Ai Presidenti delle Sezioni regionali ANAI

 

Oggetto: Nuovo regolamento del Ministero Beni Culturali, art. 30. Inclusione delle soprintendenze archivistiche e degli archivi di Stato nel coordinamento da parte delle istituende soprintendenze regionali per i beni culturali.

 

All'assemblea straordinaria del 22 gennaio scorso si è registrato un unanime e forte consenso sulle critiche da muovere agli aspetti generali del regolamento: accentramento burocratico, ingerenza del vertice politico nella gestione, creazione di un eccessivo numero di livelli, centri e passaggi decisionali non coordinati, mancata previsione di ogni autonomia, ecc.

In merito alla più specificamente rilevante questione in oggetto sono emerse due posizioni; l'una contraria all'inclusione del settore archivistico e l'altra favorevole, ciascuna basata sulla considerazione di aspetti e motivazioni negativi e positivi aventi indubbio fondamento, ma rispettivamente diversi ed eterogenei e quindi non facilmente confrontabili ai fini di una scelta ponderata, pur necessaria. Dato che per l'urgenza di convocazione l'assemblea non ha potuto avere quella partecipazione così ampia che occorrerebbe per una decisione tanto rilevante per il futuro dell'organizzazione archivistica e che per lo stesso motivo non era stato possibile ai presidenti riunire soci e colleghi, non è stato di conseguenza possibile registrare un consenso abbastanza ampio e rappresentativo su una posizione, tale da poter costituire base definitiva di una posizione ufficiale dell'Associazione. Quindi l'assemblea, dopo un primo ampio dibattito si è conclusa con l'indicazione per la presidenza di invitare le sezioni, gli istituti e i soci e colleghi tutti a svolgere ulteriori riunioni e discussioni in merito il più ampie possibile e a far pervenire le loro motivate posizioni entro il 7 febbraio p.v. Occorre infatti che l'Associazione assuma una posizione precisa anche e soprattutto in merito all'inclusione o meno oppure alle eventuali condizioni di inclusione del settore archivistico nelle soprintendenze regionali uniche per i beni culturali.

Ricordo che il regolamento e il documento del Comitato di settore del 17.1.2000 in merito si trovano sul sito Internet dell'ANAI.

Vorrei infine riassumere per coloro che non hanno partecipato all'assemblea i termini della questione, come si sono sviluppati nella discussione in assemblea. Da una parte è stato rilevato anzitutto che l'art. 7 del d. l.vo 368/98, come modificato dall'art.54 del d. l.vo 300/99, elenca solo le soprintendenze delle ex arti e i poteri di vincolo dei relativi beni come competenze dei nuovi soprintendenti regionali, e che solo mediante una forzatura della clausola per cui si può affidare il coordinamento di "altre attività" al soprintendente regionale, è stata introdotta in una versione più recente del regolamento la misura in questione. E' stato anche obiettato che non vi è alcuna sinergia di intervento di tutela e conservazione fra archivi e beni architettonici, ecc. e che quindi non vi è una necessità oggettiva di coordinare le normali attività istituzionali archivistiche con questi altri settori, che anzi per la loro eterogeneità tecnica e per il loro ben maggiore peso organizzativo più che assicurare un contributo specifico, potrebbero solo appesantire burocraticamente se non emarginare le attività archivistiche ora svolte direttamente dagli istituti (le dichiarazioni sarebbero decise dal regionale). E' stato sottolineato che il settore archivistico richiede, molto più che un coordinamento regionale, un coordinamento nazionale per la vigilanza sugli enti pubblici nazionali, sugli archivi privati che possono essere spostati o acquistati in regioni diverse e per la conservazione e sorveglianza sugli archivi degli organi dello Stato omogenei su tutto il territorio nazionale, nonché per i rapporti con le autorità per l'informatica e la Privacy già previsti dalle norme vigenti e l'attuazione dei relativi standard. I rischi sarebbero quelli della diminuzione di autonomia, della relativa frammentazione in ambiti regionali di riferimento, prevalenti su quello nazionale, e di conseguenza dell'unitarietà dell'organizzazione e della professionalità archivistica, della prevedibile penalizzazione che l'assimilazione ai beni storico-artistici ("musealizzazione") produrrebbe sugli aspetti giuridico-amministrativi e tecnici della tutela degli archivi in formazione e informatizzati.

D'altra parte, più che quello della collaborazione nelle attività istituzionali ordinarie con gli altri settori del ministero, si è ritenuto importante l'argomento che nel futuro le forme di collaborazione per progetti, interventi e iniziative di valorizzazione con regioni, enti locali e altri enti esistenti nel territorio potranno assumere maggior rilievo e ruolo. Dato che il sovrintendente regionale sarebbe un più autorevole interlocutore di tali enti, è stato valutato utile e opportuno essere inclusi nel coordinamento per avvalersi di tale maggiore autorevolezza di rappresentanza e per partecipare a pari titolo degli altri settori ad eventuali iniziative, progetti o proposte intersettoriali. Anche se questo argomento si può riassumere più brevemente, esso è stato sostenuto non meno ampiamente di quelli precedenti.

Ci occorre insomma il più ampio contributo per valutare e tracciare insieme una rotta per muoversi fra le diverse esigenze che il dibattito ha prospettato. Dato infine che in concreto l'ANAI dovrà presentare proposte di modifica e integrazione del testo, oltre che sull'opzione generale strategica di fondo, è anche opportuno comunque predisporre proposte subordinate che consentano in ogni caso di limitare gli evidenti inconvenienti dell'attuale formulazione del testo dell'art. 30.

Roma, 26 gennaio 2000

Isabella Orefice
(Presidente dell'ANAI)