associateship.

Formazione permanente e integrazione con la formazione superiore

Non c'è un meccanismo di verifica periodica della certificazione, ma dal 1992 la LA gestisce un "Framework for Continuing Professional Development" che è una cornice formalizzata, una specie di registro, da utilizzare per programmare e documentare la propria crescita professionale (obiettivi, attività di aggiornamento anche informali come leggere un libro o visitare un'altra biblioteca, risultati, ecc.).
Può essere compilato in maniera personale e del tutto libera (un po' come si cura e aggiorna il proprio curriculum) ma può anche essere utilizzato come una forma di autocertificazione per il lavoro e la carriera e venire concordato, almeno in parte, col proprio datore di lavoro o supervisore.
È nato su base privata e volontaria, ma molte importanti organizzazioni bibliotecarie (sistemi bibliotecari territoriali, universitari, ecc.) ne riconoscono e promuovono l'uso e si va diffondendo (come quelli analoghi di altre associazioni professionali) come una forma riconosciuta di certificazione professionale per tutto l'arco della vita.

Le attività di certificazione, oltre a presupporre e utilizzare qualificazioni accademiche, sono a loro volta riconosciute nell'istruzione superiore, attraverso il Credit Accumulation and Transfer Scheme (CATS) dello Open University Validation Service. In particolare, sia l'Associateship che la Fellowship danno diritto a crediti validi per conseguire un Master degree (per un massimo rispettivamente di 20 e 50 crediti, da concordare con l'università a cui ci si rivolge e sulla base della pertinenza al percorso di studio).

 

 

SOCIETY OF ARCHIVISTS

(a cura di Barbara Sablich)

 

Piano di Iscrizione

 

1. Introduzione

 

1.1 Associazione registrata

 

La Society of Archivists è l’organo professionale nella Gran Bretagna e nella Rep. d’Irlanda che raccoglie archivisti, conservatori d’archivio, records managers ed altre figure impiegate nella conservazione degli archivi. Tramite i suoi membri è impegnata ad operare per alti standards nella conservazione e nella cura degli archivi e nell’effettivo management del record system, e nella formazione e sviluppo in questi campi. Un Code of conduct obbligatorio presenta gli standard di condotta professionale richiesti agli iscritti alla Società.

Sin dal 1987 la Society of Archivists ha mantenuto un Registro come misura del suo impegno per incoraggiare e mantenere gli standard professionali ed in riconoscimento della sua responsabilità nei confronti di coloro che impiegano o cercano di impiegare uno staff professionale per amministrare o conservare i loro archivi ed i loro records. Le persone ammesse al Registro devono possedere sia competenza professionale sia esperienza e dimostrare il loro impegno ad uno sviluppo professionale continuato ( per ulteriori informazioni, cfr. Appendice 10.6 ).

 

 

1.2 Percorsi per l’associazione registrata

 

Vi sono diversi percorsi tramite i quali i membri della S.of A. possono ottenere L’associazione registrata:

·        Dal 1987 al 2000, il percorso per ottenere la registrazione per quelli abilitati prima del giugno 1996:

Archivisti e Records Managers : possesso di una laurea ( o diploma equipollente ) e di un Diploma/MA di un corso universitario in archivistica accreditato dalla Società ( cfr. sez. 2.4 per i corsi accreditati ) o dal Diploma rilasciato dalla stessa Società, seguito da un minimo di tre anni di esperienza in una posizione professionale.

Conservatori d’ Archivio : possesso del Diploma della Società in conservazione, seguito da un minimo di tre anni di esperienza in una posizione professionale.

 

·        Per coloro che si sono abilitati nel giugno 1996 o dopo:

      Archivisti e Records Managers: possesso di una laurea ( o diploma equipollente ) e di un   

      Diploma/MA di un corso universitario in archivistica accreditato dalla Società o del Diploma

      rilasciato dalla stessa Società, seguito da un minimo di tre anni di esperienza in una posizione

      professionale, ed il riuscito completamento dello schema di registrazione.

       Conservatori d’Archivio: possesso del Diploma della Società in conservazione, seguito da un 

       minimo di tre anni di esperienza in una posizione professionale ed il riuscito completamento

      dello schema di registrazione

 

 

 

Dal 2001 in poi il Piano di Iscrizione è il percorso per tutti i membri qualificati ( eccetto i Conservatori-Restauratori Professionali Accreditati come spiegato più oltre ).

 

·        Conservatori d’Archivio solo dal 1999:

 

Conservatori-Restauratori Professionali Accreditati : nell’ottenere lo status accreditato, via sia  il Fast Track sia lo Standard Accreditation Scheme, l’iscrizione registrata viene garantita automaticamente in quanto i criteri per l’accreditamento coprono anche tutti i criteri per la registrazione. Ciò si applica sia se l’accreditamento era stato ottenuto tramite la S. of A. sia tramite un’altra organizzazione, a patto che il conservatore sia un membro individuale della Società.

·        Dal 1987 ad oggi :

Archivisti, Records Managers e Conservatori d’Archivio senza una qualificazione accreditata o una qualificazione conferita dalla Società : in circostanze eccezionali l’ammissione al Registro sarà approvata sotto il “ percorso con clausola d’esperienza “. In tali casi il richiedente deve avere un minimo di 10 anni di esperienza, con il debito credito dato per periodi devoluti a studi di approfondimento. Essi devono esibire un aggiornato  c.v. della loro carriera archivistica o correlata, prova di completamento di rilevanti corsi di formazione professionale ed esempi di lavoro completato. Questo tipo di registrazione è oggi raramente usata.

 

1.3 Lo schema di registrazione

 

Nel 1996 il Piano di Iscrizione ( originariamente conosciuto come Pre-registration Training and Development Scheme ) venne introdotto per incoraggiare i candidati all’iscrizione ad acquisire e sviluppare la loro tecnica e la conoscenza dopo l’abilitazione. Il Piano fu elaborato da un gruppo di lavoro i cui membri includevano archivisti, records managers e conservatori di una varietà di background  lavorativi , inclusi alcuni membri abilitati di recente. Venne introdotto dopo una votazione tra tutti i membri registrati. Il Piano è strutturato in modo tale da permettere ad ogni membro abilitato di iscriversi e lavorare per ottenere l’iscrizione. Riconosce e prende in considerazione tutta l’ampia gamma  varietà di percorsi lavorativi/carrieristici di professionisti d’archivio e registrazioni fornendo un percorso di registrazione flessibile ma rigoroso.

Il Piano incoraggia i candidati ad identificare gli esiti di apprendimento da una varietà di attività  intraprese durante i primi pochi anni di attività professionale. L’obiettivo è di incoraggiare i candidati a costruire sul nucleo esistente conoscenza e tecnica, ottenute durante i loro corsi di formazione professionale, per accrescere la loro efficacia personale per il beneficio sia proprio che del loro datore di lavoro Lo Schema mira a sviluppare un’accresciuta consapevolezza della relazione tra teoria e pratica ed incoraggiare professionisti archivisti ad imparare attraverso il riflettere sulle loro esperienze.

La Società raccomanda che le organizzazioni che impiegano archivisti professionali, records managers o conservatori d’archivio recentemente abilitati, li incoraggino ed assistano nell’intraprendere il Piano di Iscrizione alla Società.

 

1.4 Il Piano di Iscrizione e lo Sviluppo Professionale Continuo ( CPD )

 

Lo Schema di Registrazione è visto come parte dell’impegno della Società ad incoraggiare e facilitare il CPD.  La Società ha adottato una politica di CPD e promuove il CPD come : “ Un approccio sistematico e pianificato al mantenimento, accrescimento e sviluppo della conoscenza, tecnica e competenza che continua attraverso la carriera professionale ed è di mutuo beneficio della persona, del committente, del corpo professionale e della società intera. “

 

Il Piano di Iscrizione  è un passo iniziale, che segue la qualificazione professionale, come parte dello sviluppo continuo ed il CPD non deve essere percepito come il fermarsi all’adesione registrata.

 

Il processo con il quale si segue il Piano fornirà un metodo di sviluppo personale. Le 4 aree  evidenziate nello schema servono ad aiutare a focalizzare il proprio sviluppo. E’ previsto che con il completamento del Piano sarà possibile adottare e mantenere un piano di sviluppo personale ed una registrazione dei propri progressi.

 

Benefici del CPD

 

Per i singoli

 

Può

·        ampliare gli orizzonti fornire opportunità di interconnessione

·        migliorare la fiducia e realizzare che l’apprendimento è utile e remunerativo

·        accrescere lo status professionale

 

Per il datore di lavoro

 

Può

·        migliorare l’efficacia e l’impegno del dipendente verso il lavoro/organizzazione

·        aiutare con programmi di sviluppo dello staff stabiliti in accordo con gli investitori in persone  e altre iniziative di apprendimento a lungo termine (lett: della durata di una vita)

·        Accrescere la collaborazione tra i membri dell’organizzazione

 

Per la S. of A. e la professione

 

Può

·        Creare un profilo più alto che può portare un riconoscimento più grande del lavoro ed attrarre finanziamenti

·        Indirizzare questioni di importanza professionale e facilitare scambi/cambaimenti

·        Promuovere standard professionali

 

 

1.      Il Piano di Iscrizione: idoneità ed iscrizione

 

1.1 Introduzione

 

I candidati che intraprendono il Piano di Iscrizione compilano un portfolio da sottoporre per la valutazione dopo un minimo di 3 anni di esperienza lavorativa dopo l’abilitazione professionale. Il portfolio deve contenere informazioni relative ad attività di sviluppo professionale continuative intraprese dal candidato dopo l’abilitazione che possano arrivare fino a 12 crediti derivati almeno 3 su 4 aree di sviluppo ( cfr. sez. 4 e 5 ). Il portfolio dovrebbe anche includere una referenza, in sostegno alla domanda per l’iscrizione registrata, di un membro registrato  della Società che abbia agito da tutor/mentore del candidato. Sono anche richieste informazioni sulla storia lavorativa del candidato, cioè CV e/o descrizione del lavoro. I portfolio vengono valutati da un team di valutatori che sono membri esperti registrati della Società provenienti da una varietà di ambienti di lavoro.

 

 

 

1.2 Idoneità

 

Qualificazione personale

 

·        Archivisti e Records managers:

I candidati che intraprendono il Piano di Iscrizione devono possedere il diploma della S. of A. in Amministrazione Archivistica o un’abilitazione di uno dei seguenti corsi accreditati dalla S. of A.

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·        Conservatori d’archivio:

I candidati devono possedere il Diploma di Conservazione della S. of A.

 

C’è una procedura tramite la quale i membri della Società con qualificazioni professionali ottenute fuori della G. Bretagna ed Irlanda possono iscriversi ( cfr. appendice 10.7 )

 

Periodo di esperienza lavorativa

 

Al momento di presentare il loro portfolio per la valutazione, i candidati devono aver completato un minimo di 3 anni di esperienza di lavoro professionale come archivista, records manager o conservatore d’archivio ( o una posizione equivalente ) dalla loro abilitazione. Da notarsi che questo periodo minimo di 3 anni di lavoro parte dall’inizio del lavoro professionale post-abilitazione e non dalla data di iscrizione sul Piano di Iscrizione. I candidati con impiego part time devono aver completato l’equivalente di un minimo di 3 anni di lavoro full time; full time è considerato un lavoro con 35 ore o più per settimana. Possono essere incluse sia le esperienze di lavoro retribuito che volontario. I periodi di prolungata assenza dal lavoro per malattia, disoccupazione o per altre ragioni, inclusi occupazioni diverse da professionista d’archivio, non devono essere inclusi nel conteggio dei 3 anni minimi, anche se i candidati possono continuare ad acquisire crediti durante tale periodo. La vita/durata massima di ogni credito è di 10 anni. In pratica questo significa che  che i candidati possono sottoporre il loro portfolio per la valutazione dopo un minimo di 3 ed entro un massimo di 10 anni. Si presuppone  che alla maggior parte dei candidati  occorrono da 3 a 5 anni prima di essere pronti per la valutazione.

 

1.3 Iscrizione e tassa di valutazione

 

I candidati possono iscriversi in ogni momento essi lo desiderino  dopo aver iniziato l’abilitazione al lavoro professionale. Attività intraprese dopo l’ abilitazione ma prima dell’iscrizione al Piano possono naturalmente essere incluse nella domanda di valutazione. All’appendice 10.1.1 si trova una copia del modulo d’iscrizione, anche ottenibile dal segretario amministrativo della Società ed al sito web della Società. Il formulario d’iscrizione compilato, con la scelta del referente/tutor scelto dal candidato ( cfr. sez. 6 ), deve essere inviato al segretario amministrativo. L’iscrizione significa che il candidato intende presentare un portfolio per la domanda di iscrizione a tempo debito. Ciò permette al segretario amministrativo ed al Coordinatore del Network del Piano di Iscrizione di inviare informazioni ai candidati. Assicura anche che i richiedenti alle borse di formazione disponibili per i candidati al Piano di Iscrizione possono provare di aver intrapreso il Piano. Il candidato deve avvisare il Segretario Amministrativo di ogni cambiamento  di indirizzo e di referente durante l’iter per assicurare che le informazioni addizionali vengano inviate all’indirizzo corretto.

 

Tassa d’iscrizione

Non esiste al momento. La tassa d’iscrizione che si pagava dal 1996 a metà 2000 serviva a coprire il costo del raccoglitore inviato ai candidati. Questo ora è discontinuo.

 

Tassa di valutazione

Dall’inizio del 2001 c’è una tassa di valutazione di £ 50 da pagarsi al momento dell’invio del portfolio per la valutazione. I candidati che avevano pagato la precedente tassa di iscrizione devono dedurre £ 15 dalla tassa di valutazione, cioè pagare £ 35. Questa tassa copre anche una successiva valutazione in caso che i portfolio vengano restituiti ai candidati per lavori e ripresentazioni successivi.

Nota: gli assegni devono essere pagati alla S. of A. e una ricevuta del pagamento può essere inviata su richiesta. In alternativa può essere inviata, su richiesta, una fattura.

 

2.      Il Piano di Iscrizione: Documentazione

 

3.1 Introduzione

 

Il proposito del Piano di Iscrizione è di incoraggiare i candidati a continuare il loro personale sviluppo professionale. C’è un’ampia varietà di modi nei quali ciò può essere conseguito a seconda delle personali possibilità di ogni candidato. A causa dell’ampia gamma di attività di apprendimento che possono venir presentate per i crediti, dovrebbe essere possibile ai candidati intraprendere lo Schema indipendentemente dal l’ambiente di lavoro e dalle risorse.

 

Ci sono 4 aree di sviluppo

·        Corsi professionali formali

·        Studio privato/ricerca professionale

·        Successi di lavoro

·        Contributi alla professione

 

Spiegazioni dettagliate alla sez. 4

 

Al momento di far domanda per la valutazione per la registrazione, i candidati devono offrire, nei loro portfolio, 12 crediti. Questi devono venir rivendicati per attività riferibili alle aree di sviluppo ( cfr. sez. 5 ).

 

3.2 Contenuti del portfolio

 

Al momento della presentazione per la valutazione il portfolio deve contenere:

 

Il modulo di domanda compilato

 

La tassa di valutazione

 

Informazioni sulla storia lavorativa del candidato, come il CV e/o descrizione del lavoro ( o lavori ) correnti ed impieghi precedenti durante il periodo dell’iter. ( questa informazione non è necessaria per la valutazione,  ma per fornire ai valutatori il contesto in cui il candidato ha intrapreso il Piano )

 

La referenza da parte del  referente/tutor del candidato.

 

I moduli completi  dei risultati di apprendimento( cfr. 3.4 ) per ogni attività per la quali vengono  rivendicati i crediti.

 

Prova per documentare ogni attività ( cfr. 3.5 )

 

Nota: Tutta la documentazione per ogni attività dovrebbe essere numerata chiaramente con il relativo numero progressivo riferibile al modulo di domanda. I portfolio possono venir presentati su dischetto, sempre che il loro conenuto sia chiaramente organizzato nello stesso modo che su raccoglitori suddivisi.

 

3.3 Modulo di domanda ( esempi )

 non tradotti

 

3.4 Formulario per i risultati della formazione culturale

 

Dà al candidato la possibilità di dar notizia di come l’attività ha contribuito al suo personale sviluppo professionale. Il fattore cruciale non è se un’attività sia un successo o no, l’importanza sta nel fatto di quanto il candidato abbia imparato da questa esperienza. I candidati possono anche spiegare quali siano stati i benefici dell’attività per i loro colleghi, utenti e datore di lavoro. I candidati sono anche incoraggiati a pensare all’applicazione pratica della loro conoscenza professionale e spiegare come sperano di sfruttarla in futuro. Cfr. sez. 7. Nel completare il modulo, i candidati dovrebbero riflettere sull’attività e considerare  le seguenti domande:

 

Cos’è stata l’esperienza e perché l’ho intrapresa?

Che cosa ho ottenuto/imparato da essa?

Come posso utilizzare quello che ho appreso ora e/o in futuro?

 

Un modulo sugli esiti dell’apprendimento dovrebbe essere completato per ogni attività inclusa nella domanda di iscrizione e dovrebbe essere inserita nel portfolio prima della relativa prova. Sebbene non ci sia una lunghezza prestabilita nel modulo, lo spazio da usarsi va da mezza ad una pagina A4, con caratteri 12.

Esempi nella sez. 4

 

3.5 Prova

 

Questi moduli sono i più importanti componenti del vostro portfolio. Ognuno dev’essere supportato da un’appropriata prova sistemata nel portfolio immediatamente dopo il modulo al quale si riferisce. Il principale proposito della prova è il provare che il candidato  ha intrapreso l’attività, e che questa sia stata un suo proprio risultato, sia da solo o come parte di un gruppo. Il materiale utilizzato come prova dovrebbe, se possibile,  riportare il nome del candidato in modo da dimostrare che si tratta del lavoro del candidato stesso, sebbene ciò non sia essenziale. I valutatori si riservano il diritto di richiedere successive informazioni o conferme riguardo la prova per la quale ritengono sia necessaria. Usualmente per ogni attività sono richiesti solamente una o due prove dell’attività. Occasionalmente, per attività difficili da descrivere, si possono aggiungere ulteriori prove quali spiegazioni addizionali.

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Esempi di prova che possono venir utilizzati:

·        Certificato di presenza, lista  di delegati o programma di un corso professionale

·        Certificati di abilitazioni conseguite

·        Pagina di bibliografie relative a studi privati o ricerche

·        Pagina di articoli o relazioni scritte dal candidato

·        Lettere spedite a/dal candidato riferibili all’attività

·        Pagina di schemi, scaletta dei lavori o altre informazioni scritte prodotte nel corso dell’attività

·        Fotografia/e di mostre o procedimenti conservativi

·        Pagina di catalogo o altri strumenti di ricerca ( incluse stampe da db )

·        Pagina di proposte di progetto.

 

 

3.      Il Piano di Iscrizione: le aree di sviluppo

 

3.1 Introduzione

 

Ci sono quattro aree di sviluppo: Corsi di formazione ufficiali, Studi privati/ricerca professionale, Risultati sul lavoro e Contributi alla professione.

 

I punti 4.2, 4.3, 4.4, 4.5 forniscono indicazioni sulla definizione delle aree, esempi delle attività e moduli già compilati.

 

 

5. Il Piano di Iscrizione  Crediti

 

5.1 Introduzione

 

Crediti sono richiesti per ogni attività inclusa nel portfolio. Le attività per le quali vengono richiesti i crediti devono appartenere ad almento 3 aree di sviluppo, con un massimo di 6 per ognuna area di sviluppo. I candidati devono mirare ad includere una gamma di differenti tipi di attività in ogni area di sviluppo. Tutte le attività devono essere intraprese nel periodo che segue la qualificazione professionale. Nessuna dovrebbe essere intrapresa più di 10 anni fa.

 

5.2 Numero dei crediti

 

I candidati possono chiedere tra 1 e 3 crediti per ogni attività. Normalmente è appropriato 1 credito per attività, comunque vi sono occasioni per le quali crediti addizionali sono giustificati. Attività complesse e su larga scala devono venir scorporate in segmenti separati e presentate separatamente in 1 o più aree di sviluppo, con l’accortezza che i crediti assegnati non siano superiori ai 3 totali.

…..

 

5.2 Attività per la quali si possono richiedere crediti addizionali

 

I punti 5.2.1, 5.2.2, 5.2.3 e 5.2.4 danno informazioni ed esempi sulle attività

 

 

5.3 Ulteriori informazioni sui crediti

Tutte le attività per le quali vengono richiesti i crediti, devono essere intraprese nel periodo seguente la qualificazione professionale. Il Piano non permette l’accreditamento di attività precedenti per le seguenti ragioni:

 

·        La difficoltà di decidere se un candidato abbia lavorato ad un livello professionale nel periodo precedente il raggiungimento dell’abilitazione professinale

·        La difficoltà nel fissare un limite di tempo, es. le attività intraprese prima che sia iniziato il lavoro o studio archivistici possono essere incluse o no?

·        La difficoltà per i candidati di fornire la prova delle attività intraprese prima che essi fossero consapevoli di aver necessità di conservare le prove per l’inclusione nel loro portfolio

 

Nota: un Master in Amministrazione archivistica preso dopo l’ottenimento del diploma non può essere incluso come un credito nella domanda di registrazione. Questo perché non tutti gli studenti dei corsi di archivistica possono ottenere un MA con la dissertazione.

 

Da ricordare che i 3 anni minimi di esperienza lavorativa partono dall’inizio dall’abilitazione ad un lavoro professionale e non dalla data dell’iscrizione sul R. S. Le attività intraprese dopo l’abilitazione ma prima dell’iscrizione possono essere presentate per i crediti