PRESENTAZIONE
Gruppo Italiano per gli Archivi d’Impresa (GIAI)
Lista di discussione
Come canale continuativo di contatto tra i
membri del Gruppo, apriamo uno spazio per condividere le
informazioni e le esperienze professionali di quanti lavorano
nell’ambito degli archivi d’impresa.
Poiché siamo già bombardati da un’abbondanza
di messaggi e notizie da svariate altre fonti, in questo nostro
spazio comune proponiamo di tentare un’esperienza più mirata,
selezionando le lettere e le segnalazioni da diffondere sulla
lista e coordinandone fin dall’origine i contenuti.
Per i primi sei-sette mesi, da aprile a
ottobre, in base alle esigenze espresse dai partecipanti alla
riunione preparatoria dei lavori del GIAI del 27 novembre 2000, i
temi prescelti sono:
-
Regolamenti d’archivio
(sia come carta dei servizi che l’archivio storico fornisce
all’impresa, sia come manuali di archiviazione aziendale) e
profili professionali dell’archivista d’impresa.
-
Segnalazioni bibliografiche
(abstracts dalle 5 alle 20 righe, su file
word allegati):
Gli abstracts, come un primo esito del
lavoro coordinato del Gruppo, verranno riproposti per la
pubblicazione a riviste interessate al settore. "Imprese e
storia" (ex "Archivi e Imprese") è già disponibile ad accogliere
segnalazioni bibliografiche.
Gli editors della lista, che saranno
inizialmente Maria Teresa Sillano e Giuseppe Paletta, filtreranno
la posta in arrivo e le nuove proposte dei temi che verranno posti
all’ordine del giorno nel successivo semestre.
Raccomandiamo uno stile di comunicazione
conciso e concreto. Attendiamo proposte per i futuri temi da
trattare nella lista e segnalazioni di persone interessate alle
attività del GIAI, tra cui quegli storici d’impresa, imprenditori
e professionisti, che sono disposti a cooperare nella salvaguardia
delle fonti d’impresa.
Ricordiamo che il primo incontro plenario si
terrà nell’autunno 2001 e avrà per tema i manuali di archivistica
d’impresa. Questa sarà anche l’occasione per riflettere sulle
attività e sulle forme di coordinamento del Gruppo.
Modalità per partecipare alla discussione:
inviare i messaggi a
mariateresa.sillano@uni-bocconi.it
.
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Sergio Cardarelli - 28 febbraio 2002
ARCHIVI O ARCHIVISTI D’IMPRESA?
Vorrei portare all’attenzione di tutti, anche
al fine di avere qualche delucidazione dagli estensori dei
documenti (dichiarazioni d’intenti, verbali delle riunioni
effettuate, etc.) che hanno finora caratterizzato la storia di
questo Gruppo, una questione che all’apparenza potrebbe sembrare
solo di carattere terminologico e di scarsa rilevanza ma che
invece a mio avviso riveste un’importanza cruciale nella
costruzione del Gruppo stesso e per la definizione della sua
attività.
Mi riferisco al mutamento di denominazione
del Gruppo, da "Gruppo italiano archivisti d’impresa" a "Gruppo
Italiano Archivi d’Impresa". La prima denominazione si rileva in
tutti i documenti relativi alla prima riunione, quella del 27
novembre 2000 (cfr. il documento programmatico iniziale e il
verbale della riunione), mentre l’invito relativo alla seconda
riunione (27 novembre 2001) e il suo verbale riportano invece il
secondo nome. Gli interventi di Isabella Orefice, che tendono tra
l’altro a spostare il focus del Gruppo stesso sul concetto più
generale di "archivi economici" (ma non sarebbe più esatto parlare
di "archivi degli enti economici"?), non modificano la situazione
perché anche lei nelle lettere dell’8 gennaio e del 19 febbraio
2002 parla di archivi e non di archivisti.
Io credo che il cambiamento di denominazione
andrebbe spiegato e che in ogni caso esso non sia di poco conto.
Credo anzi che sia di importanza cruciale perché esso ha (o può
avere) un’influenza decisiva almeno su due aspetti:
-
l’attività e la stessa ragion d’essere del
Gruppo
: secondo il documento
iniziale i fini del Gruppo erano quelli di avere uno strumento
per la cooperazione e l’aggiornamento professionale all’interno
della categoria, per la difesa e promozione del ruolo degli
archivisti d’impresa, per un censimento degli archivi (e degli
archivisti che vi lavoravano). Esso era in sostanza un forum per
affrontare, tra archivisti d’impresa, tematiche di comune
interesse. Se gli attori del Gruppo diventano le imprese, mi
pare inevitabile un suo "mutamento genetico", perché a mio
avviso esse sono soprattutto interessate ad altre tematiche:
collaborazione con archivi e/o istituzioni per la gestione di
servizi comuni, problematiche dell’outsourcing e scambio di
esperienze in questo campo, eventuale costituzione di centri di
conservazione a carattere locale o regionale, discussione di
tematiche riguardanti la gestione degli archivi (costi,
questioni di archivieconomia, etc.). Attenzione, non sto dicendo
che queste tematiche siano meno interessanti delle altre, anzi,
sto solo rilevando come il cambiamento dello status del Gruppo
potrebbe cambiare i fini inizialmente delineati;
-
le modalità e livello di partecipazione al
Gruppo da parte degli archivisti
:
qui mi sembra che ci sia poco da spiegare, perché un conto è che
gli archivisti partecipino ai lavori del Gruppo a titolo
individuale e un altro conto è che essi intervengano in
rappresentanza delle imprese in cui lavorano. In questo caso è
evidente che gli archivisti agirebbero come rappresentanti degli
enti in cui operano. Rilevo a questo proposito che è
assolutamente necessario sciogliere questo nodo, perché deve
essere chiaro, nelle prossime riunioni, a che titolo le persone
partecipano ai lavori.
Vorrei che sia chiaro a tutti che il fine di
questa mia comunicazione non è quello di prendere posizione a
favore dell’una o dell’altra soluzione (forse se ne potrà parlare
a Milano) ma solo quello di sollecitare un chiarimento e una
discussione all’interno del Gruppo su un aspetto che mi sembra non
irrilevante.
Roma, 28 febbraio 2002
Sergio Cardarelli
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Carolina Lussana - s.d.
Cari compagni di lavoro,
sono impossibilitata ad intervenire alla
riunione del 6 marzo e me ne rammarico dal momento che si tratta
della seconda assenza (dopo quella di Udine).
Con questa mia nota vorrei quindi ribadire il
mio interesse e la mia disponibilità a partecipare al lavoro
comune e sintetizzare i motivi che, a mio modestissimo parere,
devono stare alla base di un investimento di tempo (risorsa per
tutti noi assai rara) e di energie nel Gruppo.
Lavorare per obiettivi, farlo in modo
concreto, preciso, operativo allo scopo di trarre un comune
arricchimento professionale.
Comprendo l'importanza dei dibattiti in corso
(1 - organi/burocrazia/democrazia interna, 2 - archivisti o
archivi, 3 - archivi d'impresa/archivi economici) ma confesso
onestamente che fatico a dedicare con motivazione e con esiti che
possa ritenere soddisfacenti per me e per l'organizzazione nella
quale presto la mia attività professionale, il poco tempo a
disposizione. Non voglio eludere un tema evidentemente centrale
per il Gruppo - se a distanza di oltre un anno ne stiamo ancora
discutendo - ma confesso di avere pochi contributi da fornire in
questo senso.
Sarà che sono una 'anomala' per antonomasia:
non posso essere una associata a titolo personale poiché non sono
archivista; nell'associazione, rappresento un ente no-profit, che
gestisce la sezione storica di un archivio d'impresa; non sono una
dipendente bensì una libera professionista ... insomma ... Direte
voi, ma che ci fa quella a dirigere un archiviuo d'impresa? Tant'é
...
Da 'anomala' posso quindi solo ricordare che,
nel corso della riunione di Milano, in modo assai informale e
spontaneo, si era composta una rosa di candidature di persone
disposte a lavorare, su un piano paritetico e in spirito di piena
collaborazione, al gruppo originario dei - diciamo - 'padri (e
madri) fondatori'.
A questa fase sono seguite formalizzazioni e
strutturazioni di cui tengo aggiornamento, e che ritengo non
possano che giovare al gruppo nella misura in cui servano a tutti
noi per comprendere meglio 'chi fa cosa' e contribuiscano a far
circolare rapidamente, in modo efficace e produttivo
l'informazione.
Ma dal momento che l'incontro del 6 marzo ha
(ancora) per oggetto la 'riorganizzazione' del gruppo, diciamo che
in questa fase mi colloco fra gli 'anomali' e resto in attesa che
questa riorganizzazione si compia definitivamente, e che si possa
finalmente avviare qualche progetto 'monografico' analogo a quello
- davvero utile ed interessante - organizzato sui manuali.
Rispetto ai temi di lavoro (che siano i
regolamenti, i manuali operativi di archiviazione corrente, i
massimari, ecc.) mi rendo pienamente disponibile a partecipare ad
incontri che dovrebbero però avere a mio avviso un carattere
spiccatamente seminariale ed operativo, pena sovrapporsi
inutilmente ad un fin troppo denso calendario di convegni e corsi
introduttivi.
Grazie e buon lavoro.
Carolina Lussana
Fondazione Dalmine
P.zza Caduti del 6 Luglio 1944, n.1
24044 Dalmine BG
tel. 035 560.3418
fax 035 560.3525
e-mail
dalfod@dalmine.it
http://www.fondazione.dalmine.it
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Viviana Rocco - 6 marzo 2002
Per prima cosa mi scuso con tutti i
partecipanti per essermi dovuta allontanare prima della
conclusione dei lavori.
Come archivista non "titolata", sento anch'io il bisogno di
confrontarmi il più spesso possibile con i colleghi.
La mia proposta, relativa alla frequenza degli incontri, quindi, è
che siano bimestrali o trimestrali, magari ristretti alle regioni
e a chi vuole partecipare, mettendone poi in rete i verbali, ferma
restando la riunione annuale/convegno, che ci riunisce tutti.
Il problema della Lista di Discussione penso si supererà da solo,
dando il tempo di crescere al gruppo e di conoscersi sempre meglio
ai partecipanti.
I punti che mi piacerebbe discutere con i
colleghi sono tantissimi, dai soggettari per archivi aziendali,
alla modulistica cartacea in uso negli archivi
(schede, moduli di prelievo, ecc.), che potrebbero rientrare in
quel manuale che MT Sillano, cercava agli inizi della sua
carriera.
Anche agli archivisti dipendenti d'impresa,
manca la possibilità di vedersi riconosciuti come figure
aziendali: nelle declaratorie mansionali dei contratti di lavoro
siamo spesso affiancati al personale dei magazzini. Mi piacerebbe
molto si discutesse insieme sulla possibilità che abbiamo
diintervenire sull'argomento come gruppo, (non abbiamo forza
contrattuale, perché siamo troppo pochi: uno o spesso uno a tempo
parziale per azienda).
Dal momento che tutti quelli che si iscrivono
alla Camera di Commercio, hanno obblighi archivistici di legge,
vorrei proporre, all'ANAI e alla Camera di Commercio, che mi
sembrano i migliori veicoli di diffusione, un corso di
Archiviazione di due-quattro ore al massimo, da organizzare col
gruppo. Sarebbe da "vendere" a tutte le aziende grandi e piccole e
dovrebbefrequentarlo il personale che si deve occupare della
"prima archiviazione" delle carte quotidiane (norme di legge e/o
consuetudini aziendali), soprattutto il personale delle
segreterie, che è il primo a raccogliere pratiche e spesso non sa
come muoversi: credo che potrebbe sensibilizzare le aziende verso
il problema archivio ed aiutare nelle ricerche sia attuali che
future, e anche chi un domani dovesse occuparsi di archivi di
deposito e storici, come dobbiamo fare noi attualmente.
Vi ringrazio tutti per avermi letto fino in
fondo
Viviana Rocco
PIRELLI SpA
ARCHIVIO STORICO PIRELLI
V.le Sarca, 222 - 20126 Milano
+39.02.6442.3971
Fax.: +39.02.6442.9425
viviana.rocco@pirelli.com
Web:
http://www.pirelli.com
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Alessandro Pierini
Gentile dott.ssa,
sono un documentalista di Trento, iscritto
alla lista
ARCHIVI 23.
Sono particolarmente interessato
all'archivistica d'impresa, e per questo Le chiedo cortesemente
l'iscrizione alla discussion list del gruppo specifico.
Vorrei inoltre sapere se la lista è dotata di
un archivio per consultare le informazioni pregresse, e dove posso
recuperare la documentazione inerente l'attività finora attuata
dal gruppo di lavoro.
Ringrazio anticipatamente e saluto.
dott. Alessandro Pierini
via De Amicis, 11
38100 Trento
e-mail:
alessandro.pierini@iol.it
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Juanita Schiavini - 7 marzo 2002
Come sempre arrivo in ritardo visto che a
Milano avrete già dibattuto la questione. Mi pare comunque che
l'intervento di Cardarelli sia molto intelligente e del tutto
condivisibile. Naturalmente la risposta può scaturire solo da una
decisione collegiale (che rivelerà "l'anima" del GIAI). Ciao
Juanita Schiavini
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Fabio Del Giudice - 21 marzo 2002
Per un coordinamento nazionale di archivi ed archivisti d’impresa
Prima di ribadire alcuni concetti espressi
nel corso dell’incontro a Milano del 6 marzo u.s. presso la Camera
di Commercio e prima di avanzare alcune proposte operative, credo
meriti una risposta e un approfondimento la riflessione fatta
alcuni giorni prima da Sergio Cardarelli della Banca d’Italia.
All’interno del grande e anche un po’ sterile
discorrere di modalità organizzative, Sergio poneva giustamente un
quesito di contenuto sulla denominazione del Gruppo e ricordava
che le finalità iniziali del Gruppo erano: 1) promuovere la
cooperazione e l’aggiornamento professionale all’interno della
categoria per la difesa e la promozione del ruolo degli archivisti
d’impresa; 2) promuovere il censimento degli archivi e degli
archivisti che vi lavorano.
Sia Carolina Lussana che Silvia Lolli poi,
nei loro contributi alla discussione, sottolineavano che la
ragione dell’esistenza di un simile gruppo è data dalla
possibilità di lavorare per obiettivi, chiarendo che tra le loro
principali aspettative vi è quella di giovarsi del confronto con
gli altri al fine di crescere professionalmente.
Ora, pur non volendo entrare nel merito di
questioni organizzative, e concordando con quanto espresso da
Isabella Orefice secondo la quale il gruppo deve essere aperto
a tutti, (ho una discreta esperienza di altri gruppi di lavoro
ANAI cui ho in precedenza partecipato), desidero fare alcune
osservazioni.
Rispondendo alla domanda di Sergio se
trattare di archivi o di archivisti d’impresa risponderei
semplicemente, alla luce del dibattito di Milano, con l’unione dei
due termini, e cioè occupiamoci sia di archivi che di archivisti
d’impresa insieme. Il fatto stesso che il gruppo sia aperto a
tutti (enti, istituti, centri di ricerca, singoli ALP, ecc.),
unito alla sua ampia estensione territoriale e alla prospettiva
auspicabile di aumentare di numero e in rappresentanza, conduce ad
una diversa configurazione del gruppo stesso. Proporrei perciò di
parlare più che di gruppo di un vero e proprio "coordinamento"
a livello nazionale, composto da persone dedite a raccogliere
e a far circolare capillarmente le informazioni (moderatori della
lista e via dicendo), e da altre persone, più concentrate
nell’individuazione degli obiettivi, sia strategici che
scientifici e divulgativi, delle varie iniziative da progettare e
porre in essere. Al riguardo va bene continuare nei progetti di
tipo monografico, sul tipo cioè dell’incontro sui manuali di
archivistica; a questo può senz’altro far seguito quello sui
regolamenti d’archivio su cui lavorare a partire dal prossimo
incontro di Genova. Nell’ambito ancora ristretto degli archivi
d’impresa, in Italia mancano, infatti, approfondimenti di tipo
monografico e comparativo su quelle che sono state le varie
modalità organizzative e regolamentari in tema di archivi
all’interno delle imprese.
Nella speranza che questi obiettivi siano
comunemente condivisi, se ne possono però anche aggiungere degli
altri, forse più ambiziosi, cercando di andare oltre
l’organizzazione di convegni o seminari con cadenze periodiche.
Credo emerga nei fatti la necessità di un più
generale coordinamento delle risorse, tenendo presente che
l’oggetto del nostro interesse sono gli archivi e la loro gestione
e che, intorno a questo oggetto, devono coordinarsi le persone e
le strutture disponibili (enti, società di servizi archivistici,
centri di ricerca, ecc.).
A questo proposito già a Milano,
nell’incontro del novembre 2001, era emersa la necessità di
focalizzare l’attenzione su quello che si era tentato di definire
come una sorta di elencazione delle priorità, di un "catalogo
delle esigenze" più o meno avvertite dai partecipanti alla
riunione, sia in rappresentanza di strutture archivistiche di
consolidata tradizione che di liberi professionisti.
Provo ad enunciare alcune tra queste esigenze
che mi sembrano prioritarie.
-
Se si ragiona su quelli che sono i
compiti primari della nostra categoria credo che il
censimento e la salvaguardia delle fonti sia sicuramente
il primo da cui partire. Tra gli obiettivi di un coordinamento
come il nostro credo ci sia senz’altro quello di intraprendere
una serie di azioni finalizzate al censimento e alla
salvaguardia di un quantitativo crescente di archivi, nonché
di far sì che sempre più documenti escano dall’ombra o dalla
minaccia di distruzione, nella quale attualmente si trovano,
per essere poi inseriti nel circuito della pubblica fruizione
e della ricerca storica. Questo significa contribuire da parte
di tutti alla ricerca delle modalità per ri-avviare una nuova
stagione di reperimento, censimento e salvaguardia delle
fonti. Esiste senz’altro un quantitativo enorme di
documentazione prodotta dalle imprese, soprattutto dal settore
largamente maggioritario delle piccole e medie imprese che
rappresentano il sostrato dell’economia produttiva del nostro
paese, che manca quasi completamente all’appello. Uno dei
compiti primari potrebbe consistere nel lavorare affinché un
numero sempre maggiore di documenti e di archivi sia censito,
identificato, conservato, mettendo in moto poi quel processo
virtuoso che, dopo un utilizzo efficiente e corretto della
documentazione nella sua fase attiva, porta ad una sua
razionale selezione e, infine, a forme più o meno evolute di
valorizzazione. Purtroppo, gli uffici statali preposti alla
vigilanza continuano a non essere messi nelle condizioni di
svolgere questa funzione di tutela delle fonti non statali. Il
tanto richiamato concetto di policentrismo riferito agli
archivi non riguarda più il solo ambito della conservazione
dei documenti ma, ormai, vede e implica il coinvolgimento di
una pluralità di soggetti operanti sul territorio
(soprintendenze, cooperative di archivisti, società di servizi
archivistici, centri di ricerca, archivi economici
territoriali, musei d’impresa e singoli operatori). Ecco
quindi l’importanza di non perdere l’occasione, rappresentata
dai nostri incontri in cui sono presenti tutti gli attori di
questo policentrismo, di avviare un coordinamento di queste
varie energie. Nonostante il gruppo sia piuttosto numeroso,
siamo e restiamo pur sempre in pochi, pochi di fronte al
grande lavoro che c’è da fare. Un motivo in più per non
sprecare quest’occasione di ri-partenza.
-
La salvaguardia è senz’altro un obiettivo
di medio-lungo periodo per il cui perseguimento sono
necessarie risorse economiche, organizzative e di personale
notevoli. Se il tema viene condiviso occorrerà poi lavorare
all’individuazione degli obiettivi e al reperimento delle
risorse necessarie. Altro compito di rilievo è, a mio avviso,
quello di un corretta ed efficiente circolazione ed
utilizzo nelle imprese dell’informazione, archivistica e non,
obiettivo da raggiungere soprattutto attraverso la
predisposizione di idonei strumenti operativi e di efficaci
procedure di gestione documentale. Partendo dal presupposto
che l’informazione è sempre una risorsa strategica, occorre
aiutare gli imprenditori a far circolare meglio
l’informazione, sia quella archivistica di tipo tradizionale,
sia quella rappresentata dal centro di documentazione - ove
esistente - e dall’informazione in rete. Ne consegue la
necessità di poter disporre di tutta una gamma di strumenti
per il funzionamento dell’intero sistema di gestione
documentale, soprattutto per la documentazione attiva e
semiattiva (strumenti e sistemi per la registrazione dei
documenti, per la loro classificazione, organizzazione e
gestione, per il loro mantenimento, riproduzione e selezione
nel tempo a fini sia operativo-gestionali che storici, per
regolarne il flusso e per garantire legalità e trasparenza).
Per quanto concerne la produzione di strumenti per la
selezione, l’esperienza degli archivisti francesi del settore
bancario rappresenta un modello di concretezza e operatività.
-
Per operare in tal senso, è necessario
disporre di una formazione archivistica di base sulla
quale poi innestare l’acquisizione di capacità, sia
scientifiche che suggerite dalla prassi, capacità necessarie
per produrre gli strumenti operativi di cui sopra,
verificandone periodicamente la funzionalità, insieme con
l’applicazione di idonee procedure: strumenti, regole e
procedure tutto questo andrà a costituire un sistema di
gestione documentale integrato. Questa formazione, questa
alfabetizzazione archivistica di base è rivolta sia a chi già
opera all’interno delle imprese, sia ad operatori esterni
specializzati o a società di outsourcing che offrono i loro
servizi alle imprese.
Se questi appena delineati mi sembrano
indirizzi operativi irrinunciabili sui quali, se discussi e
condivisi, si potrebbe pensare di formare, all’interno del
coordinamento, altrettanti gruppi tematici, vorrei non si
trascurasse il problema, peraltro già enunciato tra gli scopi
iniziali del gruppo, dell’identificazione del ruolo degli
archivi d’impresa e degli archivisti che lavorano come tali nelle
imprese oggi esistenti, lasciando per il momento da parte le
problematiche degli ALP che prestano occasionalmente la loro
collaborazione a questo o a quell’archivio d’impresa.
Spero, con questo mio intervento, di aver
fatto un po’ di chiarezza rispetto alle idee già espresse a voce a
Milano e invito tutti i colleghi a dar corpo, con commenti,
critiche e suggerimenti, alla disponibilità più volte espressa a
dibattere e ad operare in maniera costruttiva.
Ringrazio tutti per l’attenzione.
Roma, 21 marzo 2002
Fabio Del Giudice
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Cari colleghi,
in occasione della IV Settimana della Cultura
la Soprintendenza Archivistica per la Campania ha organizzato una
serie di manifestazioni che, sotto il titolo Le carte di ferro.
Storia di un’industria e di un quartiere nell’Archivio Ilva di
Bagnoli ruotano intorno all’archivio Ilva. Un archivio che –
come già emerso nel corso del convegno Le carte operose -
ha rischiato di essere "dimesso" seguendo i destini del polo
industriale da cui prendeva origine, che ha rischiato di essere
sradicato dalla struttura, dalla realtà, dal quartiere in cui era
nato e che grazie alla determinazione e alla tenace passione del
Soprintendente, dottoressa Maria Rosaria de Divitiis, resterà
invece nella sede originaria. E’ infatti frutto di un incontro di
ieri fa tra il Soprintendente e i dirigenti della Fintecna,
società a cui la Bagnolifutura fa capo, la decisione di lasciare
l’archivio nella sede di Bagnoli ove interventi di valorizzazione
ed ulteriore ordinamento verranno eseguiti da un team di
specialisti che coinvolgerà alcuni ex operai, con il coordinamento
e l’alta vigilanza della Soprintendenza.
Nel fitto calendario di eventi – consultabile
all’indirizzo
www.archivistica-na.it
- segnalo in particolare il programma del 17 aprile:
Teatro Circolo ILVA ore 9.00
Giornata di Studio: Una fabbrica, una
città, un mondo: l’Ilva-Italsider nella Napoli del Novecento
A cura dell’Archivio Storico del Movimento Operaio Napoletano.
Coordina: L. Parente. Interventi di: A. Belli, P. Frascani, U.
Leone, D. Pizzuti s.j., E. Pugliese.
ore 15.30
coordina: M.R. de Divitiis. Interventi di: G. Arfè, A. Lombardo,
S. Muzzupappa.
Napoli, 12 aprile 2002
Concetta Damiani