Gruppo di lavoro sulla certificazione degli
archivisti
Premessa
La certificazione della professione in
campo archivistico rappresenta, già da tempo, una tematica di grande
interesse per l’ANAI, che ha provveduto ad istituire un apposito gruppo
di lavoro sull’argomento(1).
Il Gruppo, formalmente costituito
nell’ottobre 2001(2), si è proposto di rispondere alla necessità di
individuare le regole da adottare per certificare la professione
archivistica in Italia.
In linea con le indicazioni della
Comunità Europea e con la volontà di fornire uno strumento volto a
garantire condizioni di adeguata competenza professionale e ad evitare
che soggetti privi dell’adeguata professionalità possano realizzare
lavori archivistici, con conseguente discredito e deprezzamento della
categoria e della professione, il gruppo ha affrontato una prima fase di
ricognizione e di raffronto con il panorama internazionale(3).
Dall’analisi delle esperienze di
certificazione professionale avviate all’estero - e in alcune realtà
quali quella americana e quella francese già ampiamente consolidate - è
emerso un interessante spaccato, che ha fornito alcuni iniziali spunti
di lavoro(4).
Il modello in costruzione dovrebbe
consentire una descrizione dell’archivista tipo, tenendo conto di
una serie di prerequisiti che rimandano ai percorsi:
-
formativo-scientifico
-
professionale
e che consentiranno di “certificare”
a diversi livelli il professionista che sarà in possesso di almeno una
parte di essi.
Per quanto concerne il percorso
professionale - anche alla luce del proficuo ripensamento teorico che ha
investito, negli ultimi anni, le basi stesse della disciplina e della
professionalità archivistica - è stato realizzato un elenco descrittivo
delle attività certificabili. Per quanto riguarda invece il percorso
formativo-scientifico, alcuni membri del Gruppo si erano fatti
carico, nel 2002, di un capillare lavoro di indagine e di analisi
dell’offerta formativa in ambito archivistico. In tempi brevi il lavoro
svolto, che mirava ad identificare i titoli scientifici di accesso,
verrà recuperato e, dopo gli opportuni aggiornamenti, utilizzato per la
definizione della soglia d’ingresso dell’area di riferimento.
Al momento i membri del gruppo di
lavoro, in concerto con i componenti del direttivo nazionale ANAI,
prospettano la costituzione di un comitato certificatore a cui, su base
volontaria, i professionisti potranno sottoporre la valutazione dei
propri profili.
Il professionista che desideri
ottenere la certificazione in virtù del proprio profilo scientifico,
delle esperienze e della pratica professionale, dovrà presentare
documentazione adeguata a comprovare titoli acquisiti e attività svolte,
secondo criteri e modalità stabiliti dalla commissione esaminatrice.
L’introduzione di un sistema a
punteggio è parsa una buona soluzione per la valutazione dell’archivista
da parte di una commissione. La tecnica del punteggio, legata a
parametri oggettivi, quali il conseguimento di un titolo accademico o la
realizzazione di un intervento specialistico, sembra infatti il sistema
più idoneo a garantire oggettività e snellezza nelle procedure di
valutazione.
L’elenco delle attività
certificabili
Risultato finale della prima fase di
lavoro è stata la realizzazione dell’allegato documento, una sorta di
mansionario delle attività certificabili, predisposto in forma di
tabella.
All’individuazione di ciascuna
attività corrisponde una breve descrizione e un range di valori
entro cui inquadrare il punteggio da attribuire al candidato in
relazione allo specifico intervento o allo strumento prodotto. Le
attività sono raggruppate per aree tecnico-concettuali per un totale di
dieci “settori” d’intervento, in cui vengono descritti i diversi lavori
di natura archivistica, dalle operazioni propedeutiche alla corretta
impostazione dei lavori, alle fasi di gestione degli archivi, alla
redazione di strumenti archivistici.
Per ottenere la certificazione nel
settore professionale è necessario raggiungere la soglia minima prevista
in almeno una delle seguenti aree:
2
(Riordinamento-inventariazione);
3
(Censimento);
4
(Gestione archivio);
5
(Archivio corrente)(5).
Si ritiene inoltre conveniente che dal
procedimento di certificazione emerga anche un dato relativo alle aree
di maggiore competenza di ciascun professionista; a tal proposito si
provvederà alla redazione di una griglia che visualizzi i settori nei
quali è stata conseguita la certificazione e che sarà soggetta a
periodici aggiornamenti.
In linea di principio il documento è
stato realizzato con l’intento di dare spazio al maggior numero
possibile di descrizioni di attività e mansioni, disaggregandole sino
alle componenti minime, in modo da rendere possibile la certificazione
dei più diversi e disparati livelli di attività e dare la più ampia
possibilità ai candidati alla certificazione di reperire la voce più
idonea o che si avvicini il più possibile all’identificazione del lavoro
svolto(6).
L’elenco delle attività certificabili
proposto è un lavoro tutt’altro che definitivo; esso si presta infatti
ad essere arricchito con il recepimento di ulteriori descrizioni di
attività e attende di esser testato sui curricula degli
archivisti.
******************
Nel licenziare il documento
tecnico che chiude questa prima parte del lavoro si desidera
ringraziare, oltre ai colleghi che hanno partecipato al gruppo, le
professoresse Giorgetta Bonfiglio-Dosio, Paola Carucci e Maria Guercio
che si sono fatte carico della lettura del documento e sono state
prodighe di incoraggiamenti, riflessioni e commenti di cui l’attuale
versione del testo si è ampiamente giovata.
La redazione del mansionario è
stata realizzata da: Concetta Damiani, Fabio del Giudice, Ferruccio
Ferruzzi, Augusta Franco, Massimiliano Grandi, Michela Guancini, Anna
Guastalla, Sara Guiati, Luca Juretig, Lorenzo Maggi, Laura Marconi,
Giovanna Mattino, Lucia Nardi, Susanna Oreffice, Enrica Ormanni, Sara
Piccolo, Luigia Romani, Barbara Sablich, Silvia Trani, Federico Valacchi,
Gilberto Zacchè.
Le operazioni di revisione e
stesura finale si devono a: Concetta Damiani, Massimiliano Grandi,
Michela Guancini, Anna Guastalla, Lorenzo Maggi, Susanna Oreffice,
Barbara Sablich, Gilberto Zacchè.
Note:
(1)Per ulteriori
approfondimenti si rimanda a Gli archivi e la libera
professione, «Il Mondo degli Archivi», X/2-3(2002), p.
103-136 (contributi di: L.
Nardi, A. Franco, M. Grandi,
L. Romani, B. Sablich, S. Trani, F. Valacchi);
S. Oreffice, Requisiti per l’esercizio della professione
archivistica: i problemi della certificazione, «Archivi e
Computer», 2(2002), p. 46-51;
L. Nardi, La
certificazione in ambito archivistico, «Il Mondo degli
Archivi», XII/1-2(2004), p. 95-96.
(2)Il gruppo, composto
da archivisti libero professionisti, archivisti di Stato e
archivisti di enti pubblici, è stato costituito da Lucia Nardi
che lo ha anche coordinato sino al 2003. Si sono poi avvicendati
nel coordinamento Gilberto Zacchè (2003-2004) e Concetta Damiani
(2005- ). Ad oggi hanno partecipato al gruppo di lavoro: Daniela
Brignone, Andrea Calzolari, Federica Collorafi, Vincenzo De Meo,
Fabio Del Giudice, Ferruccio Ferruzzi, Augusta Franco,
Massimiliano Grandi, Michela Guancini, Anna Guastalla, Sara
Guiati, Luca Juretig, Lorenzo Maggi, Laura Marconi, Giovanna
Mattino, Susanna Oreffice, Enrica Ormanni, Sara Piccolo, Luigia
Romani, Barbara Sablich, Enrica Serinaldi, Marta Tortorella,
Silvia Trani, Federico Valacchi.
(3)Alla volontà di
rispondere ad un’esigenza per così dire interna alla
comunità archivistica, si aggiungeva la constatazione che, anche
sotto il profilo legislativo nazionale, sembrava esserci un
certo fermento intorno alla necessità di definire i parametri di
alcune professioni legate ai beni culturali. Non a caso,
infatti, contestualmente alla creazione del gruppo di lavoro
ANAI, anche nel mondo dei bibliotecari e dei documentalisti,
oltrechè in quello degli storici dell’arte, si andavano creando
analoghi gruppi di studio per definire i rispettivi profili
professionali.
(4)Per un
approfondimento sulle diverse realtà nazionali, si rimanda ai
contributi del gruppo di lavoro pubblicati nelle pagine dedicate
ad esso sul sito ANAI http://www.anai.org/attivita/N_gruppi/certificazione_docum.htm
(consultato il 15 dicembre 2005).
(5)Questo
perché sia sufficientemente soddisfatto il requisito di una
professionalità impiegata “sul campo”.
(6)Per questi motivi,
ad esempio, nell’area 6 (dedicata all’elaborazione di strumenti
archivistici) compaiono ai punti compresi tra 6.7 e 6.11 tutte
quelle che ci sono parse le possibili combinazioni/scomposizioni
legate agli strumenti archivistici per la classificazione e per
la conservazione. Analogamente, nel caso dei regolamenti (punti
6.12-6.14), sono state previste tre diverse possibilità, dalla
prima, onnicomprensiva, alle successive legate alla
regolamentazione di precisi settori e attività.