GRUPPO DI LAVORO DEGLI ARCHIVI ECONOMICI E
D’IMPRESA
Genova - 27 maggio 2002
Il 27 maggio 2002 si è svolta a Genova,
ospitata della Fondazione Ansaldo, una riunione del GIAI.
I presenti, una quindicina circa, sono
tornati ad affrontare temi e problemi già emersi nell’incontro
milanese del marzo scorso e che non avevano trovato ancora
soluzione né composizione.
In termini teorici e programmatici si è
ribadita la difficoltà a far decollare le attività del gruppo in
mancanza di una chiara referenza scientifica da attribuire ad un
coordinatore scientifico. Il disagio è stato rappresentato anche
da Isabella Cerioni e Concetta Damiani che avevano assunto,
insieme con Maria Teresa Sillano, compiti di segreteria del
gruppo. In mancanza di circolarità d’informazioni anche la
diffusione resta lettera morta.
In termini pratici è stata invece rimarcata
la necessità di scegliere, per il futuro, sedi di riunione che
siano luoghi raggiungibili senza troppa difficoltà da tutti gli
aderenti al gruppo, data la varietà di provenienze geografiche dei
membri del GIAI.
Isabella Orefice ha preso la parola
esprimendo più di qualche perplessità sulle difficoltà che questo
gruppo di lavoro trova a decollare e a darsi un assetto
organizzativo-referenziale e insistendo sull’esigenza -ormai
irrimandabile- di identificare nel corso di questa riunione un
coordinatore. Il Presidente del direttivo nazionale ANAI ha
inoltre letto le brevi note di una riflessione affidatale da
Pierpaolo Avolio (assente perché bloccato a Roma per problemi
tecnici di traffico aereo) e che suggerisce l’istituzione di un
coordinamento fatto da due persone, una del centro-nord, una del
centro-sud. Grazia Tatò interviene sostenendo che non è il caso di
legare il coordinamento ad aree geografiche nettamente definite o
contrapposte e che un tale criterio di scelta complicherebbe
ulteriormente la decisione.
Alessandro Lombardo propone di affidare il
coordinamento scientifico a Fabio Del Giudice o a Giuseppe
Paletta; a questa proposta si affianca quella di Paletta che
esprime l’opinione che vi sia necessità di un coordinatore degli
organizzatori: è però opinione comune tra i presenti che questo
creerebbe una sovrabbondanza di "esecutori": una sorta di
segreteria organizzativa composta da tre persone è già, di per sé,
bastevole, purché sia messa in condizione di lavorare, come
sottolinea Isabella Cerioni.
In seguito ad un’ampia discussione si ventila
l’ipotesi per la quale il coordinamento scientifico potrebbe
essere assunto da Alessandro Lombardo e da Fabio Del Giudice per
un anno, sino al giugno 2003, mentre la composizione del gruppo di
segreteria resterebbe invariata, rispetto alle decisioni prese in
marzo.
Si è passato poi al confronto sulla scelta e
sull’identificazione delle tematiche sulle quali lavorare: dai
precedenti incontri erano emersi l’interesse per i regolamenti
-intesi nei termini stretti di regolamenti che disciplinano
l’attività delle sale di studio e nei termini più generali di
regolamenti per la gestione del flusso documentario all’interno
dell’azienda-, per il censimento regionale-nazionale degli archivi
economici, per la definizione del profilo professionale
dell’archivista d’impresa. Isabella Cerioni ha sottolineato
l’importanza e la necessità di una riflessione sulle norme ISO
15489 per la gestione degli archivi d’impresa, che - come
annunciato da Gianluca Perondi su Archivi23 il 16 aprile u.s. -
sono state recentemente pubblicate sul sito
htpp://www.iso/org.
Il discorso sui regolamenti verrà affrontato
nel corso di un convegno che si terrà nel prossimo ottobre in
Campania (Napoli-Salerno 10-11 ottobre 2002) e la cui
organizzazione era stata intrapresa da alcuni mesi da Pierpaolo
Avolio, Antonio Ratti, Maria Teresa Sillano e Grazia Tatò. Al
gruppo organizzatore si è affiancata l’attività del comitato
campano dell’ANAI, a cui è stato chiesto di ospitare l’iniziativa.
Per il futuro tanto i membri dell’ANAI Campania –rappresentati in
questa sede da Concetta Damiani- quanto gli altri membri del GIAI
esprimono la preferenza per un metodo che implichi un’elaborazione
collettiva del tema da affrontare, più che una partecipazione al
convegno fine a se stessa, e sulla necessità di definire il metodo
di intervento da utilizzare in futuro, lanciata da Isabella
Orefice, hanno preso la parola Antonella Bilotto e Gianluca
Perondi (operatività, scelte condivise, incontri preparatori al
convegno, convegno come momento di presentazione di risultati del
lavoro del gruppo).
Isabella Cerioni e Concetta Damiani
propongono che nel corso del convegno campano venga riservato uno
spazio ad un incontro del gruppo GIAI, nel corso del quale si
possa concordare il successivo tema e, nel caso specifico, si
possa riflettere sugli spunti emersi nel corso delle due giornate,
visto che questo convegno non nasce da un lavoro del gruppo sul
tema ma, nell’intenzione degli organizzatori-ideatori, rappresenta
-come ha sottolineato la Tatò- un primo momento di confronto.
Abbandonando le questioni di metodo si torna
ai contenuti. Giuseppe Paletta auspica uno spostamento
dell’attenzione e un maggiore intervento fuori delle grandi città,
nei luoghi in cui sono conservati i beni culturali, come
contributo generale di solidarietà verso chi opera in situazioni
di isolamento e difficoltà, che si inizi a riflettere più a fondo
sulle assenze ovvero sulle realtà sommerse sia in termini di
archivi ancora non censiti sia in termini di regolamenti che
mancano, che si approfondisca il tema delle procedure di qualità
all’interno delle imprese. A Lombardo sembra che il censimento e
la qualità professionale siano temi ambiziosissimi, che rischiano
di venir abbandonati per strada e dei quali non si riesca a farsi
carico e crede che bisogni procedere per obiettivi che non
rischino di divenire irrealizzabili. Isabella Cerioni, infine,
suggerisce uno studio e una definizione di una sorta di lessico
comune condivisibile nella terminologia delle imprese e che sia
ricavato da un’analisi delle ISO.